Benvenuti. Oggi il menù è un tripudio di genialità: monopattini che diventano automobili, morti che ancora galleggiano, docce che fanno dimagrire e diavoli in cloud. Serviamo caldo, ma il disgusto è già a temperatura ambiente.
Monopattini elettrici: la targa che salverà l’Italia (e le agenzie di pratiche)
Da oggi, 16 maggio, ogni monopattino che circola senza targa rischia una multa fino a 400 euro. Per ottenerla servono venti giorni, documenti, codice fiscale e circa 35 euro se fai da solo, 80 se ti affidi a un’agenzia. Il genio italico colpisce ancora: trasformiamo un mezzo nato per ridurre il traffico in un’altra fonte di burocrazia e balzelli. Naturalmente, chi ha già avviato la pratica ma non ha ancora ricevuto il contrassegno potrebbe comunque essere multato. Il ministero non si è pronunciato. Assoutenti chiede chiarimenti. La risposta, come sempre, sarà il silenzio. E poi l’assicurazione obbligatoria dal 16 luglio. Perché, si sa, i monopattini sono i veri killer delle strade italiane. Mica le auto, mica i tir, mica le distrazioni umane. No, il nemico pubblico numero uno è quel mezzo che va a 20 all’ora e che spesso sostituisce l’auto. Ma targarlo serve a riempire le casse dello Stato e a tenere impegnate le agenzie di pratiche. Il resto è solo fumo.
Allerta gialla in nove regioni: il maltempo ci ricorda che il pianeta esiste ancora
Piogge, temporali, vento forte, neve sulle Alpi a 1300 metri. A metà maggio. L’ennesima conferma che il clima è impazzito, ma i nostri governanti sono troppo impegnati a discutere di monopattini per accorgersene. La Protezione Civile lancia l’allerta, i cittadini si stringono nei cappotti, gli agricoltori piangono i raccolti. E i grandi media? Ne parlano due righe, tra un servizio sulla doccia fredda e uno sugli esorcismi con l’AI. Perché il disastro climatico non fa audience. Il disastro climatico è noioso, è sempre uguale. Meglio raccontare come dimagrire stando sotto l’acqua fredda. Almeno quello fa vendere.
Maldive, cinque morti: il mare restituisce un corpo, ma non la verità
Il corpo di Gianluca Benedetti è stato recuperato. Gli altri quattro sono ancora in una grotta a 60 metri di profondità. Le operazioni di ricerca sono ad alto rischio, i sommozzatori della guardia costiera maldiviana si alternano, l’ambasciatore italiano promette “massima attenzione”. Il marito di Monica Montefalcone, Carlo Sommacal, difende l’esperienza delle vittime: “Mia moglie è pluribrevettata, mia figlia è esperta, erano tutti subacquei seri”. E allora cosa è successo? L’allerta gialla? La grotta? La tossicità da ossigeno? Il panico? Nessuna risposta. L’università di Genova precisa che l’immersione non rientrava nella missione scientifica, ma era “a titolo personale”. Una precisazione che sa di scarico di responsabilità. Intanto i corpi restano laggiù, e le famiglie aspettano. Il ministro Tajani rafforza il team a Malé. Ma di verità, ancora nessuna traccia. Solo il silenzio del mare, che è più assordante di qualsiasi parola.
Doccia fredda per dimagrire: la scienza che non ti aspetti (e che non ti serve)
Uno studio inglese-olandese su 47 persone rivela che indossare un giubbotto refrigerante per due ore al giorno fa perdere quasi un chilo di grasso in sei settimane. La professoressa Budge ipotizza che anche la doccia fredda mattutina possa avere lo stesso effetto. Per novanta secondi. Il guardiano commenta con entusiasmo: “Un’aggiunta semplice ed economica alle strategie di stile di vita”. Sì, certo. Perché indossare un giubbotto gelato mentre si lavora al computer è semplicissimo. E farsi la doccia fredda ogni mattina è un piacere. Ma il bello è che i ricercatori sono finanziati dalle Fondazioni del Cuore, e stanno studiando se il freddo previene le malattie cardiovascolari. Peccato che la maggior parte della gente non abbia tempo, soldi o voglia di indossare giubbotti refrigeranti. Meglio una passeggiata, meglio una mela, meglio un respiro profondo. Ma quello non fa notizia. La notizia è la pillola magica, anche se è una pillola di ghiaccio.
Esorcismi con l’intelligenza artificiale: il demonio si aggiorna, la Chiesa pure
Il corso internazionale sugli esorcismi all’Ateneo Regina Apostolorum ha scoperto una nuova minaccia: i fedeli che usano l’AI per scacciare Satana da soli. Chatbot che fanno da prete, algoritmi che suggeriscono preghiere, portali verso altre dimensioni. Il fenomeno “spaventa la Chiesa”. E meno male. Perché il vero pericolo non è il demonio, è l’idea che un software possa sostituire un rito secolare, la relazione umana, la fede. Ma d’altra parte, viviamo nell’epoca in cui si targa il monopattino e si fa la doccia fredda per dimagrire. Perché non dovremmo esorcizzare con l’AI? Il segretario del GrIS, Ferrari, tira le somme: “Il corso è stato molto apprezzato”. Certo. Finché non arriverà un chatbot a sostituire anche loro.
Oggi, cari lettori, abbiamo assistito all’ennesimo spettacolo dell’assurdo. Monopattini da targare, clima da ignorare, morti da aspettare, diete da congelare, diavoli da digitalizzare. RVSCB non si stanca di guardare. Ma voi dovreste stancarvi di subire. Spegnete i notiziari, accendete la coscienza. È l’unico filtro che funziona ancora.
RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 16 maggio 2026
“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”




















