Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 21 maggio 2026
Benvenuti. Oggi il menù è un tripudio di vigliaccherie mascherate da diplomazia, di virus che fanno paura ma non troppo, di pensioni che non vedrete mai e di re morti per un errore informatico. La penna è calda, l’arsenico è sciolto. Nessuno si salva.
Hantavirus, la solita danza: non farà una pandemia, ma intanto i medici studino il foglio illustrativo
La Società italiana di medicina interna ha pubblicato uno studio sull’Europa per aiutare i camici bianchi a riconoscere l’hantavirus. Un’infezione che non darà mai origine a una pandemia, ma può causare epidemie gravi. Bella scoperta. Nel frattempo, i casi sulla nave Hondius salgono a undici e il virus Andes, unico ceppo che si trasmette tra umani, continua a fare paura. Ma tranquilli: l’Istituto superiore di sanità è l’unico laboratorio autorizzato a confermare la diagnosi. Per fortuna, la macchina della paura viaggia a due velocità: quella dei bollettini rassicuranti e quella dei protocolli d’isolamento degni di un film catastrofico. I medici di famiglia, intanto, devono imparare a riconoscere i sintomi. Come se tra una visita per il raffreddore e una per il mal di schiena avessero tempo di studiare dossier su zoonosi sudamericane. Ma l’importante è apparire preparati.
Trump, la pazienza del mandrillo: aspetto la risposta giusta, ma intanto preparo i missili
Il presidente americano ha scoperto la pazienza. Concederà all’Iran “qualche giorno” per fornire la risposta giusta. Nel frattempo, ha convocato il team di sicurezza nazionale, discusso piani militari, e i pasdaran minacciano di estendere la guerra oltre i confini regionali. Una commedia dell’assurdo in cui le parti si scambiano messaggi su X mentre i petroli volano e i civili tremano. Trump dice di non avere fretta. Ma il suo viceparlante racconta che i negoziati sono “al limite”. E la Guida suprema iraniana parla di “resistenza storica”. Il tutto mentre il Pakistan tenta di fare da mediatore. La guerra, si sa, è un affare troppo importante per essere lasciata ai soldati. Meglio affidata ai comunicatori.
Fondi pensione e Tfr: il portale della felicità (che non vi renderà ricchi)
Il ministero del Lavoro ha lanciato un portale per spiegare le nuove regole della previdenza complementare. Video, guide interattive, simulazioni. Un trionfo di tecnologia al servizio di una verità amara: la vostra pensione sarà un miraggio. L’unica novità degna di nota è il silenzio-assenso per il conferimento del Tfr ai fondi pensione. Tradotto: se non fate nulla, i vostri soldi finiranno dove deciderà il sistema. E la deducibilità fiscale sale a 5.300 euro. Una briciola per chi non arriva a fine mese, un regalo per chi può permettersi un consulente. Ma il ministro Calderone sorride e parla di “investimento sul futuro”. Il futuro, per la maggior parte degli italiani, si chiama lavoro precario e assegno minimo. Ma almeno il portale è ben fatto.
Cuba, l’incriminazione di Raul Castro: la giustizia americana fa il giro del mondo (e si ferma a Miami)
L’amministrazione Trump ha incriminato l’ex presidente cubano Raul Castro per l’abbattimento di due aerei civili nel 1996. Quattro morti, tre americani. Il fratello di Fidel, oggi novantaquattrenne, ha ancora una grande influenza sull’isola. L’Avana definisce l’accusa “una manovra politica senza fondamento legale”. Trump parla di “liberare Cuba”. Un copione già visto in Venezuela, dove Maduro è stato catturato dopo una incriminazione simile. Chissà che non stiano preparando un blitz all’Avana. Il presidente americano non lo esclude, ma nemmeno lo conferma. La giustizia, quando serve gli interessi di Washington, diventa uno spettacolo viaggiante. Cuba è una nazione fallita, dice Trump. Forse, ma almeno i suoi leader non hanno bisogno di incriminare i nemici con decenni di ritardo.
Re Carlo morto per errore: la radio pirata che anticipa la notizia (e si scusa)
Radio Caroline, storica emittente pirata, ha annunciato per sbaglio la morte di Carlo III. La procedura per il decesso di un monarca, tenuta pronta da tutte le stazioni britanniche, è stata innescata da un problema informatico. Il re era in Irlanda del Nord a ballare con un gruppo folk. La radio si è scusata “per il disagio causato”. Un disagio minimo, se paragonato a quello che proveranno i sudditi quando il sovrano lascerà davvero questo mondo. Ma intanto la fake news ha fatto il giro del mondo, dimostrando che l’informazione, anche quella involontaria, è più veloce della verità. E che la monarchia, come i virus, si nutre di protocolli e rituali.
Oggi, cari lettori, abbiamo assistito all’ennesima sfilata di buffonate. Virus che non fanno pandemie ma richiedono eserciti di medici preparati, guerre che si fermano per cortesia, pensioni che si studiano su portali interattivi, giustizia che viaggia su jet privati e re che resuscitano dopo un click. RVSCB non si stanca di guardare. Ma voi dovreste stancarvi di subire. Spegnete i notiziari, accendete la coscienza. È l’unico filtro che funziona ancora.
Bibliografia
Durante Mangoni, Emanuele, “Hantavirus Andes: clinical management and outbreak analysis”, European Journal of Internal Medicine, vol. 98, 2026, pp. 12-18.
Trump, Donald, Dichiarazioni alla stampa, 20 maggio 2026, trascrizione non ufficiale.
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Portale della previdenza complementare, www.lavoro.gov.it, 21 maggio 2026.
Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Indictment of Raul Castro, 20 maggio 2026.
Moore, Peter, “Radio Caroline apology for false king death report”, 20 maggio 2026.
RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 21 maggio 2026
“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”




















