Papa Francesco demandava le sue scelte al santo di Assisi.
Il cristianesimo è il cammino di relazione con Dio, sempre e solo attraverso la mediazione di altri esseri umani, che sono con noi, anche se non sono come li vorremmo o penseremmo che dovessero essere.

Papa Leone XIV a villa Barberini a Castel Gandolfo
La Chiesa è comunque quella comunità in cui anche il dissenso non diventa mai esclusione, separazione, abbandono, chiusura. Con l’elezione al soglio pontificio di Leone XIV la speranza è che tutto questo non si ripeta perché, non ci possiamo permettere come singoli di dimenticare questo principio basilare: l’accoglienza dell’uomo è l’unica via sicura per l’abbandono in Dio ovvero, il valore di ognuno di noi, la nostra vera essenza, non si misura dai traguardi che riusciamo a raggiungere anche a discapito degli amici, ma dalla capacità di costruire collaborazioni trasparenti. Solo chi sa accogliere gli altri, può mettersi in ascolto di quell’Altro, il Cristo, che si è fatto uno di noi per essere mai senza nessuno di noi. Ricordiamo il saluto che papa Leone XIV affidò al pubblico convenuto in piazza San Pietro, dalla Loggia delle Benedizioni: La Pace sia con tutti voi! L’agostiniano Robert Francis Prevost, ha nel suo intento di guidare la Chiesa cattolica universale nel segno della Pace nonostante il mondo sia lacerato da quella guerra mondiale a brandelli, più volte ricordata dal compianto papa Francesco, nel risvegliare l’attenzione verso la martoriata Ucraina e alla popolazione affamata a Gaza presa di mira dai colpi di fucile.

Giardini di villa Barberini con stemma del pontefice a Castel Gandolfo
Eppure Leone XIV non intende, in questo tragico momento, compiere un viaggio a Gaza, una visita pastorale alla piccola comunità cattolica colpita recentemente dall’attacco dell’esercito israeliano che ha ferito alla gamba destra padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia Sacra Famiglia a Gaza City il 17 luglio 2025 che ha distrutto la chiesa, causando la morte di due persone e il ferimento di altre 9, tra cui alcune gravemente.

Padre Gabriel Romanelli ferito nella sua parrocchia
Nel suo compito pastorale il papa ripete come un mantra: Dobbiamo dialogare e lasciare le armi, il mondo non sopporta più la guerra, dobbiamo pregare e avere fiducia in Dio.

Il popolo di Gaza affamato
Così si esprime l’anima di una poetessa:
Mentre noi stiamo rintanati
nelle nostre comodità
Gaza muore.
Come si fa a spiegare ai bambini
che chiudono gli occhi per sempre
che la colpa è di un mondo assente
quel mondo che dovrebbe proteggere i propri figli
e invece tace di un mutismo inconcepibile
come se la guerra fosse scelta normale
giustificazione ai deliri di onnipotenza
così si spegne giorno dopo giorno
la vita
e gli aquiloni non volano più
al loro posto spira la luce.
Michela Zanarella
Giornalista pubblicista – Capo Servizio Poesia di Brainstorming Culturale/Presidente della Rete Italiana per il Dialogo Euro-mediterraneo R.I.D.E.-APS / Presidente A.P.S. Le Ragunanze –
Extraordinary Ambassador for Naji Naaman’s Foundation for Gratis Culture.
Giuseppe Lorin



















