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“Basta silenzi: Alessandra Verni porta in Procura il caso Piazza Re di Roma e chiama le istituzioni alle proprie responsabilità”

MIRKO GIUDICI by MIRKO GIUDICI
9 Luglio 2026
in Attualità, Cronaca
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“Basta silenzi: Alessandra Verni porta in Procura il caso Piazza Re di Roma e chiama le istituzioni alle proprie responsabilità”
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La madre di Pamela Mastropietro presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per verificare eventuali responsabilità legate all’omessa risposta delle amministrazioni competenti. Al centro della denuncia la richiesta di installare un sistema di videosorveglianza a tutela di Piazza Re di Roma e della panchina rossa dedicata alla figlia. Decisivo anche l’intervento del Difensore Civico della Regione Lazio, che richiama le istituzioni al rispetto dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione.

Roma 9 luglio – Non è soltanto la battaglia di una madre che continua a difendere la memoria della propria figlia. È un appello che chiama in causa il senso stesso delle istituzioni, il diritto dei cittadini a ricevere risposte e il dovere dello Stato di garantire sicurezza, decoro urbano e legalità.

Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, la diciottenne barbaramente uccisa a Macerata il 30 gennaio 2018, ha deciso di compiere un nuovo passo, questa volta sul piano giudiziario, dopo mesi di richieste rimaste senza risposta.

Nella giornata di oggi ha depositato una formale denuncia-querela presso il VII Distretto di Pubblica Sicurezza “San Giovanni”, indirizzata alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di accertare l’eventuale sussistenza del reato di omissione di atti d’ufficio, previsto dall’articolo 328 del Codice Penale, e di ogni altra eventuale responsabilità a carico degli uffici competenti di Roma Capitale, del Dipartimento Tutela Ambientale e del Municipio VII.

La richiesta: proteggere Piazza Re di Roma e la panchina dedicata a Pamela

Al centro della vicenda vi è una richiesta semplice e concreta: installare un sistema di videosorveglianza adeguato a tutela di Piazza Re di Roma e dell’area verde dove si trova la panchina rossa dedicata a Pamela Mastropietro, più volte oggetto di atti vandalici.

Secondo quanto ricostruito da Alessandra Verni, il 24 aprile scorso sono state inoltrate formali istanze alle amministrazioni competenti affinché venissero adottate misure di sicurezza, con un posizionamento mirato delle telecamere.

A oltre sessanta giorni da quelle richieste, sostiene Verni, nessuna risposta ufficiale sarebbe pervenuta.

Un silenzio amministrativo che, secondo la denunciante, non rappresenta soltanto una mancanza di attenzione verso un luogo simbolico, ma pone interrogativi sul rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.

L’intervento del Difensore Civico della Regione Lazio

Di fronte alla perdurante assenza di riscontri, è intervenuto il Difensore Civico della Regione Lazio, Marino Fardelli, che ha seguito la vicenda attraverso tre distinti interventi ufficiali.

Una prima nota è stata inviata il 24 aprile, seguita da un sollecito il 5 giugno. Infine, nella giornata dell’8 luglio, il Difensore Civico ha trasmesso una nuova comunicazione urgente indirizzata al Sindaco di Roma, al Dipartimento competente e al Municipio VII.

Nel documento viene richiamato il rispetto dell’articolo 97 della Costituzione, principio che impone alla pubblica amministrazione di operare secondo criteri di buon andamento, imparzialità ed efficienza.

La nota è stata trasmessa per conoscenza anche al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e al Prefetto di Roma.

La sicurezza come priorità

A rendere ancora più urgente la richiesta, osserva Alessandra Verni, è la situazione di degrado che interessa Piazza Re di Roma.

Nei giorni scorsi ha suscitato forte preoccupazione la diffusione sui social network di un video che documenterebbe una violenta aggressione ai danni di una persona senza fissa dimora, avvenuta in pieno giorno proprio nell’area della piazza.

Un episodio che, secondo Verni, dimostrerebbe la necessità di rafforzare i sistemi di controllo e prevenzione, nell’interesse dell’intera collettività.

Un appello alle istituzioni e all’informazione

Nel messaggio rivolto agli organi di stampa, Alessandra Verni chiede che questa vicenda non venga archiviata nell’indifferenza.

Il suo è un invito rivolto non soltanto alle istituzioni, ma anche al mondo dell’informazione, affinché continui a svolgere il proprio ruolo di controllo democratico, raccontando le criticità e verificando il funzionamento delle amministrazioni pubbliche.

Per la madre di Pamela, infatti, questa non è esclusivamente una questione personale o familiare.

È una vicenda che riguarda la sicurezza dei cittadini, il rispetto delle regole e il diritto di ogni persona a ottenere risposte dalle istituzioni quando presenta richieste legittime.

La memoria che diventa impegno civile

Da oltre otto anni Alessandra Verni porta avanti un percorso di testimonianza e di impegno pubblico nel nome della figlia. Il suo lavoro non si è mai limitato al ricordo di Pamela, ma si è trasformato in una costante attività di sensibilizzazione sui temi della sicurezza, della legalità, della tutela delle vittime e del rispetto della dignità umana.

La denuncia depositata oggi rappresenta un ulteriore capitolo di questo percorso. Un’iniziativa che affida alla magistratura il compito di verificare eventuali responsabilità, ma che allo stesso tempo richiama tutte le istituzioni a un principio fondamentale dello Stato di diritto: nessuna richiesta dei cittadini dovrebbe rimanere senza risposta.

Per Alessandra Verni, difendere la memoria di Pamela significa anche prendersi cura dei luoghi che la ricordano e contribuire a renderli più sicuri per tutti. Un impegno che, al di là delle vicende giudiziarie, rappresenta un forte richiamo alla responsabilità collettiva e al valore della presenza concreta delle istituzioni sul territorio.

Tags: Alessandra VerniGiustiziaistituzioniPamela Mastropietrosicurezza
MIRKO GIUDICI

MIRKO GIUDICI

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