Fonte: AGI
La Banca Centrale Europea ha deciso di aumentare i tre tassi di riferimento di 25 punti base, segnando il primo rialzo dal settembre 2023. La decisione è stata motivata dall’accelerazione dell’inflazione nell’Eurozona, alimentata principalmente dall’aumento dei prezzi energetici legati alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Con il nuovo intervento, il tasso sui depositi sale al 2,25%. La BCE diventa così la prima grande banca centrale a optare per una politica monetaria più restrittiva in risposta allo shock energetico provocato dal conflitto nella regione. Secondo i dati più recenti, l’inflazione nell’area euro ha raggiunto il 3,2% a maggio, superando il target del 2% fissato dall’istituto di Francoforte.
Nel comunicato diffuso al termine della riunione del Consiglio direttivo, la BCE ha sottolineato che la guerra in Medio Oriente sta esercitando nuove pressioni sui prezzi, aumentando l’incertezza economica. L’istituto ha evidenziato come l’evoluzione dell’inflazione e della crescita dipenderà dall’intensità e dalla durata dello shock energetico e dagli effetti indiretti che esso potrà generare sull’economia europea.
Contestualmente, la banca centrale ha aggiornato le proprie previsioni macroeconomiche, portando la stima dell’inflazione per il 2026 al 3%, rispetto al 2,6% previsto a marzo. Al contrario, sono state riviste al ribasso le prospettive di crescita dell’Eurozona: il Pil è ora atteso allo 0,8% nel 2026 e all’1,2% nel 2027.
La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha comunque invitato alla cautela, sottolineando che l’economia europea non si trova in una situazione di grave emergenza. Secondo Lagarde, l’aumento dei tassi rappresenta soprattutto un segnale volto a mantenere sotto controllo le aspettative inflazionistiche, più che l’avvio di una nuova fase di forti strette monetarie.
La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per l’economia europea. L’aumento dei costi energetici continua infatti a pesare su famiglie e imprese, mentre la crescita economica mostra segnali di rallentamento. Diversi economisti hanno espresso dubbi sull’efficacia di ulteriori rialzi dei tassi, sostenendo che l’attuale inflazione sia dovuta principalmente a problemi di offerta e non a un eccesso di domanda.
Gli analisti restano divisi sulle prossime mosse della BCE. Alcuni prevedono un ulteriore aumento dei tassi nei prossimi mesi, mentre altri ritengono che l’intervento appena annunciato possa rappresentare l’ultimo rialzo del ciclo. In ogni caso, il quadro economico europeo continua a essere caratterizzato da una combinazione di inflazione elevata e crescita debole, uno scenario che richiederà particolare attenzione da parte della banca centrale nei prossimi trimestri.















