Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 16 giugno 2026
La notizia, a prima vista, è confortante. Giorgia Meloni e Donald Trump si sono ritrovati a Evian, sorrisi, battute, un clima definito “molto disteso”. Dopo le critiche del presidente americano, che aveva accusato la premier italiana di mancanza di coraggio e di scarso sostegno nel conflitto contro l’Iran, il vertice del G7 ha offerto l’occasione per un riavvicinamento.
L’incontro è stato descritto come cordiale, e sui social Emmanuel Macron ha accolto la premier italiana con le note di “Felicità” di Albano e Romina. Una scenografia perfetta per un evento che, come sempre, promette molto e mantiene poco. Ma sotto la superficie dei sorrisi e delle strette di mano, la realtà è più complessa e meno rassicurante.
La giornata di Evian ha visto anche la disponibilità dell’Italia, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, a valutare una missione navale per lo sminamento dello Stretto di Hormuz. Una dichiarazione importante, che segna un impegno concreto, anche se Trump ha indicato che tale opzione potrebbe non essere strettamente necessaria. La frase della premier – “pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale” – suona come un passo avanti, ma lascia ancora molte domande aperte. La politica estera italiana, come spesso accade, si muove tra la volontà di mostrarsi affidabile agli occhi degli alleati e la cautela dettata da equilibri interni e da un parlamento che, sulla difesa, non sempre parla con una voce sola.
Intanto, il mercato celebra la pace. L’oro è risalito a 4.323 dollari l’oncia, l’argento a 70,3 dollari, il petrolio è sceso a 83 dollari al barile. Gli analisti spiegano che la distensione in Medio Oriente riduce i rischi inflazionistici legati all’energia e apre scenari più favorevoli per i metalli preziosi. Ma c’è un’ombra: la Federal Reserve, con il neo governatore Kevin Warsh, si riunisce mercoledì, e il suo messaggio potrebbe cambiare le carte in tavola. La guerra è finita, a quanto pare, ma la finanza, come la politica, non si ferma mai.
E proprio sulla guerra, il New York Times ha pubblicato un’analisi che fa discutere: Trump come Putin? Il quotidiano americano sottolinea le similitudini tra i due leader, entrambi convinti della mentalità del più forte, entrambi incapaci di elaborare un piano B per il dopo conflitto. Fiona Hill, ex funzionaria del Consiglio di sicurezza nazionale, scrive che Trump, come Putin, ha iniziato una guerra con una comprensione limitata della parte opposta, pensando che una volta decapitato il sistema, questo sarebbe caduto. È un’accusa pesante, che getta un’ombra sulle parole distese di Evian e sulla retorica della vittoria che accompagna ogni annuncio di accordo.
In questo quadro, Zelensky ha proposto un incontro con Putin negli Stati Uniti, sperando che il leader russo possa trovare più difficile rifiutare un’offerta fatta a casa di Trump. Una mossa di strategia diplomatica che mostra come l’Ucraina, pur ferita e stremata, continui a giocare le sue carte con intelligenza. Ma il Cremlino, come sempre, non ha risposto in modo chiaro, e la prospettiva di un vertice tra i due leader resta ancora lontana, nonostante le dichiarazioni ottimistiche del presidente americano.
Infine, la notizia che forse più di tutte dovrebbe far riflettere: la Cia avrebbe espresso dubbi sulla reale volontà dell’Iran di abbandonare il programma nucleare. Secondo Axios, il direttore John Ratcliffe, insieme a Rubio e Hegseth, avrebbe sollevato perplessità sulla coerenza tra le posizioni private dei funzionari iraniani e i messaggi inviati ai mediatori. Il memorandum firmato domenica lascia ampio spazio all’interpretazione, e la questione nucleare è stata rinviata a una fase successiva di sessanta giorni. La pace, in questo contesto, sembra più un armistizio che una soluzione definitiva, un compromesso che tiene insieme le apparenze ma non scioglie i nodi più profondi.
Il caffè di questa mattina è un composto di aspettative e dubbi, di sorrisi diplomatici e rapporti di intelligence che raccontano una verità diversa. La pace si firma, i mercati festeggiano, i leader si stringono la mano. Ma sotto la superficie, la guerra e le sue ombre continuano a disegnare il futuro. E l’oro, intanto, continua a salire. Come se il mondo sapesse che la stabilità, quella vera, è ancora lontana.
**Bibliografia**
Adnkronos, “G7, Meloni ritrova Trump: clima disteso dopo le polemiche”, 15 giugno 2026.
Adnkronos, “Oro e argento con vento in poppa, cosa si aspettano i mercati”, 16 giugno 2026.
Adnkronos, “Guerra in stallo e niente piano B, Trump come Putin? L’analisi”, 16 giugno 2026.
Adnkronos, “Ucraina-Russia, Zelensky e la proposta a Putin: Incontro in Usa da Trump”, 16 giugno 2026.
Adnkronos, “Accordo Usa-Iran, la Cia avverte Trump: Dubbi su stop di Teheran a programma nucleare”, 16 giugno 2026.
Hill, Fiona, “Policy Paper on the Stalemate in Ukraine and Iran”, Brookings Institution, giugno 2026.
RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 16 giugno 2026
“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”

Evian’s Smiles, CIA Doubts, and Gold Dancing on Virtual Peace
The Caffè della VerGOGNA – June 16, 2026 Edition
At first glance, the news is reassuring. Giorgia Meloni and Donald Trump met in Évian with smiles, witticisms, and an atmosphere described as “very relaxed.” Following American President’s earlier criticism—accusing the Italian Prime Minister of a lack of courage and insufficient support in the conflict against Iran—the G7 summit provided the opportunity for a rapprochement. The meeting was characterized as cordial, with Emmanuel Macron welcoming the Italian leader on social media to the strains of Al Bano and Romina Power’s “Felicità” (Happiness). It was a perfect backdrop for an event that, as always, promises much and delivers little. Yet beneath the surface of smiles and handshakes, reality is far more complex and less comforting.
The day in Évian also saw Italy, alongside France, Germany, and the United Kingdom, express readiness to consider a naval mission to clear mines from the Strait of Hormuz. This is a significant declaration marking concrete commitment, even though Trump indicated that such an option might not be strictly necessary. The Prime Minister’s statement—”ready, together with other partners and subject to the necessary parliamentary authorization, to contribute to an international naval presence”—sounds like a step forward, yet it leaves many questions unanswered. Italian foreign policy, as often happens, navigates between the desire to appear reliable to allies and the caution dictated by internal balances and a parliament that does not always speak with a single voice on defense matters.
Meanwhile, the markets are celebrating peace. Gold has risen to $4,323 per ounce, silver to $70.3, and oil has fallen to $83 per barrel. Analysts explain that détente in the Middle East reduces inflationary risks linked to energy and opens scenarios more favorable for precious metals. However, there is a shadow: the Federal Reserve, with new Governor Kevin Warsh, meets on Wednesday, and its message could change the cards on the table. The war may be over, apparently, but finance, like politics, never sleeps.
And precisely regarding the war, The New York Times published an analysis sparking debate: Trump as Putin? The American daily highlights similarities between the two leaders, both convinced by a mentality of strength, both incapable of formulating a Plan B for the post-conflict phase. Fiona Hill, a former official on the National Security Council, writes that Trump, like Putin, started a war with a limited understanding of the opposing side, believing that once the system was decapitated, it would collapse. It is a heavy accusation casting a shadow over the peaceful words from Évian and the rhetoric of victory accompanying every announcement of agreement.
Within this framework, Zelenskyy has proposed a meeting with Putin in the United States, hoping the Russian leader might find it more difficult to refuse an offer made at Trump’s home. A diplomatic maneuver showing that Ukraine, though wounded and exhausted, continues to play its cards with intelligence. But the Kremlin, as always, has not responded clearly, and the prospect of a summit between the two leaders remains distant despite the American president’s optimistic declarations.
Finally, the news that perhaps most should provoke reflection: the CIA has expressed doubts regarding Iran’s genuine willingness to abandon its nuclear program. According to Axios, Director John Ratcliffe, along with Rubio and Hegseth, raised concerns about the coherence between private positions held by Iranian officials and messages sent to mediators. The memorandum signed Sunday leaves ample room for interpretation, and the nuclear question has been deferred to a subsequent sixty-day phase. Peace, in this context, appears more like an armistice than a definitive solution, a compromise that holds appearances together without untangling the deepest knots.
This morning’s coffee is a blend of expectations and doubts, of diplomatic smiles and intelligence reports telling a different truth. Peace is signed, markets celebrate, leaders shake hands. But beneath the surface, the war and its shadows continue to draw the future. And gold, meanwhile, keeps rising. As if the world knew that true stability is still far away.
Bibliography
Adnkronos, “G7, Meloni Reunites with Trump: Relaxed Climate After Controversies,” June 15, 2026.
Adnkronos, “Gold and Silver with Tailwinds: What Markets Expect,” June 16, 2026.
Adnkronos, “War Stalled and No Plan B, Trump as Putin? The Analysis,” June 16, 2026.
Adnkronos, “Ukraine-Russia, Zelenskyy and Proposal to Putin: Meeting in US hosted by Trump,” June 16, 2026.
Adnkronos, “US-Iran Agreement, CIA Warns Trump: Doubts Over Tehran Halting Nuclear Program,” June 16, 2026.
Hill, Fiona, “Policy Paper on the Stalemate in Ukraine and Iran,” Brookings Institution, June 2026.
RVSCB – Archive of Uncomfortable Truths, June 16, 2026
“I am not interested in being loved. I am interested in being read after they have hated me.”



















