Nel febbraio–marzo 2026 molte amministrazioni comunali italiane hanno pubblicato sui propri canali social messaggi ufficiali di auguri per l’inizio del Ramadan, il mese sacro dell’Islam, accompagnandoli con parole di rispetto e integrazione. Ad esempio su Facebook il Comune di Vergato ha annunciato l’avvio del Ramadan con un post istituzionale dedicato alla comunità musulmana, sottolineando valore di digiuno e riflessione spirituale.
Analogamente il sindaco di Roma ha rivolto auguri ai fedeli musulmani, invitando alla condivisione e alla convivenza civile.
Queste iniziative, però, si sono accompagnate a un’altra realtà: sui profili ufficiali di tanti comuni manca qualsiasi riferimento alla Quaresima o al Mercoledì delle Ceneri, il primo giorno di questo tempo liturgico per i fedeli della Chiesa cattolica. In diversi casi — come a Reggio Emilia — il post per il Ramadan è stato pubblicato senza alcun cenno alla Quaresima, cosa che ha suscitato critiche da parte di esponenti politici locali per l’assenza di un messaggio equivalente per la maggioranza cristiana.
A Rivalta di Torino è stata persino presentata un’interrogazione al sindaco per chiedere conto del perché, nello stesso giorno in cui si inaugurava il tempo di digiuno cristiano, sui social istituzionali comparisse solo il messaggio di auguri per il Ramadan. Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia “mancava un equilibrio rispetto alle ricorrenze tradizionali italiane”.
Social istituzionali: tanti “Ramadan Mubarak”, poca Quaresima
Su Facebook e Instagram dei comuni si leggono “Ramadan Mubarak”, post con simboli comunitari e riferimenti alla riflessione spirituale dei musulmani italiani, ma non compaiono messaggi istituzionali analoghi per il cammino quaresimale cristiano, che per i credenti conduce alla Pasqua attraverso digiuno, preghiera e conversione del cuore.
Neppure nei giorni immediatamente successivi al Mercoledì delle Ceneri — 18 febbraio 2026, data in cui molti comuni hanno diffuso auguri per il Ramadan — si sono visti post istituzionali equivalenti segnalare l’inizio della Quaresima cattolica, che quest’anno coincide proprio con l’avvio del digiuno musulmano.
La decisione di pubblicare solo messaggi per il Ramadan ha generato commenti, discussioni e reazioni sui social e nella stampa locale, con osservazioni secondo cui Gesù Cristo e il tempo quaresimale non avrebbero più “voce” negli spazi di comunicazione pubblica, mentre altri eventi religiosi — come il Natale — continuano a essere ricordati ogni anno.
Perché conta (anche) ciò che non viene detto
Al di là delle intenzioni che hanno portato gli enti locali a rivolgere auguri istituzionali, molti cittadini e osservatori sottolineano che la mancanza di un messaggio quaresimale istituzionale non è semplicemente un’omissione: è percepita come un segnale di squilibrio nella rappresentazione delle ricorrenze religiose nella comunicazione pubblica.
In un Paese come l’Italia, dove la tradizione cristiana ha segnato profondamente storia, cultura e vita sociale, l’assenza di riferimenti pubblici alla Quaresima — mentre si fanno auguri formali ad altre fedi — e’ un chiaro ed evidente esempio di discriminazione.



















