Dalla musica di pubblico dominio a un progetto concreto di beneficenza. È questa la sfida lanciata da Via Humanitatis Records, la label fondata da Forte Media & Consulting Sagl, che ha istituito il proprio Comitato Etico per garantire trasparenza, controllo e credibilità a un’iniziativa destinata a devolvere il 50% dei ricavi netti a enti benefici certificati.
L’idea è semplice e ambiziosa: riportare alla vita opere musicali liberamente utilizzabili, distribuirle sulle piattaforme digitali e trasformare una parte dei ricavi in sostegno concreto a progetti di utilità sociale. Perché la musica non sia soltanto memoria, cultura e intrattenimento, ma anche uno strumento capace di generare valore per la collettività.
Una garanzia per il pubblico
Il Comitato Etico nasce per accompagnare ogni fase del progetto con un’attività di supervisione indipendente. Dovrà verificare i rendiconti finanziari, controllare la corretta contabilizzazione dei ricavi e accertare che il 50% destinato alla beneficenza venga effettivamente devoluto agli enti individuati.
Non si tratta, dunque, soltanto di dichiarare un impegno sociale, ma di documentarlo. Il Comitato potrà esaminare estratti conto, fatture e bonifici, valutare l’idoneità degli enti beneficiari e pubblicare relazioni periodiche sull’attività svolta e sulle somme destinate alla beneficenza.
Una squadra autorevole
L’organismo è composto da personalità provenienti dal mondo ecclesiale, culturale, giornalistico e istituzionale. Ne fanno parte S.E. Mons. Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia; Don Sergio Mercanzin, fondatore del Centro Russia Ecumenica; Gerardo Navazio, presidente di Assisi Pax International; Catia Acquesta, giornalista e presidente dell’associazione Allevati con Te; Stefano Colucci, esponente dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo del Sud, le Isole e le Aree Fragili; e Lelio Antonio Deganutti, reporter e segretario del Comitato.
La composizione è provvisoriamente fissata a sei componenti, ma l’atto costitutivo prevede l’ingresso di un settimo membro per garantire una struttura numericamente dispari e rendere più lineare il processo decisionale.
Trasparenza senza eccezioni
Uno dei punti qualificanti dell’iniziativa riguarda la gestione dei conflitti d’interesse. Se la valutazione di un ente beneficiario coinvolgerà direttamente o indirettamente un membro del Comitato, quest’ultimo dovrà dichiarare il proprio rapporto e astenersi dalla discussione e dalla votazione.
Le decisioni saranno assunte a maggioranza, con un voto per ciascun componente. Tutti i membri opereranno gratuitamente, senza compensi né rimborsi spese: una scelta pensata per rafforzare l’indipendenza dell’organismo e la fiducia nel progetto.
I numeri saranno pubblici
Via Humanitatis Records si impegna a presentare rendiconti semestrali dettagliati, a mettere a disposizione la documentazione contabile richiesta e a pubblicare i verbali delle riunioni in forma accessibile, salvaguardando eventuali dati sensibili.
Ogni sei mesi, il pubblico potrà conoscere:
-i ricavi netti realizzati;
-l’importo devoluto, pari al 50% dei ricavi netti;
-gli enti beneficiari destinatari dei fondi;
-eventuali criticità o raccomandazioni emerse.
Il collegamento operativo tra la label e il Comitato sarà affidato alla Dott.ssa Marianna Rocher, che svolgerà il proprio incarico a titolo gratuito e avrà anche il compito di facilitare i rapporti istituzionali del progetto.
Un nuovo modo di ascoltare
Con la nascita del Comitato Etico, Via Humanitatis Records prova a proporre una prospettiva diversa sul futuro della musica digitale: non solo cataloghi, ascolti e distribuzione, ma anche responsabilità, rendicontazione e partecipazione sociale.
Ogni opera recuperata dal pubblico dominio potrà così diventare parte di un percorso più ampio, nel quale la cultura musicale incontra la solidarietà. L’obiettivo è fare in modo che, dietro ogni ascolto, possa esserci anche un contributo concreto al bene comune.



















