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Il patentino, il G7 e il cardinale che guarda dall’alto: il teatrino del mercoledì

Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 17 giugno 2026

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
17 Giugno 2026
in Editoriale
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Il patentino, il G7 e il cardinale che guarda dall’alto: il teatrino del mercoledì
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Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 17 giugno 2026

La notizia, a prima vista, è confortante. Giorgia Meloni e Donald Trump si sono ritrovati a Evian, sorrisi, battute, un clima definito “molto disteso”. Dopo le critiche del presidente americano, che aveva accusato la premier italiana di mancanza di coraggio e di scarso sostegno nel conflitto contro l’Iran, il vertice del G7 ha offerto l’occasione per un riavvicinamento.

 

 

L’incontro è stato descritto come cordiale, e sui social Emmanuel Macron ha accolto la premier italiana con le note di “Felicità” di Albano e Romina. Una scenografia perfetta per un evento che, come sempre, promette molto e mantiene poco. Ma sotto la superficie dei sorrisi e delle strette di mano, la realtà è più complessa e meno rassicurante. Nel frattempo, a Roma, la fiera “Più libri più liberi” è diventata un campo di battaglia culturale e politico, con la maggioranza di governo che vede nella richiesta di sottoscrivere una dichiarazione di rispetto dei valori costituzionali e antifascisti una vera e propria censura. La premier ha parlato di “patentino antifascista”, limitazione della libertà di pensiero. Gli organizzatori replicano che si tratta solo di aderire ai principi della Costituzione repubblicana, e la disputa si trascina tra intellettuali, ministri e opinionisti, mentre la fiera si prepara alla sua venticinquesima edizione.

Proprio in queste ore, un’altra notizia ha scosso il mondo politico e religioso italiano: la scomparsa del cardinale Camillo Ruini. A novantacinque anni, l’uomo che ha guidato la Conferenza episcopale italiana per oltre un decennio lascia un vuoto che molti definiscono incolmabile. I messaggi di cordoglio si susseguono, trasversali e affettuosi. Giorgia Meloni lo ricorda come “una delle menti più lucide della società italiana”. Matteo Salvini parla di “punto di riferimento per milioni di cattolici”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottolinea il suo “profondo senso delle Istituzioni”. Romano Prodi rievoca un’amicizia antica e autentica, e si commuove. Il cardinale Ruini, che aveva una visione della Chiesa come “non irrilevante” nel dibattito pubblico, è stato anche un osservatore attento delle trasformazioni culturali e politiche dell’Italia. Una figura che, per decenni, ha saputo conciliare fedeltà alla dottrina e aperture al confronto, interpretando il cattolicesimo come una forza capace di animare la società civile. In un momento storico segnato da polarizzazioni e identità contrapposte, la sua eredità appare tanto più preziosa: la capacità di tenere insieme fede e ragione, tradizione e modernità, senza cedere a facili semplificazioni. E la sua assenza, in un’Italia che litiga su tutto, lascia un silenzio che fa più rumore di mille parole.

E mentre il governo discute di libertà di pensiero e gli intellettuali si dividono sulla legittimità di un “patentino” che ricorda l’antifascismo come valore costituzionale, il G7 a Evian procede tra dichiarazioni di unità e frecciate di rito. Trump punzecchia Meloni con un “sono stato abbandonato”, lei risponde ridendo, ma la tensione per il dossier iraniano è palpabile. Nel frattempo, il vertice si compatta sul sostegno all’Ucraina, e la premier italiana ribadisce la necessità di mantenere la pressione su Mosca, mentre la Russia continua a bombardare Kiev e il Cremlino non mostra segni di apertura al negoziato. La guerra, intanto, è a un punto morto, e i soldati sul campo pagano un prezzo che i leader, seduti nei saloni dell’hotel Royal, non conosceranno mai.

E poi c’è lo spazio, che ieri è stato al centro di un convegno del Centro Studi Americani. L’Europa è a rischio di retrocessione nella competizione spaziale globale. Frammentazione, mancanza di capitali, scarso coraggio politico. L’Italia ha eccellenze, ma le risorse sono poche. La Cina avanza, gli Stati Uniti dominano, e l’Europa fatica a trovare una visione comune. Un problema che, in fondo, è lo stesso che affligge il continente su molti altri fronti: grande storia, presente frammentato, futuro incerto.

Nel frattempo, il Lussemburgo ha inserito il diritto all’aborto nella sua Costituzione. È il secondo paese al mondo a farlo dopo la Francia. Un gesto che, in un’Europa che arretra su molti diritti, suona come un segnale di lungimiranza. Ma l’Italia, ancora una volta, non è in quella lista. Qui si litiga su un patentino antifascista mentre il mondo cambia e i diritti si conquistano o si perdono.

Il caffè di questa mattina è un composto amaro di contraddizioni. Si discute di antifascismo e di libertà di pensiero, ma le bombe cadono su Kiev. Si piange un cardinale che ha segnato la storia della Chiesa italiana, ma si dimentica che la fede, senza coerenza, è solo retorica. Si esalta la pace e la cooperazione internazionale, ma si litiga su tutto, senza mai trovare un punto d’incontro. Il vero miracolo, in questo paese e in questo mondo, sarebbe imparare a parlarsi senza urlare, a dissentire senza trasformare ogni divergenza in una guerra. Ma forse, questo è un sogno che nemmeno un cardinale illuminato potrebbe esaudire.

Bibliografia

Adnkronos, “G7, Trump e Meloni tra frecciate e siparietti. Leader a Evian compatti su Ucraina”, 17 giugno 2026.
Adnkronos, “Ruini, il cordoglio di Meloni: ‘Eredità del cardinale generi nuovi frutti'”, 16 giugno 2026.
Adnkronos, “Spazio, la sfida della frammentazione europea e la necessità di un capitale paziente”, 16 giugno 2026.
Adnkronos, “Lussemburgo, è ufficiale: libertà di abortire in Costituzione”, 16 giugno 2026.
Avvenire, “Il patentino antifascista a Più libri più liberi è diventato un caso politico”, 15 giugno 2026.
Repubblica, “Meloni attacca il patentino antifascista: ‘È censura’”, 14 giugno 2026.
Corriere della Sera, “Più libri più liberi, il ministro Nordio: ‘Forse gli organizzatori non sanno che il codice penale reca la firma di Mussolini'”, 15 giugno 2026.
Il Libraio, “Cambia Più libri più liberi: direzione affidata a Paolo Di Paolo”, 10 giugno 2026.

RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 17 giugno 2026

“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”

 

Il Caffè della VerGOGNA – June 17, 2026 Edition

At first glance, the news is reassuring. Giorgia Meloni and Donald Trump met in Évian, smiles, witticisms, an atmosphere described as “very relaxed.” Following the American President’s earlier criticism—accusing the Italian Prime Minister of a lack of courage and insufficient support in the conflict against Iran—the G7 summit provided the opportunity for rapprochement. The meeting was characterized as cordial, with Emmanuel Macron welcoming the Italian leader on social media to the strains of Al Bano and Romina Power’s “Felicità” (Happiness). A perfect backdrop for an event that, as always, promises much and delivers little. Yet beneath the surface of smiles and handshakes, reality is far more complex and less comforting. Meanwhile, in Rome, the “Più libri più liberi” book fair has become a cultural and political battlefield, with the governing majority viewing the request to sign a declaration of respect for constitutional and anti-fascist values as outright censorship. The Prime Minister spoke of an “anti-fascist certification,” a limitation on freedom of thought. The organizers respond that it merely entails adherence to the principles of the Republican Constitution, and the dispute drags on between intellectuals, ministers, and opinion commentators, while the fair prepares for its twenty-fifth edition.

Precisely at these hours, another piece of news has shaken the Italian political and religious world: the passing of Cardinal Camillo Ruini. At ninety-five years old, the man who led the Italian Episcopal Conference for over a decade leaves a void many define as irreplaceable. Messages of condolence follow one another, transverse and affectionate. Giorgia Meloni remembers him as “one of the sharpest minds in Italian society.” Matteo Salvini speaks of him as “a reference point for millions of Catholics.” The President of the Republic, Sergio Mattarella, underscores his “deep sense of Institutions.” Romano Prodi evokes an ancient and authentic friendship, and becomes emotional. Cardinal Ruini, who held a vision of the Church as “not irrelevant” in public debate, was also an attentive observer of Italy’s cultural and political transformations. A figure who, for decades, knew how to reconcile fidelity to doctrine with openings toward dialogue, interpreting Catholicism as a force capable of animating civil society. At a historical moment marked by polarizations and opposing identities, his legacy appears all the more precious: the capacity to hold together faith and reason, tradition and modernity, without yielding to facile simplifications. And his absence, in an Italy that argues about everything, leaves a silence louder than a thousand words.

And while the government discusses freedom of thought and intellectuals divide over the legitimacy of a “certification” that recalls anti-fascism as a constitutional value, the G7 in Évian proceeds among declarations of unity and ritual barbs. Trump needles Meloni with “I’ve been abandoned,” she responds laughing, yet tension over the Iran dossier is palpable. Meanwhile, the summit consolidates on support for Ukraine, and the Italian Prime Minister reiterates the necessity of maintaining pressure on Moscow, while Russia continues to bombard Kiev and the Kremlin shows no signs of openness to negotiation. The war, meanwhile, is at a stalemate, and soldiers on the field pay a price that leaders, seated in the halls of the Royal hotel, will never know.

And then there is space, which yesterday was the center of a conference by the American Studies Center. Europe risks regression in global space competition. Fragmentation, lack of capital, scant political courage. Italy has excellences, but resources are few. China advances, the United States dominate, and Europe struggles to find a common vision. A problem that, fundamentally, is the same that afflicts the continent on many other fronts: great history, fragmented present, uncertain future.

Meanwhile, Luxembourg has inserted the right to abortion into its Constitution. It is the second country in the world to do so after France. A gesture that, in a Europe retreating on many rights, sounds like a signal of foresight. But Italy, once again, is not on that list. Here they argue over an anti-fascist certification while the world changes and rights are won or lost.

This morning’s coffee is a bitter blend of contradictions. They discuss anti-fascism and freedom of thought, yet bombs fall on Kiev. They mourn a cardinal who marked the history of the Italian Church, yet forget that faith, without coherence, is mere rhetoric. They exalt peace and international cooperation, yet they argue about everything, never finding a point of convergence. The true miracle, in this country and this world, would be learning to speak to each other without shouting, to disagree without turning every divergence into a war. But perhaps this is a dream even an enlightened cardinal could not grant.

Bibliography

Adnkronos, “G7, Trump and Meloni Between Barbs and Skits. Leaders in Évian United on Ukraine,” June 17, 2026.

Adnkronos, “Ruini, Meloni’s Condolences: ‘Cardinal’s Legacy Generates New Fruits’,” June 16, 2026.

Adnkronos, “Space, the Challenge of European Fragmentation and the Necessity of Patient Capital,” June 16, 2026.

Adnkronos, “Luxembourg, It’s Official: Freedom to Abort in the Constitution,” June 16, 2026.

Avvenire, “The Anti-Fascist Certification at Più Libri Più Libero Has Become a Political Case,” June 15, 2026.

Repubblica, “Meloni Attacks the Anti-Fascist Certification: ‘It’s Censorship’,” June 14, 2026.

Corriere della Sera, “Più Libri Più Libero, Minister Nordio: ‘Perhaps the Organizers Don’t Know That the Penal Code Bears Mussolini’s Signature’,” June 15, 2026.

Il Libraio, “Plus Libri Più Libero Changes: Direction Entrusted to Paolo Di Paolo,” June 10, 2026.

RVSCB – Archive of Uncomfortable Truths, June 17, 2026

“I am not interested in being loved. I am interested in being read after they have hated me.”

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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