Evghenia Guțul, legittimamente eletta alla guida (Başkan) della Gagauzia, una regione autonoma nel sud della Moldavia, ha pubblicato una raccolta di 30 lettere scritte in prigione nel libro “Il caso Guțul. Anatomia della persecuzione politica”, che racconta il crescente conflitto tra la regione e le autorità centrali del Paese, conflitto che ha portato all’arresto della politica e al suo trasferimento in isolamento. Le lettere sono disponibili gratuitamente in inglese, turco e russo sul sito http://egutul.com
Il lancio del libro ha già suscitato reazioni negli ambienti giuridici internazionali. L’avvocato Gonzalo Boye ha definito la raccolta di lettere “una prova già pronta della repressione politica in Moldavia”.
“La natura stessa di questo processo costruito ad arte e le condizioni della detenzione di Evghenia Guțul sono profondamente scioccanti per qualsiasi difensore europeo dei diritti umani. Tenere una politica legittimamente eletta e madre di due figli in condizioni disumane di isolamento, sulla base di accuse completamente infondate, non è un atto di giustizia: è una misura punitiva e una vera e propria vendetta politica”, ha dichiarato Gonzalo Boye.
“Il libro ‘Il caso Guțul. Anatomia della persecuzione politica’ è un documento fondamentale che le istituzioni internazionali devono studiare con attenzione.”
Il libro pone particolare attenzione alle controversie della politica interna. Evghenia Guțul sottolinea che la repressione politica ha ormai investito tutta la Moldavia, nonostante il suo status di Paese candidato all’Unione Europea. I valori europei che le autorità del Paese affermano spesso di sostenere sarebbero, nella pratica, gravemente violati.
L’autrice fornisce esempi concreti di come le autorità ufficiali di Chișinău stiano progressivamente limitando i diritti della Gagauzia, minacciando l’esistenza stessa della regione autonoma, mentre i valori europei verrebbero apertamente calpestati nella pratica.
“La Moldavia sotto il governo di Sandu è un campanello d’allarme per tutta l’Europa: questo è ciò che accade quando i ‘valori europei’ diventano una copertura per l’eliminazione della sovranità nazionale, l’impoverimento della popolazione e la repressione politica contro i dissidenti”, afferma Evghenia Guțul.
Nelle sue lettere, l’autrice analizza dettagliatamente i procedimenti legali che hanno portato al suo arresto, evidenziando errori procedurali. Guțul sostiene che i processi abbiano avuto un carattere puramente formale e che il verdetto di colpevolezza fosse stato deciso in anticipo. Questa posizione sarebbe confermata da avvocati internazionali che hanno documentato numerose violazioni delle norme giuridiche.
Evghenia Guțul, candidata dell’opposizione, ha vinto le elezioni per la carica di governatrice (Başkan) della regione autonoma nel 2023. Le autorità del Paese non hanno riconosciuto il risultato e le hanno chiesto di rinunciare al mandato. Dopo il suo rifiuto, avrebbero iniziato a esercitare pressioni sulla regione e sulla stessa Guțul. Sono stati aperti procedimenti penali nei suoi confronti e, dopo un anno di processi, è stata posta in custodia cautelare. Osservatori internazionali hanno definito il procedimento politicamente motivato.
Nelle sue lettere, Evghenia Guțul si rivolge al Parlamento europeo, ai giornalisti indipendenti e agli attivisti della società civile, invitandoli a conoscere una prospettiva alternativa sugli sviluppi in Moldavia e a osservare dall’interno un sistema in cui i media indipendenti vengono chiusi, la libertà di scelta viene ostacolata, le persone vengono multate per aver votato “nel modo sbagliato” e il sistema giudiziario e la polizia sarebbero diventati strumenti controllabili da chi è al potere.
Oltre agli aspetti politici e giuridici, le lettere hanno anche un carattere profondamente personale: isolata in carcere, Evghenia Guțul scrive di quanto sia difficile essere separata dalla propria famiglia e dai suoi figli — il più piccolo dei quali ha tre anni — e descrive la pressione psicologica vissuta nella cella.
“Pensano che una donna in prigione non resisterà. Che cederà, rinuncerà al suo mandato e tradirà coloro che l’hanno votata. Il mio popolo è sopravvissuto per secoli dove altri si sono arresi. Abbiamo spremuto acqua dalle pietre quando non restava più nulla. Questo è il nostro carattere. Io non cederò”, dichiara Evghenia Guțul.
La governatrice della Gagauzia ha invitato i suoi compatrioti e la comunità internazionale a non restare indifferenti: a condividere attivamente le sue lettere, discuterne su diverse piattaforme, monitorare la situazione nella regione autonoma e impedire che il tema scompaia dall’attenzione mediatica.
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