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Missili sotto terra, cavalli per strada, operai in catene: il primo giorno del nuovo caos

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
1 Giugno 2026
in Editoriale
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Missili sotto terra, cavalli per strada, operai in catene: il primo giorno del nuovo caos
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Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 1 giugno 2026

L’Iran ha missili. Molti missili. Lo dice la Cnn, che ha studiato le immagini satellitari e ha visto i bulldozer della Repubblica islamica rimuovere le macerie dagli ingressi dei tunnel sotterranei. Gli attacchi americani e israeliani avevano seppellito quelle porte, convinti di aver messo in ginocchio l’arsenale di Teheran. Ma il nemico, si sa, non sta mai fermo a guardare mentre lo seppellisci. Ha ruspe, autocarri, determinazione.

 

 

Ha cinquantanove ingressi colpiti, e cinquanta sono già stati riaperti. Ha una riserva di missili a lungo raggio che aspetta solo il comando per trasformare il Medio Oriente in un rogo. Il presidente Trump continua a ripetere che l’Iran è a corto di armi, che la guerra è vinta, che i negoziati sono a un passo. Ma il Pentagono tace, e i fatti urlano. La strategia americana, commenta un esperto, rischia di rivelarsi un magnifico successo tattico e un clamoroso fallimento strategico. Traduzione: hanno distrutto qualche strada, ma il nemico è più vivo che mai. E mentre i diplomatici giocano a rimpiattino, i missili aspettano sottoterra.

Mentre il mondo trema all’idea di una nuova ondata di fuoco, sotto terra, in Piemonte, un uomo è fermo in una grotta. La grotta si chiama dei Cinghiali Volanti, nome che suona quasi come una presa in giro del destino. L’uomo è bloccato a centoventi metri di profondità, probabilmente da una frana. I soccorritori sono arrivati da tre regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia. La macchina dei salvataggi si è messa in moto, ma il tempo scorre e l’ossigeno non è infinito. Non c’è politica in questa storia, non ci sono interessi nazionali. C’è solo un uomo che ha voluto esplorare le viscere della terra e che ora aspetta che qualcuno lo tiri fuori. Mentre i potenti discutono di uranio e di sanzioni, i tecnici del soccorso alpino lavorano in silenzio, senza titoli sui giornali, senza tweet. La vera guerra, a volte, è quella contro il tempo e la roccia.

In superficie, a Roma, la parata del 2 giugno rischia di essere ricordata più per una fuga di cavalli che per le celebrazioni della Repubblica. La notte tra il 29 e il 30 maggio, i fuochi d’artificio hanno fatto imbizzarrire gli animali della squadra a cavallo della polizia locale. I cavalli sono scappati, seminando il panico per le strade. Una agente, Emanuela Nardelli, è finita in ospedale. Ora si sta riprendendo, ma non potrà partecipare alla parata. Quattro vigili urbani, quelli che avevano acceso i fuochi, sono stati esclusi dalla cerimonia. Il comandante De Sclavis ha parlato di uno tsunami, ma ha ordinato ai suoi agenti di tenere la testa alta. Un ordine che suona quasi comico, in una città che di tsunami ne ha visti pochi ma di folli episodi quotidiani molti. I cavalli, intanto, sono tornati nelle scuderie. L’orgoglio del corpo, assicura il comandante, resta intatto. Peccato che l’orgoglio, da solo, non ricostruisca la fiducia di una popolazione che vede i propri rappresentanti in sella ad animali impazziti.

Non si fermano qui le vergogne italiane. A Milano, il consolato americano è stato teatro di uno scandalo da terzo mondo. La Caddell Construction, la società incaricata di costruire la nuova sede diplomatica, ha sfruttato operai indiani con modalità da caporalato. I lavoratori, reclutati in India con la promessa di stipendi dignitosi, hanno dovuto pagare cinquemila euro di tangente per ottenere il visto. Una volta arrivati, si sono trovati in cantiere a lavorare dodici ore al giorno, sei giorni su sette, per una busta paga netta di seicento euro. Le trattenute per vitto e alloggio erano salatissime. La minaccia di licenziamento e di rimpatrio li teneva in ostaggio. Il manager Ulas Demir, cittadino turco, ha scoperto di essere indagato e ha tentato la fuga in patria con la famiglia. I carabinieri lo hanno fermato all’aeroporto di Bergamo. Il consolato, che dovrebbe rappresentare la democrazia e il rispetto dei diritti, è diventato il palcoscenico di uno sfruttamento da schiavitù. La procura di Milano parla di un meccanismo criminale ricorrente. E la Caddell, invece di controllare i propri subappaltatori, faceva finta di non vedere.

Infine, il virus che non smette di ricordarci che il mondo è piccolo e le difese fragili. Un uomo originario della Repubblica Democratica del Congo, residente a Cagliari, è tornato a casa dopo una visita ai parenti. Durante il viaggio ha superato i controlli perché partito da Kinshasa e atterrato a Fiumicino via Il Cairo. Nessuno gli ha chiesto nulla. Poi, arrivato in Sardegna, ha avuto febbre alta. Ha chiamato il 118. Ora è isolato nel reparto Malattie infettive dell’ospedale Santissima Trinità. I campioni sono stati spediti allo Spallanzani. Il risultato si attende per oggi. Se fosse Ebola, sarebbe il primo caso in Italia. Ma tanto i controlli sono rigorosi, le frontiere sono sicure, la pandemia non esiste più. Lo diceva qualcuno, chissà chi.

Oggi il mondo offre uno spettacolo desolante di missili nascosti, uomini intrappolati sottoterra, cavalli impazziti, operai ridotti in schiavitù e virus che viaggiano liberi sui voli di linea. La diplomazia è un teatrino, le celebrazioni una farsa, le istituzioni un buco nell’acqua. E noi, spettatori distratti, aspettiamo la prossima notizia. RVSCB non si stanca di guardare. Ma voi dovreste stancarvi di subire.

Bibliografia

CNN, “Iran has reopened 50 tunnel entrances, missiles ready for new war”, 1 giugno 2026
Lair, Sam, Dichiarazione al James Martin Center for Nonproliferation Studies, 31 maggio 2026
Adnkronos, “Speleologo bloccato a 120 metri in grotta dei Cinghiali Volanti”, 31 maggio 2026
Adnkronos, “Cavalli in fuga a Roma, 4 vigili urbani fuori dalla parata del 2 giugno”, 31 maggio 2026
Adnkronos, “Consolato Usa Milano, manager Caddell fermato per caporalato”, 31 maggio 2026
Adnkronos, “Ebola, caso sospetto a Cagliari: paziente in isolamento”, 31 maggio 2026

RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 1 giugno 2026

“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”

Missiles Underground, Horses on the Streets, Workers in Chains: The First Day of New Chaos

The Coffee of Shame – June 1, 2026 Edition

Iran has missiles. Many missiles. CNN says so, having studied satellite imagery and seen the bulldozers of the Islamic Republic clearing debris from the entrances of underground tunnels. American and Israeli attacks had buried those gates, convinced they had brought Tehran’s arsenal to its knees. But the enemy, as we know, never stands still while you bury them. They have excavators, trucks, determination. They have fifty-nine entrances struck, and fifty are already reopened. They possess a reserve of long-range missiles waiting only for the command to turn the Middle East into a inferno. President Trump continues to repeat that Iran is short on weapons, that the war is won, and that negotiations are a step away. But the Pentagon is silent, and the facts scream. The American strategy, comments an expert, risks revealing itself as a magnificent tactical success and a clamorous strategic failure. Translation: they destroyed a few roads, but the enemy is more alive than ever. And while diplomats play hide-and-seek, missiles wait underground.

While the world trembles at the thought of a new wave of fire, deep underground in Piedmont, a man is stuck in a cave. The cave is called “Flying Boars,” a name that sounds almost like a mockery of fate. The man is trapped at a depth of one hundred and twenty meters, likely due to a landslide. Rescuers have arrived from three regions: Piedmont, Liguria, and Lombardy. The rescue machinery is in motion, but time is passing and oxygen is not infinite. There is no politics in this story, no national interests. There is only a man who wanted to explore the bowels of the earth and now waits for someone to pull him out. While the powerful discuss uranium and sanctions, Alpine rescue technicians work in silence, without headlines, without tweets. The real war, sometimes, is against time and rock.

On the surface, in Rome, the June 2nd parade risks being remembered more for a stampede of horses than for the Republic’s celebrations. Between the night of May 29th and 30th, fireworks caused the local police horse unit’s animals to go berserk. The horses escaped, spreading panic through the streets. An officer, Emanuela Nardelli, ended up in the hospital. She is recovering now, but will not be able to participate in the parade. Four urban guards, those who had ignited the fireworks, have been excluded from the ceremony. Commander De Sclavis spoke of a tsunami, but ordered his officers to keep their heads high. An order that sounds almost comical in a city that has seen few tsunamis but many daily mad episodes. The horses, meanwhile, have returned to the stables. The corps’ pride, assures the commander, remains intact. Pity that pride alone does not rebuild the trust of a population that sees its representatives riding panicked animals.

Italian shames do not stop there. In Milan, the American consulate was the scene of a Third World-style scandal. Caddell Construction, the company tasked with building the new diplomatic headquarters, exploited Indian workers with methods reminiscent of labor trafficking. The workers, recruited in India with the promise of decent wages, had to pay five thousand euros in bribes to obtain a visa. Upon arrival, they found themselves working twelve-hour days, six days a week, on a construction site for a net paycheck of six hundred euros. Deductions for food and lodging were exorbitant. The threat of dismissal and repatriation held them hostage. Manager Ulas Demir, a Turkish citizen, discovered he was under investigation and attempted to flee to his homeland with his family. The Carabinieri stopped him at Bergamo airport. The consulate, which should represent democracy and respect for rights, became the stage for slavery-like exploitation. The Milan prosecutor’s office speaks of a recurring criminal mechanism. And Caddell, instead of monitoring its subcontractors, pretended not to see.

Finally, the virus that refuses to stop reminding us that the world is small and defenses fragile. A man originally from the Democratic Republic of the Congo, residing in Cagliari, returned home after visiting relatives. During the journey, he passed controls because he departed from Kinshasa and landed in Rome via Cairo. No one asked him anything. Then, upon arriving in Sardinia, he developed a high fever. He called 118. He is now isolated in the Infectious Diseases ward of the Santissima Trinità hospital. Samples have been sent to the Spallanzani institute. The result is awaited today. If it is Ebola, it would be the first case in Italy. But of course, controls are rigorous, borders are secure, and pandemics no longer exist. Someone said so, who knows who.

Today the world offers a desolate spectacle of hidden missiles, men trapped underground, panicked horses, workers reduced to slavery, and viruses traveling freely on commercial flights. Diplomacy is a puppet theater, celebrations a farce, institutions a drop in the ocean. And we, distracted spectators, await the next news item. RVSCB does not tire of watching. But you should tire of enduring.

Sources:

  • CNN, “Iran Has Reopened 50 Tunnel Entrances, Missiles Ready for New War,” June 1, 2026
  • Lair, Sam, Statement to the James Martin Center for Nonproliferation Studies, May 31, 2026
  • Adnkronos, “Caver Stuck 120 Meters Deep in Flying Boars Cave,” May 31, 2026
  • Adnkronos, “Horses Escape in Rome, 4 Urban Guards Excluded from June 2 Parade,” May 31, 2026
  • Adnkronos, “US Consulate Milan, Caddell Manager Stopped for Labor Trafficking,” May 31, 2026
  • Adnkronos, “Ebola, Suspicious Case in Cagliari: Patient Isolated,” May 31, 2026

RVSCB – Archive of Uncomfortable Truths, June 1, 2026

“I’m not interested in being loved. I’m interested in being read after they’ve hated me.”

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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