Un libro che denuncia la Violenza domestica sugli uomini e sfida i pregiudizi
Nell’ambito dell’iniziativa “Nessuna Voce Esclusa: Dialogo sulla violenza di genere” che si svolgerà a Roma, presso la località “Il fiore del deserto”, in via Nomentana 1367, verrà presentato “La Spirale del Silenzio: Anatomia di un Maschicidio” (Costa Edizioni), vincitore del Premio “Secondo mestiere, seconda opportunità”.
Scritto da Marco Sammarini, si tratta di un libro-choc in cui egli denuncia la violenza subita da un uomo per mano di una donna: anni di soprusi taciuti e un sistema che trasforma la vittima in colpevole. Denunciato da chi lo ha manipolato per anni, finisce incarcerato, sacrificato sull’altare di una giustizia che troppo spesso santifica le donne e criminalizza gli uomini, ignorando che la violenza non ha genere.
Marco ha affidato il suo manoscritto alla dottoressa Antonella Baiocchi, psicoterapeuta e criminologa, con una richiesta: curarne la prefazione e pubblicarlo cioè “portare alla luce la sua verità”. La Baiocchi, da anni in prima linea per affermare che “la violenza non ha genere” e denunciare l’anticostituzionalità di un approccio che criminalizza a priori gli uomini, ha onorato la promessa.
Grazie alla collaborazione con A.PRO.S.I.R., associazione impegnata nella tutela dei diritti, il libro ha trovato voce.
Appuntamento domani, 5 luglio, per la presentazione ufficiale, alla presenza del fratello dell’autore, Luca Sammarini, della dottoressa Antonella Baiocchi, di Adamo De Amicis (Vice Presidente dell’associazione A.PRO.S.I.R.) e dell’editore Costa Edizioni di Pescara.
Un evento per rompere il silenzio, sfidare i pregiudizi e dare un volto alle vittime dimenticate. Perché nessun maschicidio – sociale, mediatico o giudiziario – possa più nascondersi nell’ombra.
IL LIBRO
La storia che narra Marco Sammarini è scritta in modo magistrale e toccante ed ha la capacità di sgretolare la generale tendenza a legare la Violenza al Genere Maschile e a considerare la sensibilità, umiltà e lo spirito di sacrificio prerogative dell’universo femminile.
Si narra il viaggio oltre l’immaginabile di un sognatore che cerca di salvare il matrimonio ad ogni costo, che si sacrifica in nome della sua sacralità e per amore dei figli, sottostando alle nevrosi di una compagna la cui personalità è descritta in modo da calzare con il più marcato dei disturbi narcisistici di Personalità a conferma che il narcisismo considerato una prerogativa dell’uomo in realtà può riguardare qualsiasi persona, indipendentemente dal Genere: menzogne o manipolazioni della realtà, bisogno assoluto di controllo di ogni spazio del partner, isolamento sociale, intolleranza ad ogni indizio di indipendenza o insubordinazione con ricorso alle più spietate punizioni anche corporali, comprese le coltellate e l’espulsione da casa ( notti passate in automobile), con annessi tentati suicidi per smuovere il senso di colpa e suggellare la dipendenza del partner.
Una realtà che il protagonista nega a sé stesso e al resto del mondo, anni di mancate denunce alle forze dell’ordine, umiliazioni e violenze subite e di mancati referti del pronto soccorso (“mi sono tagliato accidentalmente con il coltello”) dal quale, paradossalmente, sarà liberato proprio dalla sua aguzzina, la quale ad un certo punto della storia decide di rompere il matrimonio nel modo a lei più consone: denunciando il marito ed attivando l’infernale macchina giudiziaria che a priori demonizza gli uomini e santifica le donne, che ha fagocitato il protagonista, impedendogli sin da subito di avere contatti con i figli fino alla conferma della condanna da parte della Corte Suprema di Cassazione, a 6 anni di carcere.
Si legge nell’epilogo del libro: “Potrei fare di tutto ma non farò niente, preparandomi ad affrontare ciò che il destino mi ha riservato… Fuori lascio un manoscritto che sto provando a diffondere in ogni modo, sperando che non resti lettera morta. Dentro porto la coscienza a posto, la dignità e l’affetto di chi mi vuol bene, che ultimamente ho scoperto essere tanti a dispetto delle condanne. Donne vittime della violenza maschile continuano ad essere stuprate e uccise, uomini vittime della violenza femminile continuano a tacere, io continuerò a battermi per avere giustizia”.
LA PREFAZIONE: LA VIOLENZA NON HA SESSO
Antonella Baiocchi (www.antonellabaiocchi.it) , autrice di numerosi saggi tra cui, nel 2019 “La violenza non ha sesso”, edito da Alpes Italia, dal 2016 all’ ottobre 2021 è stata Assessore alle Pari Opportunità del Comune di San Benedetto del Tronto. Andò alla ribalta Nazionale per essere stata il primo amministratore pubblico d’Italia che ha coraggiosamente contrastato il “politicamente corretto” che impone il ruolo di Carnefice solo agli Uomini e il Ruolo di Vittima solo alle Donne.
Ha denunciato a gran voce l’Anticostituzionale discriminazione di cui attualmente si sta macchiando il Governo Italiano nei confronti degli Uomini vittime di violenza domestica e affettiva, discriminati a tutti i livelli (sociale, legale, statistico e mediatico). Qualche esempio: 
- lo Stato Italiano, ad oggi, non spende un euro per la loro tutela (i Centri Anti Violenza esistenti accolgono solo ed esclusivamente le donne, il 1522 non accetta di dare indicazioni su iniziative che mirano ad aiutare gli uomini vittime di violenza, etc.) per gli uomini si spende solo per “corsi di recupero per maltrattanti” (CUAV, Centri Uomini Autori di Violenza, non previsti per il Genere donna!).
- A livello mediatico le violenze subite dagli uomini passano sottogamba mentre quelle subite dalle donne sono enfatizzate (basti pensare, ad esempio alle persone sfregiate con l’acido: di Lucia Annibali e Gessica Notaro si parla ovunque; William Pezzulo e Giuseppe Morgante, acidificati da donne, sono invisibili e oscurati mediaticamente. Inoltre l’unica persona deceduta in Italia a causa di una aggressione con l’acido, è un uomo da parte di una donna! Si tratta di Rosario Almiento, di Brindisi, morto nel 2020 dopo due mesi di agonia: nessuno ne parla, nessuno lo conosce!
- E non si parli di Rilevanza Statistica delle Donne Vittime di Violenza rispetto agli Uomini, argomento principe che si utilizza per giustificare la non tutela delle persone di sesso maschile e che fa acqua da tutte le parti:
- primo perché per affermarla in modo scientificamente credibile bisognerebbe anche indagare la violenza subita dagli uomini in ambito Domestico e Affettivo (ad oggi zero indagini!).Ci sono i dati forniti dall’embrionale Centro Anti Violenza Oltre il Genere (www.laviolenzanonhasesso.com ), che dal 2020 aiuta gli uomini vittima di violenza al quale si è rivolto lo stesso Marco Sammarini: gestito dall’associazione A.Pro.S.I.R. a proprie spese, diretto dalla dott.ssa Antonella Baiocchi (i Report di 4 anni di lavoro su www.aprosir.it).
- Inoltre, l’argomentazione della Rilevanza Statistica è una argomentazione che fa acqua da tutte le parti, perché, anche se la violenza subita dalle donne risultasse più numerosa di quella subita dagli uomini (e senz’altro lo è) questo comunque non giustificherebbe l’anticostituzionale mancanza di tutela rivolta alla “minoranza numerica” delle persone di sesso maschile! In ogni altro ambito sarebbe condannata, nell’ambito della Violenza è osannata!
La tossica concezione Unidirezionale della Violenza, condiziona l’operato di chi è impegnato a contrastare la violenza (Magistrati, Forze dell’Ordine, Assistenti Sociali, Psicologi e Psichiatri etc.), invalidando il loro discernimento ed esponendoli a decisioni controproducenti: pasticci di adulti e sistemi sociali fallati le cui spese sono sempre a carico dei Minori, che continuano ad essere esposti a violenza agita ed assistita e condannati ad essere “orfani di genitore vivo” (oggi solitamente il padre).




















