Nell’enciclica di Papa Leone Magnifica Humanitas del maggio 2026, emerge come le scelte di programmazione e distribuzione dell’intelligenza artificiale si basano su una visione dell’uomo. Vale la pena fermarsi a pensare.
Oggi più che mai emerge prepotente la domanda “Cosa sono?”. Non sono il mio lavoro, non sono l’intelligenza attuale e naturale.. algoritmi e automazione sono macchine più efficienti e capaci di me! E se sono macchine rispondono ad un corpus di regole, regolatori e programmazione…allora io chi o cosa sono?
L’IA infatti non si limita a eseguire. In qualche modo ci accompagna, ci suggerisce, a volte ci anticipa e nel farlo, incide e cambia il modo in cui pensiamo e percepiamo.
Allora mi chiedo: quale idea di umanità portiamo dentro quando la usiamo? E quale idea di umanità lasciamo che entri in noi attraverso l’uso che ne facciamo?
Mi viene in mente il bivio di cui parlavo nell’articolo tra Dignità e Identità. Quando mi lascio assorbire dal ruolo, dall’immagine, da ciò che l’algoritmo mi rimanda, è facile scivolare nella fascinazione.
Divento un po’ come gli agenti di Matrix: difendo una posizione, una “mia” verità, e faccio fatica a mettere in discussione ciò con cui mi sono identificato. Non per cattiva volontà, succede e quasi senza accorgersene.
Se osservo la meccanicità allora mi accorgo che non sono l’abito che indosso, non sono il profilo, il dato, la risposta immediata. La Dignità non ha bisogno di dimostrare nulla, infatti è uno stato che perdura anche quando spengo lo schermo.
Forse gli agenti di Matrix non sono solo guardiani della programmazione dell’umanità che ci rende “batterie” di un sistema che non abbiamo scelto. Forse gli agenti sono anche l’attrito che ci obbliga a porci delle domande, ad interrogarsi sulla nostra natura, a renderci conto che siamo Altro oltre la meccanicità che oggi ci fa competere ed abdicare per I.A.
Questa domanda la dedico a chi, come Cassandra, continua a vedere, a coloro che edificano l’inalienabile dignità umana; a chi non difende l’identità a ogni costo, a chi si prende cura di custodire un dono più silenzioso: la Dignità.
Forse da qui potrebbe iniziare un risveglio possibile: la ribellione interiore.
Cristina Salvadori



















