C’è stato un tempo in cui la televisione per bambini semplicemente non esisteva. I più piccoli guardavano gli stessi programmi degli adulti o, al massimo, ascoltavano fiabe recitate con tono impostato. Poi, il 24 settembre 1959, sul palcoscenico del Salone del Bambino alla Fiera di Milano, un giovane regista di nome Cino Tortorella decise di fare una scommessa rivoluzionaria: dare ai bambini canzoni scritte a loro misura e cantate direttamente con la loro voce.
Nacque così lo Zecchino d’Oro, una trasmissione che fin dalla sua primissima puntata rifiutò le logiche della competizione esasperata. Il premio in palio — la celebre moneta d’oro che richiamava il campo dei miracoli di Pinocchio — non andava al piccolo interprete, ma agli autori del brano. Un dettaglio non da poco, pensato per proteggere i bambini dalla pressione del successo e rimettere al centro il valore educativo della musica.
La svolta dell’Antoniano e il “timbro” di Mariele Ventre
Se Milano fu la culla della prima edizione, fu il trasferimento a Bologna nel 1961 a trasformare un felice esperimento televisivo in un fenomeno di costume destinato a durare nei decenni. All’Antoniano, Tortorella trovò l’incontro della vita: quello con Mariele Ventre.
Dalla sensibilità musicale e pedagogica di Mariele nacque nel 1963 il Piccolo Coro dell’Antoniano. Non una semplice cornice musicale, ma un’istituzione capace di insegnare ai piccoli solisti il senso del gruppo, della condivisione e del sostegno reciproco. Quel modo unico di cantare, pulito e armonioso, diventò la colonna sonora ufficiale dell’infanzia di intere generazioni di italiani.
Più di un festival: un ponte di solidarietà
Nel corso dei decenni, lo Zecchino d’Oro ha regalato alla memoria collettiva brani senza tempo come Quarantaquattro gatti, Il valzer del moscerino e Il coccodrillo come fa?, capaci di evolversi mantenendosi sempre fedeli alla propria anima.
Nel 2008, l’UNESCO ha riconosciuto lo Zecchino d’Oro come “Patrimonio per una cultura di pace”, un’attestazione che va ben oltre il valore artistico. Oltre ai successi discografici e agli ascolti record, il festival è diventato negli anni il motore della Operazione Pane, la campagna solidale dell’Antoniano che ogni giorno garantisce pasti e sostegno alle famiglie in difficoltà in Italia e nel mondo.
A più di sessant’anni da quel primo pomeriggio milanese, lo Zecchino d’Oro dimostra che guardare il mondo con gli occhi — e la voce — dei bambini non è solo un bell’esercizio di stile, ma una ricetta infallibile per rimanere senza tempo.
Ubaldo Santoro e Anna Rita Santoro


















