Fonte: ADNkronos
ROMA – «Non esiste nessuna inchiesta di Report sull’eolico condizionata da Lavitola. In generale non esiste nessuna inchiesta di Report condizionata da Lavitola». Con queste parole Sigfrido Ranucci ha replicato alle anticipazioni di stampa relative all’esposto che Fratelli d’Italia si appresterebbe a depositare in procura per chiedere chiarimenti sui rapporti tra il giornalista e Valter Lavitola e sui presunti interessi di quest’ultimo nel settore delle energie rinnovabili nel Lazio.
Il conduttore della storica trasmissione d’inchiesta di Rai 3 ha respinto con decisione ogni ipotesi di interferenza editoriale, sostenendo che l’iniziativa annunciata dal partito si fonderebbe su «presupposti del tutto errati». Ranucci ha inoltre difeso la compattezza della redazione, definendola «stordita ma unitissima e coesa», e ha aggiunto: «Io non sono e non voglio essere un puro. Ma Report è una trasmissione pura».
La vicenda si inserisce in un contesto già delicato, segnato dagli sviluppi dell’indagine sull’attentato ai danni dello stesso Ranucci e dalle polemiche che ne sono seguite.
Nel frattempo, la Rai ha deciso di sospendere cautelativamente la programmazione delle repliche estive di Report. In una nota, l’azienda ha spiegato che la scelta è stata adottata «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci» e con l’obiettivo di tutelare «un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico». Resta invece confermato il ritorno della trasmissione con la nuova stagione, prevista per il prossimo novembre.
La decisione dell’azienda è stata contestata dalla redazione del programma, che l’ha definita «una censura senza precedenti». I giornalisti di Report hanno quindi lanciato un appello al pubblico invitandolo a seguire l’inchiesta prevista per la serata su RaiPlay e a manifestare il proprio sostegno sui social attraverso l’hashtag #giulemanidareport.
«La memoria delle nostre inchieste non si sospende per decreto aziendale e una squadra di giornalisti sotto attacco non è sola quando il pubblico le sta accanto», hanno affermato i redattori, ribadendo la volontà di proseguire il lavoro «con la stessa determinazione di sempre».
Secondo la redazione, Report rappresenta «un patrimonio da difendere» e una garanzia di libertà d’informazione che riguarda l’intera collettività, motivo per cui viene chiesta una mobilitazione dei telespettatori a sostegno della trasmissione.













