Davos, Svizzera – Durante un ricevimento con leader aziendali al World Economic Forum del 2026, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha suscitato polemiche con una dichiarazione in cui si è definito un “dittatore”, aggiungendo che “a volte serve un dittatore”. Le parole, pronunciate il 21 gennaio 2026, arrivano in un contesto di riflessioni sul suo stile di leadership e sui feedback positivi ricevuti per un discorso tenuto in precedenza.
Trump, rivolgendosi ai presenti, ha commentato: «È stato un onore per me, abbiamo tenuto un ottimo discorso, ricevendo grandi consensi. Non riesco a credere che abbiamo ottenuto feedback positivi dopo quel discorso. Di solito dicono che è un terribile dittatore. Io sono un dittatore. Ma a volte serve un dittatore. Questa volta però non l’hanno detto. E no, si tratta semplicemente di buon senso. Tutto si basa sul buon senso, capite? Non è conservatorismo, né liberalismo o altro ancora. È soprattutto, direi, al 95% buon senso, ed è proprio ciò che abbiamo».
La dichiarazione fa eco a precedenti commenti di Trump sul suo approccio decisionale, che ha spesso descritto come guidato dal “buon senso” piuttosto che da ideologie politiche rigide. In passato, il presidente ha affrontato accuse di autoritarismo da parte di critici, ma ha sempre respinto tali etichette, enfatizzando invece la necessità di azioni decise per affrontare sfide nazionali come l’economia e la sicurezza.
Nonostante la qualificazione – Trump ha in seguito chiarito di non essere un dittatore nel senso tradizionale, ma un leader pragmatico – le parole hanno generato reazioni contrastanti. Alcuni sostenitori le interpretano come una battuta ironica o una difesa del suo stile assertivo, mentre oppositori le vedono come un’ammissione preoccupante di tendenze autoritarie.
Il contesto del World Economic Forum, dove Trump ha incontrato figure chiave del mondo economico globale, sottolinea il suo focus su partenariati commerciali e crescita economica. Tuttavia, osservatori come quelli del New Yorker hanno criticato il presidente per il suo stile verbale prolisso, definendolo “logorrea” che rivela aspetti del suo carattere.
Questa non è la prima volta che Trump usa termini forti per descrivere il suo ruolo: in interviste passate, ha scherzato su essere un “dittatore solo per il primo giorno” per attuare riforme immediate. La dichiarazione di Davos, però, arriva in un momento di tensione politica interna negli USA, con dibattiti sul suo secondo mandato e sulle politiche future.



















