Fonte: AGI
I mercati energetici reagiscono con un forte ribasso all’annuncio di un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran. L’intesa, che punta a favorire la fine del conflitto e la ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz, ha fatto scendere il prezzo del petrolio ai livelli più bassi degli ultimi tre mesi.
Il Brent perde il 4,9% e si attesta a 83 dollari al barile, mentre il WTI arretra del 5,1%, scendendo a 80,5 dollari. Entrambi i contratti tornano così sui minimi registrati lo scorso 10 marzo.
Giù anche il gas in Europa. Al TTF, principale hub di riferimento del continente, i prezzi cedono il 9,2%, attestandosi a 42,4 euro per megawattora.
L’effetto della distensione tra Washington e Teheran si è fatto sentire anche sulle Borse europee. Parigi ha chiuso in rialzo dello 0,40%, Francoforte dell’1,05% e Milano dello 0,66%. Unica eccezione Londra, in calo dello 0,39%, appesantita dai titoli energetici del FTSE 100, penalizzati dal ribasso del greggio.
L’accordo tra Usa e Iran resta al momento preliminare, ma è bastato ad alimentare le aspettative di una maggiore stabilità nell’area mediorientale e a ridurre i timori sui mercati delle materie prime energetiche.


















