Il 30 agosto 2026, nella cattedrale di Oria, il cardinale Pietro Parolin ha chiuso il processo diocesano di beatificazione di monsignor Alberico Semeraro. La sua voce, misurata e ferma, ha attraversato le volte della cattedrale come un fiume di parole che si infrange contro le pietre di una storia che la Puglia non ha dimenticato.
Il segretario di Stato vaticano, giunto nella diocesi per un fine settimana di fede e di memoria, ha presieduto le celebrazioni che hanno intrecciato la figura del vescovo che ha segnato Oria per oltre trent’anni e quella di san Barsanofio, patrono della città e della diocesi.
Ma il suo messaggio, come spesso accade quando la porpora cardinalizia si posa su una terra periferica, ha superato i confini della cattedrale per raggiungere il cuore delle sfide globali.
Il porporato ha voluto sottolineare la serietà con cui la Santa Sede tratta le cause di beatificazione, ricordando che la canonizzazione di un servo di Dio comporta l’infallibilità del Papa e che il senso di queste celebrazioni è proporre modelli agli uomini di oggi. «Tante volte pensiamo che i santi siano personaggi caduti dal cielo», ha detto. «Invece sono persone che vivono la nostra stessa vita, con le stesse difficoltà e tribolazioni, ma che sono rimaste fedeli a Dio».
Le sue parole hanno restituito alla santità una dimensione terrena che la devozione popolare spesso dimentica, e hanno indicato in monsignor Semeraro e in san Barsanofio due figure capaci di parlare al presente con la forza di una testimonianza che non si esaurisce nel passato.
La sua riflessione si è poi spostata sulle nuove frontiere che la Chiesa è chiamata ad affrontare.
L’intelligenza artificiale, ha detto Parolin, è uno strumento ambivalente che può aiutare a sintetizzare documenti e a risparmiare tempo, ma che deve essere posta al servizio dell’uomo e non del profitto.
Le sue parole, che la cronaca ha raccolto con attenzione, hanno colto il nervo scoperto di un’epoca in cui la tecnologia rischia di sostituire l’umano invece di potenziarlo.
E la sua sorpresa di fronte a un’interfaccia che sembra viva e che risponde come una persona è stata la sorpresa di chi sa che la tecnica, quando non è governata dall’etica, può diventare una prigione più efficiente di qualsiasi tirannia.
Le guerre, poi, sono state il centro di un monito che il cardinale ha pronunciato con la lucidità di chi ha visto troppe sofferenze e troppo poco ascolto. «Uno dei grandi problemi dei conflitti di oggi», ha detto, «è che tendono a essere dimenticati».
Il pericolo è che ci si abitui, che le notizie non facciano più effetto, che la sofferenza diventi un sottofondo che si spegne come il rumore di un motore lontano.
Tenere viva l’attenzione, ha insistito, è uno dei principali impegni che la Chiesa deve avere, e la soluzione dei due Stati per la Palestina rimane l’unica via che la Santa Sede continua a indicare, nonostante le difficoltà e la presenza dei coloni in Cisgiordania.
La sua omelia, che ha attraversato la cattedrale come un fiume di parole, ha trovato il suo compimento nell’invito a riscoprire l’amore per la Chiesa. «Come diceva san Cipriano, non può avere Dio per padre chi non ha la Chiesa per madre».
L’amore per la Chiesa, ha spiegato, non è cieco: vede i difetti e aiuta a correggerli. E in questa consapevolezza, che è insieme un atto di fede e un impegno di fedeltà, si compie il cammino di ogni credente che sa che la santità non è una meta lontana, ma una strada che si percorre ogni giorno, un passo dopo l’altro.
Oria, che ha accolto il cardinale Parolin con la devozione di chi sa che la fede si nutre di gesti semplici e di parole autorevoli, ha conservato il profumo di un fine settimana che ha unito la memoria di un vescovo alla preghiera per un santo.
Le sue parole, che hanno attraversato la cattedrale e il tempo, resteranno come un sigillo su una comunità che non ha mai smesso di custodire il suo tesoro.
RVSCB
Bibliografia
Cucinelli, Davide, Oria, il cardinale Parolin chiude il processo per Semeraro e parla di IA e guerre, Il Quotidiano di Puglia, 31 agosto 2026.
Avvenire, Il cardinale Parolin a Oria per la causa di beatificazione di Alberico Semeraro e la festa patronale, 26 agosto 2026.
Manduria Oggi, Oria – Il 29 e il 30 agosto, in occasione della festa in onore di San Barsanofio, arriverà a Oria il cardinale Pietro Parolin, 15 giugno 2026.
Lo Strillone News, Il numero “due” del Vaticano a Oria per la festività patronale: verso la beatificazione di monsignor Semeraro, 9 giugno 2026.
MemOria News, Il cardinale Parolin nella nostra Diocesi di Oria, 8 giugno 2026.
Diocesi di Oria, Documenti del Vescovo – Nomine per l’anno pastorale 2026/2027, 8 luglio 2026.
Wikipedia, Alberico Semeraro.
Wikipedia, Barsanofio (anacoreta).
Agensir, Diocesi: Oria, il vescovo Alberico Semeraro “pastore mite” che realizzò molte opere.



















