Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 23 maggio 2026
Il permafrost si scioglie, l’Iran si prepara all’ultimo attacco, Cuba aspetta il suo Maduro e l’Europa scopre che la pace costa cara. Benvenuti nello spettacolo dell’assurdo. La tazzina è calda, il cucchiaino d’argento tintinna. Oggi si serve la fine.
Virus zombie nel ghiaccio: il riscaldamento globale ci regalerà la prossima pandemia (ma non preoccupatevi, c’è la piattaforma anti-bufale)
Quattro sestilioni di microbi liberati ogni anno dallo scioglimento dei ghiacci. Un numero talmente vasto che nemmeno la calcolatrice dello scienziato più ottuso reggerebbe. Centinaia di migliaia di tonnellate di batteri solo dall’emisfero nord. Antrace, vaiolo e altre amenità dimenticate tornano in circolazione dopo migliaia di anni, fresche come appena uscite dal freezer di un laboratorio di massima sicurezza. E la soluzione? La piattaforma anti-bufale della Fnomceo ci spiega che il rischio è “molto basso”, ma che va tenuto “costantemente sotto controllo”. Bella scoperta. Come se dire “non succederà nulla” fosse sufficiente a far sparire il problema. Il permafrost si scioglie perché l’uomo ha deciso che il petrolio è più importante dell’aria che respira. Le trivellazioni in Artide perforano il suolo ghiacciato e risvegliano germi che non vedevano la luce da quando l’uomo non sapeva nemmeno cosa fosse la ruota. Ma tanto c’è un comitato di esperti che vigila. Tranquilli. Se scoppierà una pandemia, avremo già preparato il bollettino rassicurante.
Iran, Trump e l’ultimo grande attacco: la commedia dell’orologio che non scocca mai
Il presidente americano è frustrato. I negoziati sono “estenuanti”, le bozze vanno avanti e indietro, i mediatori pakistani e qatarini fanno la spola. Trump ha riunito i consiglieri per valutare un “ultimo grande attacco” dopo il quale dichiarare vittoria e chiudere la partita. Peccato che Teheran non abbia nessuna intenzione di cedere. Il capo negoziatore iraniano parla di “divergenze profonde ed estese”. La guerra potrebbe riprendere da un momento all’altro, ma intanto i media occidentali titolano “possibile annuncio a ore”. Ore che passano, i combattimenti restano congelati, e il popolo americano e iraniano continuano a pagare il conto di un conflitto che nessuno ha il coraggio di chiudere. Rubio tuona contro il pedaggio di Hormuz: “Inaccettabile”. Ma accettabile è invece che il segretario di Stato Usa minacci nuove guerre mentre le diplomazie falliscono una dopo l’altra.
Cuba, il cambio di regime secondo Trump: tre scenari per un’isola che non si arrende
L’incriminazione di Raul Castro è solo l’inizio. La portaerei Nimitz si avvicina, il modello Venezuela aleggia sull’Avana. Tre scenari possibili: intervento militare diretto, imposizione di un nuovo leader, collasso economico. La Casa Bianca sogna una Delcy Rodriguez cubana che prenda il potere e collabori con Washington. Ma gli esperti avvertono: a Cuba non esiste un’opposizione organizzata, e il governo resiste anche quando l’economia crolla. Nel frattempo, la popolazione soffre blackout e carenza di cibo. Se l’isola collasserà, i cubani fuggiranno in Florida. E l’amministrazione Trump, che ha abolito l’asilo politico, si troverà davanti a un paradosso imbarazzante. La storia, si sa, ama le ironie.
Nato, spesa al 5% e l’Europa che cerca il riscatto (ma paga sempre lei)
Mark Rutte parla di “Nato 3.0”. Tajani lancia l’idea di un “defence industrial compact”. Gli europei hanno recepito il messaggio di Trump: servono più soldi per i carri armati. La spesa militare vola verso il 5% del PIL, decine di miliardi di euro aggiuntivi. E mentre l’Ucraina continua a morire, l’Alleanza discute di produzione di munizioni e di indipendenza strategica dagli Stati Uniti. Una bella notizia per i produttori di armi, una disgrazia per i cittadini che vedranno tagliati sanità, istruzione, trasporti. Ma d’altra parte, come si può pensare alla scuola quando c’è l’Iran da bombardare?
Caro carburanti, la sospensione dello sciopero e il decreto delle mezze misure
Gli autotrasportatori hanno sospeso il fermo dopo l’incontro a Palazzo Chigi. Il governo proroga il taglio delle accise fino al 6 giugno: pochi centesimi al litro, una miseria. Stanzia 300 milioni per il credito d’imposta, ma il costo del carburante continua a bruciare i bilanci delle imprese. La soluzione è rinviare il problema, come sempre. Il Cdm ha anche ridotto i termini per il silenzio assenso: ora bastano 30 giorni invece di 60. Un’accelerazione burocratica che risolverà la crisi energetica. Certo.
Oggi, cari lettori, abbiamo assistito all’ennesimo capitolo del Grande Teatro. Virus che si risvegliano dal ghiaccio, guerre che non finiscono mai, isole che aspettano il loro destino, alleanze che si riarmano, autotrasportatori che sospendono la protesta per un pugno di accise scontate. RVSCB non si stanca di guardare. Ma voi dovreste stancarvi di subire. Spegnete i notiziari, accendete la coscienza. Il mondo sta bruciando. E non è nemmeno un buon motivo per accendere un camino.
Bibliografia
Fnomceo, Piattaforma anti-bufale “Dottore ma è vero che…?”, Nota sul permafrost e agenti infettivi, 23 maggio 2026
Axios, “Trump considers final major attack on Iran”, 22 maggio 2026
Wall Street Journal, “US, Israel may conduct new joint strikes on Iran”, 23 maggio 2026
BBC News, “Cuba: tre scenari per il regime change”, 23 maggio 2026
Nato, Ministeriale degli Esteri di Helsingborg, Dichiarazione finale, 23 maggio 2026
Palazzo Chigi, Comunicato stampa su decreto accise e sospensione sciopero autotrasportatori, 22 maggio 2026
Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto-legge 23 maggio 2026, n. 45
RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 23 maggio 2026
“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”




















