Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 15 giugno 2026
Il Giappone è sbarcato a Roma, oggi. La premier Sanae Takaichi, in missione europea, incontrerà Giorgia Meloni a Villa Pamphilij per verificare lo stato di avanzamento delle intese firmate a Tokyo lo scorso gennaio. Partenariato strategico speciale, G20 in vista, sessanta anni di relazioni diplomatiche da celebrare.
Si parlerà di spazio, di difesa, del Global Combat Air Programme che unisce Italia, Giappone e Regno Unito in un caccia di sesta generazione. Si parlerà di commercio – dodici miliardi e trecento milioni di euro di interscambio nel duemilaventicinque, quattro miliardi e quattrocento milioni di avanzo per l’Italia – e di materie prime critiche, di stabilità nell’Indo-Pacifico, di pace giusta e duratura in Ucraina e in Medio Oriente. Parole nobili, dichiarazioni asettiche. L’appuntamento è alle undici e quindici. I comunicati sono già pronti.
Sempre oggi, a Evian, prende il via il vertice del G7. La presidenza francese ha preparato un’agenda fitta: sostegno a Kiev, stabilità mediorientale dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran, partenariati con i paesi emergenti, intelligenza artificiale. Donald Trump arriverà nel tardo pomeriggio e sarà ricevuto da Emmanuel Macron. Poi la cena di lavoro, e domani l’incontro con Volodymyr Zelensky, presente per una sessione dedicata alla pace e alla sicurezza dell’Europa. Il quadro è solenne. Ma mentre i leader si preparano a sorridere per i fotografi, Kiev ha subito un massiccio attacco missilistico. Il sindaco Klitschko ha parlato di edifici colpiti nei quartieri di Podilsky e Obolonsky. Attacchi anche a Kharkiv. La guerra, quella vera, non si ferma per i vertici. E i riflettori, puntati sui tavoli internazionali, non illuminano le macerie.
L’accordo tra Stati Uniti e Iran, quello che dovrebbe porre fine alla guerra, verrà firmato venerdì a Ginevra. Trump ha annunciato la rimozione immediata del blocco navale e la riapertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi. Ma i nodi restano. Il programma nucleare iraniano sarà oggetto di negoziati successivi, che secondo Teheran dovrebbero partire solo dopo lo scongelamento dei propri beni bloccati all’estero – miliardi di dollari – e la cessazione di tutte le sanzioni. Una fonte americana ha smentito: “Non ci saranno fondi scongelati se gli iraniani non onoreranno i loro impegni”. Netanyahu non si è ancora pronunciato ufficialmente, ma Trump lo ha definito “una persona davvero difficile”, aggiungendo che se l’Iran avesse l’arma nucleare, Israele sparirebbe in un paio d’ore. Il malumore tra i due alleati è palpabile, e Israele ha appena condotto un attacco su Beirut che ha rischiato di far saltare i colloqui. La pace è un prodotto fragile. Si firma a distanza, si rompe con un missile.
Infine, la cronaca che toglie il fiato. In Brasile, una ragazza di ventun anni, Maria Eduarda Rodrigues de Freitas, è morta dopo essere stata lanciata da un ponte per un salto di bungee jumping. Gli addetti avevano dimenticato di agganciare la corda. I video mostrano il corpo che precipita nel vuoto da trenta metri senza alcuna protezione. Tre persone sono state arrestate, due addetti hanno tentato la fuga nella foresta. L’attività non era autorizzata. Il fidanzato della vittima ha accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale. La Polizia militare ha aperto un’indagine, e il governo federale è stato accusato di non aver vigilato. Una morte assurda, evitabile, che poteva essere fermata da una semplice verifica. Invece la corda è rimasta sulla balaustra, inutilizzata, mentre la ragazza volava verso il suolo.
Il caffè di questo lunedì è un composto indigesto di diplomazie patinate, guerre che non si fermano, accordi pieni di zone grigie e morti che avrebbero potuto non accadere. Meloni stringe la mano a Takaichi, Macron accoglie Trump, Zelensky cerca aiuti, l’Iran attende i suoi miliardi, e una ragazza brasiliana muore perché qualcuno non ha fatto il suo lavoro. Il mondo va avanti così, a scatti disordinati. E noi, dietro la scrivania, beviamo il nostro caffè e cerchiamo di dare un senso a tutto questo. Forse non ce n’è. O forse il senso è proprio questo: un’alternanza di eventi grandi e piccoli, di decisioni epocali e stupidaggini letali, di vite che si incrociano e si perdono. E la corda, quella che nessuno ha legato, continua a ondeggiare nel vuoto. Come un promemoria. Come una condanna.
Bibliografia
Adnkronos, “Italia-Giappone, oggi Meloni incontra premier Takaichi in visita a Roma”, 15 giugno 2026.
Adnkronos, “G7 al via oggi a Evian, riflettori su Trump e bilaterale con Macron”, 15 giugno 2026.
Adnkronos, “Ucraina, massiccio attacco missilistico su Kiev”, 15 giugno 2026.
Adnkronos, “Accordo Usa-Iran, i punti critici: nucleare, sanzioni e fondi di Teheran”, 15 giugno 2026.
Adnkronos, “Ragazza lanciata dal ponte, bungee jumping senza corda: 21enne muore in Brasile”, 14 giugno 2026.
RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 15 giugno 2026
“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”

Diplomacy, Missiles, and a Rope No One Tied
The Coffee of SHAME – June 15, 2026 Edition
Japan has landed in Rome today. Prime Minister Sanae Takaichi, on a European mission, will meet Giorgia Meloni at Villa Pamphilj to verify the progress of agreements signed in Tokyo last January. Special Strategic Partnership, impending G20, sixty years of diplomatic relations to celebrate. They will speak of space, of defense, of the Global Combat Air Programme uniting Italy, Japan, and the UK in a sixth-generation fighter jet. They will discuss trade—12.3 billion euros in exchange in 2025, a 4.4 billion surplus for Italy—and critical raw materials, stability in the Indo-Pacific, just and durable peace in Ukraine and the Middle East. Noble words, aseptic declarations. The appointment is at 11:15. Press releases are already ready.
Also today, the G7 summit begins in Evian. The French presidency has prepared a packed agenda: support for Kyiv, Middle East stability following the agreement between the United States and Iran, partnerships with emerging countries, artificial intelligence. Donald Trump will arrive in the late afternoon and be received by Emmanuel Macron. Then a working dinner, and tomorrow the meeting with Volodymyr Zelensky, present for a session dedicated to peace and security in Europe. The scene is solemn. But while leaders prepare to smile for photographers, Kyiv has suffered a massive missile attack. Mayor Klitschko spoke of buildings hit in the Podilskyi and Obolon districts. Attacks also in Kharkiv. The war, the real one, does not stop for summits. And the spotlights, focused on international tables, do not illuminate the rubble.
The agreement between the United States and Iran, the one supposed to end the war, will be signed Friday in Geneva. Trump announced the immediate removal of the naval blockade and the reopening of the Strait of Hormuz without tolls. But knots remain. The Iranian nuclear program will be the subject of subsequent negotiations, which according to Tehran should start only after the unfreezing of their blocked assets abroad—billions of dollars—and the cessation of all sanctions. An American source denied this: “There will be no funds unfrozen if the Iranians do not honor their commitments.” Netanyahu has not yet officially commented, but Trump defined him as “a really difficult person,” adding that if Iran had the nuclear weapon, Israel would disappear in a couple of hours. The displeasure between the two allies is palpable, and Israel has just conducted an attack on Beirut that risked blowing up the talks. Peace is a fragile product. It is signed remotely, broken by a missile.
Finally, the news that takes your breath away. In Brazil, a twenty-one-year-old girl, Maria Eduarda Rodrigues de Freitas, died after being thrown from a bridge for a bungee jump. The staff had forgotten to attach the rope. Videos show the body plummeting into the void from thirty meters without any protection. Three people were arrested, two staff members attempted to flee into the forest. The activity was unauthorized. The victim’s fiancé complained of illness and was transported to the hospital. The Military Police opened an investigation, and the federal government was accused of failing to supervise. An absurd, avoidable death that could have been stopped by a simple check. Instead, the rope remained on the railing, unused, while the girl flew toward the ground.
This Monday’s coffee is an indigestible compound of glossy diplomacies, wars that do not stop, agreements full of gray areas, and deaths that could have been avoided. Meloni shakes hands with Takaichi, Macron welcomes Trump, Zelensky seeks help, Iran waits for its billions, and a Brazilian girl dies because someone didn’t do their job. The world moves forward like this, in disorderly jumps. And we, behind the desk, drink our coffee and try to make sense of all this. Perhaps there is none. Or perhaps the meaning is exactly this: an alternation of big and small events, of epochal decisions and lethal stupidities, of lives that cross and get lost. And the rope, the one no one tied, continues to sway in the void. Like a reminder. Like a condemnation.
Bibliography
- Adnkronos, “Italy-Japan, Today Meloni Meets PM Takaichi Visiting Rome,” June 15, 2026.
- Adnkronos, “G7 Starts Today in Evian, Spotlights on Trump and Bilateral with Macron,” June 15, 2026.
- Adnkronos, “Ukraine, Massive Missile Attack on Kyiv,” June 15, 2026.
- Adnkronos, “US-Iran Agreement, Critical Points: Nuclear, Sanctions, and Tehran Funds,” June 15, 2026.
- Adnkronos, “Girl Thrown from Bridge, Bungee Jump Without Rope: 21-Year-Old Dies in Brazil,” June 14, 2026.
RVSCB – Archive of Uncomfortable Truths, June 15, 2026
“I am not interested in being loved. I am interested in being read after they have hated me.”



















