Il 29 agosto 2026, la cattedrale di Oria si prepara ad accogliere un uomo che la porpora cardinalizia ha reso familiare ai palazzi del potere e ai rifugi degli ultimi. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, scenderà nella Puglia dell’olio e del sole non per un atto di rappresentanza, ma per sigillare con la sua presenza due gesti che la storia della Chiesa locale custodirà come una doppia fiamma.
Nel giro di due giorni, il porporato presiederà la Messa di chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione del servo di Dio Alberico Semeraro, vescovo di Oria dal 1947 al 1978 e fondatore dell’Istituto delle Suore Oblate di Nazareth, e il solenne pontificale per la festa di san Barsanofio, patrono della città e della diocesi.
Non si tratta di una visita qualunque, ma di un evento che intreccia la memoria di un pastore che ha segnato oltre trent’anni di vita ecclesiale alla devozione per un santo che da quindici secoli accompagna il cammino religioso e civile della comunità oritana.
La figura di Alberico Semeraro, che la Chiesa si appresta a onorare con l’eroicità delle virtù, è quella di un vescovo che considerava la diocesi di Oria «la sua vera sposa, la grande sposa».
Ordinato vescovo nel 1947, governò la Chiesa oritana per trentun anni, un’epoca intera in cui realizzò ventuno parrocchie e fondò nel 1953 l’Istituto religioso delle Oblate di Nazareth, che egli stesso definì «il fiore più umile e prezioso del suo episcopato».
Il processo di beatificazione, avviato nel marzo del 2023 con la dichiarazione di Servo di Dio da parte di Papa Francesco, giunge ora al suo primo traguardo significativo: la chiusura della fase diocesana, un passaggio che il cardinale Parolin viene a suggellare con la sua autorità di segretario di Stato.
La presenza del numero due del Vaticano in una diocesi periferica come quella di Oria è di per sé un segno: la santità, quando è autentica, non ha bisogno dei riflettori delle metropoli per essere riconosciuta.
Il giorno successivo, il 30 agosto, la cattedrale si riempirà per il pontificale in onore di san Barsanofio, il monaco del VI secolo che la tradizione venera come patrono della città. Le sue reliquie, custodite nella cripta della cattedrale, sono il centro di una devozione che attraversa i secoli e che ogni anno si rinnova nella processione per le vie del centro storico.
Il cardinale Parolin, che già nei mesi scorsi era stato annunciato dal vescovo Vincenzo Pisanello durante la solennità del Corpus Domini, presiederà l’Eucaristia solenne e, al termine, come da tradizione, si terrà la processione con la statua del santo per le vie del centro storico. Un momento che i fedeli oritani attendono con l’emozione di chi sa che la fede si nutre di gesti semplici e di presenze autorevoli.
La visita di Parolin a Oria assume un valore che va oltre la circostanza. Essa unisce la memoria di un vescovo che ha lasciato un’impronta profonda nella storia della diocesi alla devozione per un santo che da secoli accompagna il cammino religioso e civile della comunità. In un’epoca in cui la Chiesa è chiamata a riscoprire le sue radici per guardare al futuro, la presenza del segretario di Stato in una piccola città pugliese è un atto di attenzione che parla più di molti documenti. La celebrazione del 30 agosto sarà trasmessa in diretta televisiva dall’emittente TeleDehon, consentendo di seguire l’evento anche a quanti non potranno essere presenti in cattedrale. Un segno che la Chiesa, anche nei suoi gesti più locali, sa aprirsi alla dimensione universale che la caratterizza.
La domanda che questo fine settimana di grazia lascia sospesa, come il profumo degli ulivi che sale dalle colline di Oria, è se la santità, quella vera, abbia ancora bisogno di essere certificata dai processi e dalle porpore, o se essa non sia già scritta nel cuore di chi l’ha vissuta e nel ricordo di chi l’ha incontrata.
Il cardinale Parolin, con la sua presenza, sembra suggerire che la risposta è in entrambe le cose: la Chiesa ha bisogno di riconoscere la santità per indicarla ai fedeli, ma la santità, come quella di Alberico Semeraro e di san Barsanofio, è già viva nella memoria di una comunità che non ha mai smesso di custodirla.
RVSCB
Bibliografia
Avvenire, Il cardinale Parolin a Oria per la causa di beatificazione di Alberico Semeraro e la festa patronale, 26 agosto 2026.
Manduria Oggi, Oria – Il 29 e il 30 agosto, in occasione della festa in onore di San Barsanofio, arriverà a Oria il cardinale Pietro Parolin, 15 giugno 2026.
Lo Strillone News, Il numero “due” del Vaticano a Oria per la festività patronale: verso la beatificazione di monsignor Semeraro, 9 giugno 2026.
MemOria News, Il cardinale Parolin nella nostra Diocesi di Oria, 8 giugno 2026.
Diocesi di Oria, Documenti del Vescovo – Nomine per l’anno pastorale 2026/2027, 8 luglio 2026.
Wikipedia, Alberico Semeraro.
Wikipedia, Barsanofio (anacoreta).
Agensir, Diocesi: Oria, il vescovo Alberico Semeraro “pastore mite” che realizzò molte opere.
















