Un vaso etrusco regalato alla famiglia negli anni Sessanta e custodito per lungo tempo in un salotto romano: comincia da una vicenda personale il viaggio di Paola Puglisi nel mondo del patrimonio culturale trafugato. Da quell’oggetto nasce il percorso narrativo di Cronache dell’arte rapita, pubblicato da Castelvecchi, che intreccia memoria, indagini e testimonianze di chi ha dedicato la propria vita alla tutela dei beni culturali.
Il volume sarà presentato giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 17:30, presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, in Piazza del Risorgimento 46 a Roma. All’incontro, oltre all’autrice, interverranno il Generale di Divisione Pasquale Muggeo e il Professor Pietro Petraroia.
Un contributo centrale al libro viene dalle testimonianze dei Luogotenenti dei Carabinieri Roberto Lai e Salvatore Morando, che hanno condiviso con Puglisi le proprie esperienze investigative. Attraverso le loro voci, il lettore ripercorre decenni di indagini, sequestri e recuperi, entrando nelle vicende dettagliate e nel complesso lavoro che precedono la restituzione di un’opera alla collettività.
Dalla Natività di Caravaggio al Cratere di Eufronio, dalle operazioni Giunone e Gerione fino alle rotte internazionali dei ricettatori e dei mercanti, il volume affronta casi diversi per circostanze ed esito. Ne emerge il racconto di un’attività paziente, nella quale ricostruire la provenienza di un reperto, seguirne gli spostamenti e individuare i legami tra persone e oggetti diventa essenziale per contrastare il traffico illecito.
Il punto di partenza familiare offre anche una riflessione sul modo in cui è cambiata la percezione del patrimonio archeologico. Un oggetto, un tempo esibito come semplice ornamento domestico, può custodire una storia di sottrazione e una perdita di conoscenza: quando un reperto viene strappato al suo contesto originale, il danno riguarda soprattutto le informazioni che avrebbero permesso di comprenderlo appieno.
Storica dell’arte e bibliotecaria, Paola Puglisi ha lavorato al Ministero della Cultura ed è autrice di saggi sulla storia dell’editoria, della storia dell’arte e della legislazione di settore. In questo libro avvicina il lettore alla dimensione umana della tutela, facendo incontrare la propria esperienza con quella dei due investigatori.
La presentazione al Museo Storico dell’Arma sarà un’occasione per approfondire queste vicende e riflettere sul valore delle restituzioni. Riportare un’opera o un reperto nel patrimonio pubblico significa renderlo nuovamente accessibile allo studio e alla cittadinanza, ricomponendo una parte della memoria dei territori e delle comunità.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, previa prenotazione. Per accreditarsi è possibile scrivere direttamente al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri all’ indirizzo museo.storico@carabinieri.it, indicando nome e cognome e facendo riferimento alla presentazione del 15 ottobre.
Massimiliano Pirandola


















