Milano guarda già al 2027. Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, il dibattito sul futuro della città entra progressivamente nel vivo e riporta al centro questioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini: sicurezza, mobilità, commercio, sostenibilità e capacità di governo. Una sfida che va oltre la semplice competizione elettorale e investe il modello stesso di città che Milano intende costruire per i prossimi anni. Capitale economica del Paese e laboratorio delle trasformazioni urbane italiane, il capoluogo lombardo si trova oggi a fare i conti con nuove esigenze, vecchie criticità e aspettative sempre più alte. Ne abbiamo parlato con il dott. Filippo Marra, che affronta i principali nodi dell’agenda milanese e indica priorità e possibili interventi, dalla sicurezza nelle stazioni al rilancio del commercio, fino alla mobilità, alle politiche ambientali e alla necessità di una governance fondata, a suo giudizio, su competenza e concretezza.

Dottor Marra, da dove deve ripartire Milano?
Milano deve ripartire da tre pilastri fondamentali: sicurezza, accessibilità e competitività economica. Senza questi elementi, qualsiasi progetto urbano rischia di essere inefficace. Serve una visione strutturata, non interventi frammentati.
Quale dovrebbe essere, secondo lei, il primo intervento?
Il primo intervento riguarda la sicurezza. Non basta aumentare la percezione di controllo, serve un piano concreto: Rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine nelle aree più critiche; Introduzione di presidi fissi nelle stazioni ferroviarie e metropolitane; Implementazione di sistemi di videosorveglianza intelligente; Collaborazione strutturata tra Comune e Prefettura; Contrasto mirato allo spaccio nelle cosiddette “piazze aperte”. Le stazioni devono tornare ad essere luoghi sicuri, soprattutto per studenti e lavoratori.
Per quanto riguarda il problema dei trasporti, della mobilità e del commercio?
Oggi muoversi in alcune fasce orarie è difficile. La mobilità va ripensata con interventi precisi tra cui il potenziamento delle linee metropolitane e dei mezzi di superficie, una maggiore sicurezza a bordo dei mezzi pubblici, la revisione dei flussi di traffico urbano, investimenti su parcheggi di interscambio e il miglioramento della viabilità nelle arterie commerciali. Una città che non si muove è una città che si ferma. Milano deve tornare ad essere attrattiva per il commercio di qualità. Zone simbolo come Corso Buenos Aires necessitano di un piano di rilancio: Incentivi per attività commerciali di livello medio-alto; Contrasto al degrado urbano e alle attività irregolari; Valorizzazione delle vie storiche dello shopping; Semplificazione burocratica per nuovi investimenti; Collaborazione con associazioni di categoria. Il commercio non è solo economia, è identità urbana. La sostenibilità non può essere percepita come penalizzazione. Occorre equilibrio. Sono essenziali una revisione del sistema delle tariffe di accesso (Area C e simili), degli investimenti reali in materia di mobilità elettrica e infrastrutture, incentivi per la riqualificazione energetica, e politiche ambientali basate su risultati misurabili. Non si può chiedere sacrifici senza offrire alternative concrete.

Di cosa ha bisogno la città di Milano?
Milano ha bisogno di una guida competente. Non servono figure simboliche o approcci ideologici. Serve ed è essenziale la piena conoscenza della macchina amministrativa, la capacità di gestione delle risorse pubbliche, il dialogo con imprese, cittadini e istituzioni e la pianificazione a lungo termine. Un candidato credibile deve sapere come trasformare le idee in atti amministrativi concreti.
Quale è il ruolo politico del centrodestra?
Un progetto di centrodestra credibile deve puntare su pragmatismo e risultati. Non basta l’alternanza politica: serve una proposta chiara, realistica e attuabile. Milano ha bisogno di una classe dirigente che conosca il territorio e abbia esperienza amministrativa.
Un’ultima riflessione sul futuro della città?
Milano deve tornare a essere una città vivibile, sicura e competitiva. I cittadini chiedono rispetto, servizi efficienti e qualità della vita. Le prossime elezioni non sono solo una scelta politica, ma una scelta di visione: decidere che Milano vogliamo nei prossimi dieci anni.

















