Il 29 settembre 2026, nella Sala Matteotti di Palazzo Theodoli-Bianchelli a Roma, si è tenuta la presentazione del libro Siamo noi il Vangelo di Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin. L’incontro, promosso dalla FCAPP Roma, ha visto la partecipazione di figure di primo piano del panorama ecclesiale e culturale italiano, e ha offerto al pubblico una riflessione che ha superato i confini della semplice presentazione libraria per diventare un momento di autentica meditazione sul presente della Chiesa.
Ad aprire i lavori è stato il professor Giovanni Ferri, referente della FCAPP Roma, che ha introdotto il volume con una lettura intensa e partecipe. Ferri ha saputo cogliere il senso profondo del testo, mettendo in luce la capacità del cardinale Parolin di parlare al cuore dei fedeli senza mai rinunciare al rigore del teologo. La sua presentazione è stata un atto di vera intelligenza critica, capace di restituire al pubblico la ricchezza di un’opera che non si lascia ridurre a una semplice raccolta di omelie.
Il saluto istituzionale è stato portato dall’onorevole Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati.
La moderazione dell’incontro è stata affidata alla giornalista Arianna Giuseppina Medoro, autrice e collaboratrice dell’Osservatore Romano, che ha condotto il dibattito con sagacia e sensibilità, sapendo dosare i tempi e gli interventi con quella misura che è propria di chi conosce il mestiere e rispetta i relatori.
Il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha offerto un intervento di straordinaria profondità. La sua riflessione ha toccato i nodi centrali del libro, soffermandosi in particolare sul rapporto tra la legge e la misericordia, tra la norma e la persona. Il porporato ha ricordato che il Vangelo non è un codice da applicare ma una persona da seguire, e che la Chiesa, quando dimentica questa verità, rischia di trasformarsi in un apparato burocratico privo di anima.
L’editore Luciano Lincetto ha portato nell’incontro quella energia che contraddistingue chi crede nei libri come strumenti di trasformazione.
Il suo intervento è stato un inno alla parola scritta, alla sua capacità di attraversare il tempo e di raggiungere luoghi che nessun discorso orale può toccare.
Lincetto ha ricordato che pubblicare un testo come quello del cardinale Parolin non è un’operazione commerciale, ma un atto di servizio alla comunità ecclesiale e civile.
Il momento più atteso è stato però l’intervento di don Sergio Mercanzin, fondatore e direttore del Centro Russia Ecumenica, che ha offerto una testimonianza personale di rara intensità. Nel suo discorso, don Sergio ha ricordato i cinquant’anni del Centro, fondato il 25 marzo 1976, e ha sviluppato una riflessione che merita di essere riportata con fedeltà.
Ha spiegato che i due grandi temi che attraversano il libro del cardinale Parolin sono la pace e l’unità delle Chiese, e che per raggiungere questo obiettivo esiste un metodo semplice, il metodo di Cristo: mangiare insieme. Gesù mangiava con i suoi discepoli, e mangiava anche con i pubblicani, con Zaccheo, al punto da auto-invitarsi a pranzo.
Don Sergio ha citato un patriarca, Carmelo, secondo cui i cristiani sono divisi proprio perché non mangiano insieme. E ha aggiunto, con quella vena ironica che lo contraddistingue, che per raggiungere l’unità bisognerebbe mettere tutti i teologi, ortodossi, cattolici e protestanti, su un’isola, e poi vedere se l’unità delle Chiese arriva. Perché finché si parla e si discute, l’unità non si realizza mai.
Don Sergio ha poi ricordato l’appello lanciato da Papa Francesco durante il viaggio in Turchia, quando il Pontefice aveva indicato la data del 2033, duemila anni dalla morte di Cristo, e il luogo, Gerusalemme, come occasione per un incontro di tutti i leader cristiani.
Un sogno che, se realizzato, potrebbe portare anche il Patriarca di Mosca, o un suo successore, a sedersi allo stesso tavolo con gli altri capi delle Chiese.
E ha aggiunto un’idea che nasce dalla sua lunga esperienza ecumenica: quando un patriarca o un leader cristiano importante è malato, perché non andarlo a visitare invece di inviare una predica di carità? Lui stesso aveva cercato di organizzare una visita del Papa a Alessio II quando era ammalato, e Giovanni Paolo II era disposto a farlo. Se questo gesto di vicinanza umana si realizzasse tra i cristiani, ha concluso don Sergio, si farebbero passi molto più grandi verso l’unità di quanti ne facciano le commissioni teologiche.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate all’editore Lincetto, che ha ringraziato i relatori e il pubblico, e ha invitato i presenti a leggere il libro non come un testo da archiviare, ma come una provocazione da custodire. La presentazione si è chiusa in un clima di raccoglimento e di speranza, con la sensazione che le parole pronunciate in quella sala avessero un peso che andava oltre l’occasione. Il libro del cardinale Parolin, con il suo titolo che è già un programma, ha trovato a Roma un pubblico capace di accoglierlo. Il resto lo farà il tempo, che è il solo giudice delle parole vere.
RVSCB
Bibliografia
Parolin, Pietro, Siamo noi il Vangelo, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2026.
Mercanzin, Sergio, Intervento alla presentazione di Siamo noi il Vangelo, Palazzo Theodoli-Bianchelli, Roma, 29 settembre 2026.
Ferri, Giovanni, Introduzione alla presentazione di Siamo noi il Vangelo, FCAPP Roma, 29 settembre 2026.
Coccopalmerio, Francesco, Intervento alla presentazione di Siamo noi il Vangelo, Roma, 29 settembre 2026.
Medoro, Arianna Giuseppina, Moderazione della presentazione di Siamo noi il Vangelo, Roma, 29 settembre 2026.
Lincetto, Luciano, Conclusioni della presentazione di Siamo noi il Vangelo, Roma, 29 settembre 2026.
Fontana, Lorenzo, Saluto istituzionale alla presentazione di Siamo noi il Vangelo, Roma, 29 settembre 2026.


















