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Rogoredo, il poliziotto Carmelo Cinturrino va all’attacco: “Infamie da colleghi”

Marco Travaglio contro Giorgia Meloni e Matteo Salvini: “L'hanno pestata grossa, volevano voti per il referendum ma si sono scavati la fossa da soli”

Domenico Giampetruzzi by Domenico Giampetruzzi
26 Febbraio 2026
in Cronaca
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Rogoredo, il poliziotto Carmelo Cinturrino che ha sparato al pusher confessa la messinscena della pistola

Fermo immagine del pusher dal Tg2 e foto del poliziotto Carmelo Cinturrino dai social

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I fatti di Rogoredo tengono banco nel dibattito politico nazionale. Il 26 gennaio scorso alle ore 17:32 il poliziotto (in borghese) Carmelo Cinturrino ha sparato e ucciso il pusher Abderrahim Mansouri durante un controllo nel boschetto di Rogoredo (quartiere della periferia di Milano). L’allarme al 118 è stato dato solo alle 17.55. L’agente è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario, scatenando immediatamente l’ira del Governo Meloni e di numerosi esponenti della maggioranza di centrodestra. Le indagini hanno però acclarato uno scenario completamente diverso da quello emerso inizialmente.

Fermo immagine del pusher dal Tg2 e foto del poliziotto Carmelo Cinturrino dai social

Rogoredo, il poliziotto Carmelo Cinturrino fa mea culpa

Il poliziotto Carmelo Cinturrino ha confermato la messinscena, alterando la scena del delitto mettendo una pistola finta. Inoltre i suoi “metodi intimidatori” nelle operazioni, che lui ha negato, trovano “conferma” nelle testimonianze. L’ha scritto il gip Domenico Santoro nell’ordinanza di custodia in carcere per il poliziotto per l’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri.

“Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia”, così il suo l’avvocato, Piero Porciani, descrive il modo in cui Cinturrino si è rivolto a lui. Lo ha detto lo stesso legale entrando nel carcere di San Vittore dove si tiene l’interrogatorio davanti al gip per la convalida del fermo. L’avvocato Porciani ha spiegato che il suo assistito è “triste, pentito di quello che ha fatto” e ha aggiunto che sia lui che la madre “sono andati a pregare in Chiesa”, anche per la vittima.

Il difensore ha inoltre ribadito che Cinturrino “ha sparato perché aveva paura; quello che ha fatto dopo lo sappiamo tutti, è stato un errore” ha aggiunto Porciani, ribadendo che l’assistente capo “non ha mai preso un centesimo da nessuno”. Per quanto riguarda la messinscena della pistola, l’avvocato ha spiegato che “era in quello zaino da qualche tempo e che il suo collega”, quando ha ricevuto l’ordine di andare a prenderlo in commissariato, “non poteva non sapere”. “Che Cinturrino venga cacciato sono d’accordo, ma un delinquente non è uno che sbaglia, è uno che delinque. E chi sbaglia paga” ha concluso a proposito delle parole del capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani.

Rogoredo, il poliziotto Carmelo Cinturrino attacca i suoi colleghi

“Smentisco ogni infamità che hanno tirato fuori”, ha detto, in un passaggio dell’interrogatorio di ieri, davanti al gip, Cinturrino. Così ha qualificato le dichiarazioni dei suoi colleghi poliziotti, i quali nei verbali dei giorni scorsi hanno parlato del fatto che lui chiedesse soldi e droga a pusher e tossici del bosco di Rogoredo. Per il gip Domenico Santoro queste parole del 41enne, “dirette a qualificare come infamanti le affermazioni dei colleghi”, cozzano con altre testimonianze “rese dagli altri operatori del Commissariato” Mecenate.

Intanto sono stati trasferiti i quattro agenti della Polizia di Stato indagati nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Carmelo Cinturrino. I quattro sono stati trasferiti ad incarichi non operativi in sedi diverse dal Commissariato in cui prestavano servizio.

Rogoredo, il collega del poliziotto Carmelo Cinturrino: “Voleva droga e soldi”

“Voleva che tirassero fuori droga e soldi, spacciatori e tossici” ha detto uno degli agenti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso nel caso della morte di Mansouri, confermando a verbale, il 19 febbraio, le “richieste di soldi e droga” da parte dell’assistente capo Cinturrino. L’agente l’ha descritto come violento e “poco raccomandabile”: pestava pure con “accanimento” con un martello un disabile che frequentava il bosco di Rogoredo, oltre a taglieggiarlo per denaro e droga. E sul rapporto con Mansouri, detto Zack: “So che lui lo voleva prendere”.

Cinturrino mandò messaggi ad un altro agente, presente nel bosco per l’operazione antispaccio, dopo che aveva già sparato al 28enne ma per fargli “credere che a quell’ora Zack”, soprannome del giovane, “non era ancora morto”. Compare un altro dettaglio dall’interrogatorio del 19 febbraio. Alle 17.46 (il colpo alla testa è delle 17.33) l’agente ricevette tre messaggi da Cinturrino con scritto: “È arrivato in fondo Zack. Zio. Vieni che è lì”. L’agente, comunque, aveva già visto “il corpo a terra”.

“È un pazzo, non sta bene, si è fiondato subito sul corpo di Zack e lo ha girato. Io correndo ho visto a terra un oggetto che non mi sembrava una pistola” ha dichiarato un altro agente che era più vicino a Cinturrino, quando ha sparato e ucciso Mansouri. Il collega lo avrebbe detto quel 26 gennaio agli altri poliziotti, descrivendo ciò che aveva fatto l’assistente capo 41enne. Parole riportate in uno dei verbali dei quattro agenti indagati. “Ci portiamo addosso un peso” ha raccontato uno degli agenti interrogati cinque giorni fa.

Rogoredo, Marco Travaglio attacca Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio ha attaccato Matteo Salvini e Giorgia Meloni a La7: “L’hanno pestata grossa, volevano voti per il referendum ma si sono scavati la fossa da soli. Si sono fatti del male da soli, per la gente la politica è la categoria più sputtanata e meno credibile, molto meno della magistratura“.

Rogoredo, l’ennesima propaganda del centrodestra per attaccare la magistratura sortisce l’effetto boomerang

I fatti di cronaca diventano un pretesto per il Governo guidato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni per attaccare i magistrati e sostenere che se al referendum dovesse passare il sì potremmo contare su una giustizia più efficiente. In realtà è l’ennesima bufala trasmessa a reti unificate da Rai e Mediaset.

il vicepremier, ministro e leader della Lega, Matteo Salvini si era subito fiondato sulla storia di Rogoredo con una sentenza da social: “Io sto col poliziotto”, senza se e senza ma. Il Carroccio aveva perfino promosso una raccolta firme di “solidarietà” a favore dell’agente Carmelo Cinturrino, come se l’appartenenza a una divisa bastasse a certificare una verità.

Tre giorni dopo l’uccisione del pusher da parte del poliziotto, a Dritto & Rovescio il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami si scagliava contro i magistrati per aver osato indagare il poliziotto responsabile dell’omicidio e i suoi colleghi. “Questo si gira, gli punta una pistola, il poliziotto gli spara, ahimè lo uccide, e la magistratura lo indaga per omicidio volontario”.

Rogoredo, le opposizioni e anche Avvenire smontano la propaganda della destra e attaccano il Governo

“Ci vorrebbero le scuse in serie da parte di Meloni, Salvini, Piantedosi perché in questi giorni quello che hanno fatto è stata una continua delegittimazione e criminalizzazione della magistratura”, ha detto in Aula Angelo Bonelli di Avs.

“Venite ora in Aula e chiedete scusa voi e i vostri servi di regime prezzolati che vanno in tv a dire cose sconce”, ha attaccato il capogruppo M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi.

“Non bisognerebbe strumentalizzare a proprio uso e consumo la cronaca. La politica dovrebbe evitare la superficialità, dovrebbe lasciar lavorare la giustizia, approfondire, interpretare i fatti e dare soluzioni. Se vogliono tutelare le forze dell’ordine e i tantissimi professionisti che lavorano per il bene comune in condizioni precarie, lavorino su assunzioni, organici e stipendi, e la smettano con la propaganda permanente”, ha concluso l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Durissimo l’attacco al Governo anche da parte dell’autorevole quotidiano dei cattolici italiani Avvenire che si è scagliato contro la politica degli slogan.

Tags: Giorgia MeloniGiustiziamagistraturaMarco TravaglioMatteo Salvinipoliziotto Carmelo CinturrinoRogoredo
Domenico Giampetruzzi

Domenico Giampetruzzi

Giornalista web, addetto stampa e docente appassionato di spettacolo, tv, moda, calcio, lifestyle, cronaca rosa e nera, cinema e attualità. Dal 2010 è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Puglia. Scrive per diverse testate giornalistiche digitali e cartacee, siti e blog di carattere nazionale. Ha svolto il ruolo di giurato per diversi contest e concorsi di bellezza di rilievo regionale e italiano, da Miss Reginetta d'Italia 2019 in Puglia a Top Kids Model Italy 2019 fino a Top Model of the World Italy 2019. É addetto stampa di molti brand di abbigliamento e accessori, calendari senza veli ed eventi di moda, come il Bari Fashion Red Carpet 2016 e 2019. É laureato alla triennale in SPRISE all'Università degli Studi di Bari e alla magistrale in Relazioni Internazionali per lo Sviluppo Economico all'Universitas Mercatorum. Inoltre ha conseguito il master in HRM e tre master in discipline economico-giuridiche. Il suo motto è: "Libertà, laicità, legalità, eguaglianza e meritocrazia".

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