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La lebbra dei ricchi e l’indifferenza dei saggi: il sabato delle vergogne

Il Caffè della VerGOGNA - Edizione di sabato 30 maggio 2026

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
30 Maggio 2026
in Editoriale
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La lebbra dei ricchi e l’indifferenza dei saggi: il sabato delle vergogne
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Il direttore dei Centri africani per il controllo delle malattie, Jean Kaseya, ha detto una verità che brucia come acido: se l’epidemia di Ebola Bundibugyo fosse scoppiata in un paese occidentale, il vaccino sarebbe già pronto. Lo ha detto con la pacatezza di chi ha smesso di sperare nella giustizia e si è rassegnato a contarci da solo.

 

In Congo i casi sospetti hanno superato quota mille, i morti accertati sono diciassette, quelli sospetti duecentotrentotto, e un morto su quattro è un bambino. Ma l’Africa è lontana. E l’Occidente, distratto dalle sue guerre eleganti e dai suoi concerti cancellati, non ha fretta. La Russia ha un vaccino, dicono, ma è per un altro ceppo. Gli studi procedono a rilento. Gli africani, intanto, muoiono. E quando l’epidemia arriverà in Europa, chissà, forse qualcuno si ricorderà che esiste un continente dimenticato.

Nelle stesse ore, un drone russo ha colpito un edificio civile a Galati, in Romania, ferendo due persone. La premier italiana, Giorgia Meloni, ha parlato di “atto gravissimo”, di “sicurezza europea a rischio”. Parole giuste, certo. Ma mentre il governo tuona contro Mosca, in Italia si discute se Meloni possa partecipare a un vertice a Berlino il 2 giugno, giorno della Festa della Repubblica. I suoi collaboratori dicono che è impossibile. E allora forse il vertice si sposterà. La guerra, si sa, può attendere. Le formalità, no. Intanto l’Ucraina produce droni a ritmi industriali, la Russia li abbatte sui tetti di Mosca, e l’Europa litiga sull’adesione di Kiev all’Unione. Meloni dice sì, ma solo a guerra finita. La Lega dice no. Forza Italia dice sì. Fratelli d’Italia cerca una sintesi che non offenda nessuno, tranne forse i morti.

Nel frattempo, a San Vito Lo Capo, un ragazzino di undici anni ha tentato di accoltellare il professore di tecnologia. Ha indossato un casco integrale per non farsi riconoscere, ha impugnato due coltelli, e ha trasmesso l’aggressione in diretta su Telegram. Il messaggio pubblicato ore prima su TikTok era inequivocabile: “Non date la colpa a me per quello che farò tra quattro ore”. La scuola dice che non c’erano segnali, che il ragazzino andava bene, che non c’erano stati contrasti. Il dirigente scolastico invoca la tutela del minore. La politica, ovviamente, grida allo sgomento. Il presidente dell’Ars, Galvagno, ricorda che la Regione ha appena approvato una legge che vieta l’uso degli smartphone tra i bambini. Ma non basta, dice. Non basta certo. Perché il problema non sono i telefoni, ma l’anima nera di una generazione cresciuta a odio digitale, a violenza spettacolarizzata, a assenza di limite. E nessuna legge potrà mai riempire quel vuoto.

A Reggio Emilia, intanto, la prefettura ha vietato i concerti di Kanye West e Travis Scott alla Rcf Arena. Motivi di ordine e sicurezza pubblica, si legge nel provvedimento. Ma è solo l’ultimo capitolo di una vicenda grottesca fatta di biglietti venduti a prezzi folli, di polemiche antisemite, di direttori artistici cacciati e festival che cambiano nome nel tentativo di salvarsi. Il rapper americano, noto per le sue uscite contro la comunità ebraica, aveva già visto annullare spettacoli in altri paesi. Il Codacons e la comunità ebraica hanno fatto pressing, e il prefetto ha ceduto. La democrazia, a volte, sa essere molto sensibile. Peccato che la stessa sensibilità non si applichi alla sorte dei bambini congolesi o dei profughi torturati nei centri libici.

E proprio di tortura parla l’ultima, desolante notizia di questo sabato. Due ricorsi sono stati depositati alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro l’Italia. Li ha presentati un uomo fuggito dal Sud Sudan e una donna ivoriana, entrambi sopravvissuti alle sevizie del generale libico Osama Almasri, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità dalla Corte penale internazionale. L’Italia, ricorderete, non ha eseguito il mandato di arresto spiccato dalla Corte, e ha lasciato che Almasri tornasse libero in Libia. I due ricorrenti chiedono giustizia. L’Italia, come al solito, farà orecchie da mercante. Perché la giustizia, quando riguarda i deboli, è sempre lenta. Quando riguarda i potenti, è inesistente.

Oggi, cari lettori, il mondo ci ha offerto uno spettacolo di desolazione. Bambini che muoiono di un virus che si potrebbe fermare, bambini che impugnano coltelli contro i loro professori, governi che discutono di date mentre le bombe cadono, prefetti che vietano concerti per non offendere le religioni, e stati che tradiscono il diritto internazionale per non inimicarsi un despota. RVSCB non ha bisogno di aggiungere altro. La realtà, come sempre, ha già detto tutto. E fa schifo.

Bibliografia

Africa CDC, Briefing sull’epidemia di Ebola Bundibugyo, 30 maggio 2026
Kaseya, Jean, Dichiarazione ai media, 30 maggio 2026
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Nota sulla partecipazione al vertice E5 di Berlino, 30 maggio 2026
Adnkronos, “Drone russo colpisce Romania. Meloni: ‘Gravissimo’”, 30 maggio 2026
Adnkronos, “San Vito Lo Capo, 11enne tenta di accoltellare insegnante”, 30 maggio 2026
Prefettura di Reggio Emilia, Provvedimento di divieto concerti Kanye West e Travis Scott, 30 maggio 2026
Corte europea dei diritti dell’uomo, Ricevimento ricorsi contro l’Italia per il caso Almasri, 30 maggio 2026

RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 30 maggio 2026

“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”

The Plague of the Rich and the Indifference of the Wise: The Saturday of Shames

Jean Kaseya, Director of the African Centers for Disease Control, stated a truth that burns like acid: if the Ebola Bundibugyo outbreak had erupted in a Western nation, the vaccine would already be ready. He said it with the calmness of someone who has ceased hoping for justice and resigned themselves to relying on their own efforts. In the Congo, suspected cases have surpassed one thousand, confirmed deaths stand at seventeen, with two hundred and thirty-eight suspected fatalities, and one in four deaths is a child. But Africa is far away. And the West, distracted by its elegant wars and cancelled concerts, is in no hurry. They say Russia has a vaccine, but it is for a different strain. Studies are proceeding at a glacial pace. Meanwhile, Africans are dying. And when the epidemic eventually reaches Europe, perhaps someone will remember that a forgotten continent exists.

At the same time, a Russian drone struck a civilian building in Galați, Romania, injuring two people. Italian Prime Minister Giorgia Meloni spoke of a “very serious act” and “European security at risk.” Right words, certainly. But while the government thunders against Moscow, Italy is debating whether Meloni can attend a summit in Berlin on June 2nd, Republic Day. Her aides say it is impossible. Thus, the summit may be relocated. War, as we know, can wait. Formalities, however, cannot. Meanwhile, Ukraine produces drones at industrial rates, Russia shoots them down over Moscow’s rooftops, and Europe argues over Kiev’s accession to the Union. Meloni says yes, but only after the war ends. The League says no. Forza Italia says yes. Brothers of Italy seeks a synthesis that offends no one, perhaps except the dead.

Meanwhile, in San Vito Lo Capo, an eleven-year-old boy attempted to stab his technology teacher. Wearing a full-face helmet to avoid recognition, wielding two knives, he broadcast the assault live on Telegram. A message posted hours earlier on TikTok was unequivocal: “Don’t blame me for what I will do in four hours.” The school claims there were no warning signs, that the boy was doing well academically, and that there had been no conflicts. The headmaster calls for the protection of the minor. Politics, obviously, cries out in shock. Ars President Galvagno recalls that the Region has just approved a law banning smartphone use among children. But it is not enough, he says. Indeed, it is not enough. Because the problem is not the phones, but the black soul of a generation raised on digital hatred, spectacularized violence, and a lack of limits. And no law can ever fill that void.

In Reggio Emilia, meanwhile, the prefecture has banned concerts by Kanye West and Travis Scott at the RCF Arena. Reasons of public order and security are cited in the decree. But this is merely the latest chapter in a grotesque saga involving tickets sold at insane prices, anti-Semitic controversies, fired artistic directors, and festivals changing names in attempts to save themselves. The American rapper, known for his anti-Semitic outbursts, had already seen shows cancelled in other countries. Codacons and the Jewish community applied pressure, and the prefect yielded. Democracy, at times, can be very sensitive. Pity that the same sensitivity does not apply to the fate of Congolese children or refugees tortured in Libyan centers.

And it is precisely torture that the latest, desolate news of this Saturday addresses. Two appeals have been filed with the European Court of Human Rights against Italy. They were submitted by a man who fled South Sudan and an Ivorian woman, both survivors of the atrocities committed by Libyan General Osama Almasri, accused of war crimes and crimes against humanity by the International Criminal Court. Italy, you will recall, did not execute the arrest warrant issued by the Court and allowed Almasri to return freely to Libya. The two appellants seek justice. Italy, as usual, will turn a deaf ear. Because justice, when it concerns the weak, is always slow. When it concerns the powerful, it is non-existent.

Today, dear readers, the world offered us a spectacle of desolation. Children dying of a virus that could be stopped; children wielding knives against their teachers; governments debating dates while bombs fall; prefects banning concerts to avoid offending religions; and states betraying international law to avoid antagonizing a despot. RVSCB has no need to add anything further. Reality, as always, has already said everything. And it is disgusting.

Sources:

  • Africa CDC, Briefing on the Ebola Bundibugyo Outbreak, May 30, 2026
  • Kaseya, Jean, Media Statement, May 30, 2026
  • Presidency of the Council of Ministers, Note on Participation in the E5 Berlin Summit, May 30, 2026
  • Adnkronos, “Russian Drone Hits Romania. Meloni: ‘Very Serious’,” May 30, 2026
  • Adnkronos, “San Vito Lo Capo, 11-Year-Old Attempts to Stab Teacher,” May 30, 2026
  • Prefecture of Reggio Emilia, Decree Banning Kanye West and Travis Scott Concerts, May 30, 2026
  • European Court of Human Rights, Receipt of Appeals Against Italy in the Almasri Case, May 30, 2026

RVSCB – Archive of Uncomfortable Truths, May 30, 2026

“I’m not interested in being loved. I’m interested in being read after they’ve hated me.”

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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