In un documento programmatico il Comitato Bigenitorialità e Pari Opportunità Oltre il Genere presenta le sue proposte in vista delle prossime scadenze elettorali.
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«Non chiediamo meno tutele per le donne, ma pari tutela per tutte le persone»
In vista delle prossime scadenze elettorali e della definizione dei futuri programmi politici, il Comitato Bigenitorialità e Pari Opportunità Oltre il Genere, presieduto dalla psicoterapeuta e criminologa Antonella Baiocchi, presenta il Documento programmatico “Pari Opportunità e Bigenitorialità – Proposte per una tutela della persona oltre il sesso”.
Si tratta di un documento programmatico trasversale e non legato a uno schieramento che consegneremo a tutte le forze politiche, senza distinzione di colore o appartenenza, dalla destra alla sinistra, perché le istanze che contiene non appartengono a una parte politica, ma riguardano diritti e pari opportunità.
Il primo partito al quale abbiamo consegnato ufficialmente il Documento Programmatico è stato Futuro Nazionale: il documento è stato affidato direttamente nelle mani del Generale Roberto Vannacci, a Porto Sant’Elpidio (FM).
Il documento richiama l’attenzione su quelle che riteniamo gravi storture normative e vuoti di tutela, con possibili profili discriminatori e di incompatibilità con i principi costituzionali, che oggi incidono, in particolare, sugli uomini, sulle persone LGBT e sui padri separati.
Saranno poi i cittadini direttamente interessati, le loro famiglie e i loro sostenitori a valutare, attraverso il proprio voto, quali forze politiche avranno concretamente raccolto queste istanze e tradotto gli impegni in interventi legislativi capaci di superare tali disparità di tutela.
Un documento articolato in 16 punti, sostenuto – riferisce il Comitato – da una rete di uomini, padri e realtà associative, che affronta alcune delle criticità che, secondo i promotori, contribuiscono ancora oggi alla disparità di tutela degli uomini e alle difficoltà vissute da molti padri separati.
La tesi centrale è che pari opportunità e bigenitorialità siano strettamente collegate. Secondo il Comitato, una rappresentazione prevalentemente unidirezionale della violenza affettiva, che associa soprattutto l’uomo al ruolo di autore e la donna a quello di vittima, rischia di contribuire a una rappresentazione negativa del maschile che può riflettersi anche sul modo in cui vengono percepiti madri e padri nelle separazioni conflittuali.
«Il problema dei padri separati e quello della mancata bigenitorialità non possono essere separati dalla rappresentazione sociale dell’uomo – afferma Baiocchi –. Una visione della violenza prevalentemente unidirezionale, che associa l’uomo all’autore e la donna alla vittima, rischia di riflettersi anche sulla figura paterna nelle separazioni conflittuali. E a pagarne il prezzo sono soprattutto i figli, perché la bigenitorialità è prima di tutto il loro diritto a mantenere un rapporto significativo con entrambi i genitori, quando non esistano concrete condizioni di pregiudizio. Altrimenti rischiano di diventare, di fatto, orfani di un genitore vivo, oggi frequentemente il padre».
Uomini vittime, padri separati e tutela dei minori
Tra le proposte figura la creazione o il riconoscimento di servizi di protezione (Centi Anti Violenza) accessibili anche agli uomini vittime di violenza domestica e affettiva, insieme a una rilevazione nazionale della vittimizzazione maschile che consenta di conoscere meglio anche la parte sommersa del fenomeno.
Lo stesso principio viene applicato agli autori: accanto ai percorsi rivolti agli uomini (CUAV), il Comitato chiede percorsi strutturati anche per le donne autrici di violenza, affinché vittima e autore siano riconosciuti sulla base delle condotte e non preventivamente in base al sesso.
Ampio spazio è dedicato alle separazioni altamente conflittuali. Il principio proposto è quello di evitare due rischi opposti: sottovalutare una violenza realmente esistente oppure consentire che accuse ancora da verificare producano per tempi eccessivamente lunghi conseguenze molto incisive sulla relazione tra un genitore e i figli. Il documento richiama inoltre le pesanti conseguenze che la separazione può avere sui padri più vulnerabili: impoverimento, perdita dell’abitazione e della quotidianità con i figli, isolamento, depressione e sofferenza psicologica, fino a un aumentato rischio suicidario documentato dalla letteratura internazionale negli uomini dopo la rottura della relazione.
Il documento affronta anche Codice Rosso e false accuse, segnalando il rischio che un sistema di tutele percepito come fortemente unilaterale possa prestarsi, soprattutto nelle separazioni conflittuali, a utilizzi strumentali della denuncia, anche come forma di minaccia o pressione sull’altro genitore. Un’archiviazione o un’assoluzione non dimostrano automaticamente la falsità dell’accusa: proprio per questo il Comitato chiede dati nazionali capaci di misurare specificamente le accuse consapevolmente false, la loro eventuale strumentalizzazione e le conseguenze sulle persone accusate e sui figli.
Un approfondimento è riservato anche alla vulnerabilità economica, abitativa, relazionale e psicologica degli uomini e dei padri separati, richiamando dati Caritas e letteratura scientifica internazionale sull’associazione tra rottura della relazione e rischio suicidario maschile. Gli stessi autori precisano che tale associazione non dimostra automaticamente un rapporto di causa-effetto né può essere trasferita senza ulteriori verifiche alla specifica categoria dei padri separati.
Dall’art. 577-bis al Modello del Debolicidio
Il Comitato assume inoltre una posizione critica sull’art. 577-bis c.p., sostenendo che presenti profili di contrasto con il principio costituzionale di uguaglianza e proponendone l’abrogazione. La richiesta è che la vita sia tutelata con pari rigore indipendentemente dal sesso della vittima e che siano valutati movente, condotta e circostanze concrete del fatto. Si tratta della posizione giuridica e politico-legislativa del Comitato; l’eventuale dichiarazione di illegittimità costituzionale compete alla Corte costituzionale.
Sul piano della prevenzione, il documento richiama il Modello del Debolicidio elaborato da Baiocchi e il concetto di Analfabetismo Psicologico: la carenza o il mancato utilizzo delle competenze necessarie per affrontare divergenze, frustrazioni, rifiuti, conflitti e posizioni di potere nel rispetto dell’altro.
Da qui la proposta di affiancare agli interventi già esistenti una vera alfabetizzazione psicologica, emotiva e relazionale, rivolta a bambini e bambine, uomini e donne, insegnando gestione della frustrazione, del rifiuto, della rabbia, della gelosia e delle divergenze.
Quattro proposte di legge e un appello alla politica
Il Comitato non si limita alla denuncia delle criticità. Quattro delle istanze contenute nel documento sono state trasformate in proposte di legge di iniziativa popolare formalizzate presso la Corte Suprema di Cassazione nel luglio 2026: tutela delle vittime di violenza indipendentemente dal sesso; interventi sulle accuse consapevolmente false; abrogazione dell’art. 577-bis; effettiva tutela della bigenitorialità. CLICCARE QUI PER FIRMARLE
È soprattutto alla politica che oggi viene rivolto il Documento.
«Ci auguriamo che politici coraggiosi accettino di confrontarsi con questi problemi e abbiano la volontà di cambiare ciò che deve essere cambiato – conclude Baiocchi –. Non chiediamo privilegi per gli uomini e non chiediamo di togliere una sola tutela alle donne. Chiediamo vere pari opportunità: una vittima deve essere riconosciuta perché vittima, una persona violenta per ciò che fa e un genitore per la sua capacità di essere genitore, non per il suo sesso».
Il Documento programmatico viene ora messo a disposizione di forze politiche, istituzioni, professionisti, associazioni e organi di informazione con l’obiettivo di portare questi temi nel confronto pubblico e nei futuri programmi politici.
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Comitato Bigenitorialità e Pari Opportunità Oltre il Genere
Presidente: Dott.ssa Antonella Baiocchi – Psicoterapeuta e criminologa
comitatopariopportunita@libero.it – Tel. 349 6952813
www.comitatobigenitorialitaepariopportunita.it


















