Si è inaugurata ieri 26 agosto 2026, nella biblioteca di Piazza XX settembre la mostra:“ Testimoni del tempo – Il Messaggero Veneto: ottant’anni di Friuli tra cronaca, cultura e comunità” con la curatela di Roberto Chiarini ed Elena Pala, docenti dell’Università di Milano. Presenti alla cerimonia autorità civili, militari e politiche , oltre a numerosi cittadini e giornalisti – tra questi Enri Lisetto – Responsabile del Messaggero Veneto sezione di Pordenone. A fare gli onori di casa ed a tagliare il nastro Paolo Mosanghini – condirettore del Messaggero, affiancato Alberto Parigi -assessore comunale alla cultura, Silvia De Michielis – giornalista dell’associazione Leali delle Notizie, Michelangelo Agrusti – presidente di Confindustria Alto Adriatico oltre ai due summenzionati curatori.Come evidenziato da Mosanghini: «La mostra ripercorre la nostra storia e i nostri primati, come l’essere stati i primi in Italia ad adottare la stampa a freddo e a colori, grazie a un direttore visionario che seppe guadagnarsi riconoscimenti nazionali e ispirare altre testate».
La mostra si articola tra il chiostro e l’ex refettorio in un percorso narrativo con testi brevi ed incisivi, gigantografie e pannelli che illustrano i momenti più salienti degli 80 anni del giornale come il 1946 anno di nascita del quotidiano. Uno di questi recita: “Il Friuli ha la sua voce”. Padri del Messaggero sono stati i conti d’Attimis Maniago, de Puppi, di Prempero, Orgnani, Kechler, Cavarzerani, di Nevea l’avv. Feliciano Nimis, e i rappresentanti della famiglia Manin di Passariano. Il primo numero uscì il 24 maggio 1946 al costo di 4 Lire ed era composto da 2 pagine, aumentate poi a 4 nel 1947. Altri anni evidenziati: il 1968 quando fu istituita la Provincia di Pordenone, il 1976 – anno “horribilis – dell’orcolat “il terremoto”, che devastò il Friuli su un’area di 5.500 km quadrati , quasi 1000 morti, centinaia di feriti e sfollati, e quasi 20.000 case distrutte, fino alle sfide dell’era digitale, la grafica contemporanea e all’ingresso nell’era Nem e il futuro multimediale. Particolare attenzione ai vari direttori che si sono susseguiti nel tempo, nella conduzione del giornale; da Enrico Mascilli Migliorini, Carlo Tigoli, Isi Benini, Vittorino Meloni sino ai giorni nostri con Tommaso Cerno, Luca Ubaldeschi, Paolo Mosanghini e Paolo Possamai. Nel chiostro, lungo le pareti grandi pannelli grafici azzurri e blu cobalto con codici QR per l’accesso ai contenuti mutlimediali per apprendimenti storici sino all’intrattenimento pop. Particolare attenzione è stata dedicata al progetto: Una volta varcata la soglia, ci si ritrova nel chiostro, dove lungo le pareti spiccano pannelli grafici dalle tonalità azzurre e blu cobalto, accompagnati da codici qr. Inquadrandoli si accede a contenuti multimediali che spaziano dall’approfondimento storico all’intrattenimento pop. Particolare attenzione è stata dedicata anche al progetto che vede protagonisti i giovani denominato :“Messaggero Scuola: la redazione dei giovani”, che offre la possibilità di visionare articoli, video, lavori vari e podcast. Interessante anche la sezione dedicata ai quiz culturali alla scoperta della città dal titolo:“Indovina Pordenone”.
La mostra sugli ottant’anni del Messaggero Veneto inaugurata ieri a Pordenone, è stata già presentata a Udine – Palazzo Morpurgo, a Gemona del Friuli a Palazzo Elti e a Lignano al Palapineta. Si tratta di un’esposizione immersiva ed interattiva , oltre che celebrativa, tutta da scoprire , ad accesso libero e gratuito, che rientra nel programma culturale della città in vista di Pordenonelegge – giunta 27ª edizione di pordenonelegge che svolgerà dal 16 al 20 settembre 2026, andando verso il 2027, l’anno che celebrerà Pordenone capitale italiana della cultura.
di Daniela Paties Montagner
immagine in evidenza: un momento della cerimonia del taglio del Nastro, foto di Daniela Paties Montagner















