Disgustoso, crudele, abominevole. Non riuscirei a trovare una sequenza attributiva migliore per dipingere il duplice atto criminoso commesso da due immigrati accolti sul nostro territorio: scioccante e violento per due donne romane, mortifero per un tenero cane agrigentino.
Nel parco di Tor Tre Teste, nella periferia della capitale, l’alba di domenica scorsa si è tinta di disgusto. Una donna di 60 anni, da poco uscita per passeggiare col proprio cagnolino, è stata rapinata e stuprata dal 26enne gambiano Sheikh Hydara. A detta delle dichiarazioni del giovane (ora in carcere), la violenza era stata preceduta da un’ingente assunzione di crack acquistata dalla vicina piazza di spaccio del quartiere Quarticciolo.
Nelle 48 ore successive, un’altra donna di 44 anni, mentre attendeva un bus sulla via Prenestina, è stata attirata da Hydara con il pretesto di una sigaretta, trascinata in un vicolo pieno di rifiuti e violentata. Secondo le indagini degli inquirenti, a seguito della prima aggressione, il giovane sarebbe rincasato a Nettuno tramite la stazione Termini. Il giorno dopo, è tornato al Quarticciolo per un nuovo acquisto di droga seguito dalla seconda violenza.
L’immigrato è arrivato in Italia nel 2016 sotto il governo Renzi. Nel 2023 è riuscito a ottenere la protezione umanitaria e l’anno successivo il permesso di soggiorno sotto il governo Meloni, grazie a un suo lavoro come manovale in una ditta di Guidonia. La domanda viene spontanea: possibile che un immigrato giunto in Italia nel periodo dei numerosissimi sbarchi, sotto un governo di Sinistra, integrato nel nostro territorio da un contratto di lavoro, seguito da un permesso di soggiorno rilasciato sotto un governo di Destra, possa aver accompagnato al suo processo di integrazione assunzioni di droga e violenze sessuali?
Il vero nodo: mancata sorveglianza delle istituzioni
In questa situazione viene meno persino il dibattito della limitazione dei flussi migratori contrapposta all’apertura senza filtri che vorrebbe la Sinistra. Questo perché il caso di Hydara è quello di un immigrato dal punto di vista burocratico correttamente integrato, data la presenza di una costante attività lavorativa.
Ma, se questo caso si contraddistingue dai molteplici altri episodi in cui però a delinquere sono gli irregolari, quale critica dovremmo evidenziare? Quella del mancato controllo e dell’inefficiente osservazione delle istituzioni.
Chi giunge nel nostro Paese dovrebbe essere monitorato, al di là del permesso di soggiorno che riesce a ottenere. Sarebbe civilmente utile se le prefetture e le questure, invece di limitarsi al semplice rilascio dei documenti, prevedessero sistematiche verifiche periodiche sul reale inserimento in società. E tale procedura dovrebbe essere accompagnata da un registro unico di monitoraggio, con dati aggiornati su residenza, lavoro, problemi di dipendenza e situazioni di disagio del singolo cittadino straniero.
Queste proposte, spesso avanzate da esponenti della Destra, venivano tacciate dall’insensato e falso spirito umanitario della Sinistra come rigide e deleterie nei confronti di un essere umano. Forse per Schlein, Renzi, Bonelli, Conte e Fratoianni sarebbe stato meglio garantire al giovane Hydara una bella pipa per fumarsi il suo crack, come accaduto nella scandalosa distribuzione degli aggeggi che ne facilitano l’assunzione nel comune di Bologna.
Matteo Salvini, a seguito dell’accaduto, ha riproposto un suo cavallo di battaglia storico: la castrazione chimica. Dal punto di vista pratico tale scelta impedirebbe la reiterazione del reato. Tuttavia non impedirebbe una serie di altri crimini come furti, spaccio, rapine, violenze, omicidi che spesso gli immigrati commettono sul nostro territorio.
E su questo, la critica al governo Meloni è inevitabile. Se è vero che sui centri in Albania è stato fatto di tutto da parte delle correnti politicizzate della giustizia per affossare una mitigazione dei flussi, non è di certo falso affermare che da un governo conservatore mi sarei aspettato un maggiore controllo del territorio, un rafforzamento delle misure preventive e una più rapida procedura di espulsione.
Il caso di Merlino e le responsabilità
Come andrebbe fatto per il 27enne originario del Mali, che a Naro in provincia di Agrigento, ha sgozzato il povero cane di quartiere “Merlino”, noto e amato dall’intera zona. La comunità cittadina, rimasta disgustata e scandalizzata dall’orribile fatto, si sta muovendo assieme ad associazioni animaliste con la complicità del sindaco per facilitare l’espulsione del delinquente.
Il quale, sembrerebbe aver anche gettato dell’acido a un altro cane qualche giorno prima dell’uccisione di Merlino, atto per cui era stato già arrestato dalle forze dell’ordine. Ora, se già vi è stato un campanello d’allarme simile, per quale motivo è stato rilasciato? Un cane sfregiato da un liquido è troppo poco per non poter più stare in Italia? Necessita l’estremo atto dello sgozzamento per far muovere l’autorità?
Dov’è la decantata aria repressiva che il Presidente Meloni evidenziava quando era all’opposizione? Se l’accoglienza smisurata della Sinistra, il suo finto e inutile perbenismo, hanno causato negli scorsi decenni danni talmente grandi in ambito migratorio da farne oggi le spese cittadini e pelosetti italiani, la mancata mitigazione che potrebbe esserci in futuro di tali crimini correlati a determinati arrivi avrebbe come responsabile la Destra.
E ce l’avrebbe soprattutto per non aver messo in atto controllo fitto, monitoraggio a seguito dell’inserimento, pattugliamento continuo delle zone di rischio, rigidi criteri per i rilasci dei permessi.
I cittadini aspettano regole, risposte, senso pratico. E se tale miglioramento debba passare da una mitigazione dei flussi, o da un tracciamento post-arrivo degli immigrati nel territorio, oppure da castrazione chimica a seguito dei reati, non saprei. Io mi sento solo dire che l’Italia e gli italiani sono stanchi: quindi che ne vengano meno, che si controllino di più e che, se il destino dovesse renderlo necessario, si castrino.
E spero possa anche esser reso sterile l’eterno anti-italianismo della Sinistra come il poco coraggio della Destra.
Fonte immagine Hydara: frame diffuso da Questura di Roma, ripreso da vari media nazionali.
Fonte cane Merlino: Rifugio Hope via social network, ripresa dai media nazionali



















