Il Caffè della VerGOGNA – Edizione della domenica di fuoco, proiettili e mazzate
Un ventunenne che si credeva Dio ha sparato alla Casa Bianca. Un passante ferito. Dio ucciso dagli agenti. L’altro Dio, quello vero, chissà dov’era. Donald Trump era dentro, al sicuro, e ha saputo tutto in tempo reale. Nasir Best, questo il nome del folle, aveva già provato a entrare nella residenza un anno fa, aveva già detto di essere l’Altissimo, era già stato ricoverato in un manicomio e allontanato con un ordine restrittivo. Ma nessuno ha pensato che un ventunenne con la divinità in testa e un precedente di tentato assalto potesse ripetere il tentativo con una pistola carica. Servizio di intelligence? Che è, una barzelletta?
La domenica italiana offre il contorno: caldo africano a trentacinque gradi a fine maggio, una fiammata che il meteorologo chiama “anomala” e che brucerà la Pianura Padana per giorni, poi forse un cedimento dell’anticiclone intorno al ventotto. Forse. Intanto gli anziani soffrono, i bambini si disidratano, e i politici sono in vacanza o in campagna elettorale, chissà. L’estate arriva prima del previsto, come la fine del mondo. Ma nessuno si stupisce più.
L’Ebola, intanto, allarga il suo abbraccio mortale. Dieci paesi africani a rischio, oltre ai due già colpiti. Angola, Burundi, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Etiopia, Kenya, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania, Zambia. Il virus Bundibugyo è partito tra fine marzo e inizio aprile, ma i test hanno funzionato male, i campioni erano scadenti, le cerimonie funebri hanno fatto da amplificatore. L’America di Trump ha tagliato i fondi a USAID, e i parenti inesperti hanno curato i malati con le mani nude. Il risultato? Un’epidemia che poteva essere fermata e che invece galoppa. Ma tanto è lontana. L’Africa è un altro pianeta.
Il pezzo forte della domenica, però, arriva da Parma. Due docenti dell’ITIS Leonardo Da Vinci aggrediti e picchiati da un gruppo di studenti. Calci, pugni, un cellulare che riprende tutto mentre si ride. Il dirigente scolastico promette “provvedimenti disciplinari in una logica educativa”. Educativa. Come se picchiare un professore a sangue fosse un errore di percorso, un incidente di crescita, una marachella da ragazzi. Il branco che colpisce, l’altro branco che filma e diffonde. La scuola che parla di “funzione educativa”. E i genitori, dove sono? In tribunale a querelare la scuola per la sospensione del figlio, probabilmente.
Questa domenica ci regala un campionario completo della follia umana: il mitomane armato che assalta la Casa Bianca, il pianeta che surriscalda, il virus che dilaga e i ragazzi che picchiano i professori. Tutto in un giorno. Non c’è bisogno di cercare notizie, basta aprire gli occhi. E mentre il telegiornale scorre, gli italiani guardano, commentano, si indignano per cinque minuti, poi cambiano canale. Perché la prossima notizia è uno scandalo calcistico o un gossip da rotocalco. La domenica, si sa, è il giorno del riposo. Anche della coscienza, a quanto pare.
RVSCB si chiede: dov’è la differenza tra il ventunenne che si credeva Dio e i ragazzi che pestano i professori? Solo che uno usava una pistola, gli altri i piedi. Ma la sostanza è la stessa: l’assenza di limite, la convinzione di poter fare qualsiasi cosa senza conseguenze. Il Dio armato, gli dei del branco. Tutti convinti di essere al di sopra delle regole. Poi arrivano i proiettili, i pugni, i calci. Poi arrivano i comunicati stampa, le note ufficiali, i “provvedimenti disciplinari”. Poi, il nulla.
Buona domenica, cari lettori. Il caffè è amaro, la tazzina è rotta. Ma almeno non c’è zucchero a dolcificare la merda.
RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 24 maggio 2026
“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”





















