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Caronte infuria, Viareggio fa i conti e il Venezuela trema ancora: il menù dell’assurdo

Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 26 giugno 2026

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
26 Giugno 2026
in Editoriale
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Caronte infuria, Viareggio fa i conti e il Venezuela trema ancora: il menù dell’assurdo
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Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 26 giugno 2026

L’anticiclone Caronte, quel mostro di calore che tiene l’Italia in ostaggio da settimane, ha deciso di concedere un ultimo, rovente assolo prima di cedere il passo. Nel corso del weekend, le temperature raggiungeranno i quaranta gradi all’ombra in mezza Italia, con l’indice bioclimatico che toccherà il livello massimo di “Pericolo” su Pianura Padana, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.

 

 

Le notti saranno “super tropicali”, con minime che non scenderanno sotto i ventisette-ventotto gradi, trasformando il sonno in un miraggio. Ma, come sempre, c’è una luce in fondo al tunnel: tra lunedì e martedì arriveranno i primi temporali, e mercoledì primo luglio una perturbazione atlantica dovrebbe finalmente sfondare le difese di Caronte, portando un po’ di sollievo. Peccato che il sollievo, in questo paese, arrivi sempre quando ormai il danno è fatto, e che il conto delle vittime del caldo, come ogni estate, si pagherà in silenzio, senza processi, senza risarcimenti, senza giustizia.

Sempre a Milano, ma in un contesto ben diverso, una ragazza di trentun anni ha scelto di denunciare una violenza subita in un locale del centro. Il coraggio di raccontare, di andare in caserma, di trasformare una ferita in un atto di giustizia, è un gesto che merita rispetto. La sua storia, purtroppo, è la stessa che migliaia di donne vivono ogni giorno, in silenzio, nella paura di non essere credute, di essere giudicate, di dover rivivere il trauma davanti a un giudice. La sua voce è un richiamo, un monito: denunciare fa paura, ma è la cosa giusta. Eppure, mentre una donna lotta per la giustizia, un’altra, Kathy Andreoni, è stata uccisa a fucilate dal marito a Camaiore, e suo figlio Mirko è morto con lei, vittima di un odio che nemmeno la morte riesce a spiegare. Due storie, due violenze, una stessa, identica indifferenza della società che guarda altrove.

In Venezuela, intanto, la terra continua a tremare. Dopo le due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno devastato Caracas, il bilancio è già di trentadue morti e settecento feriti, ma è destinato a salire. Le immagini dei palazzi crollati, delle strade trasformate in cumuli di macerie, delle persone che vagano tra le rovine, ricordano che la natura, quando si scatena, non fa sconti a nessuno, e che la solidarietà internazionale, spesso, arriva quando il peggio è già passato. Trump ha offerto aiuti, ma la politica, come sempre, si intreccia con il dolore, e non sempre la mano tesa è disinteressata.

Infine, la notizia che chiude il cerchio: la Cassazione ha confermato le condanne per la strage ferroviaria di Viareggio, dove il 29 giugno 2009 persero la vita trentadue persone. Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie dello Stato, dovrà scontare cinque anni di carcere. Una sentenza che arriva dopo sedici anni di processi, di attese, di battaglie legali. I familiari delle vittime hanno parlato di “parola fine”, ma quella fine, per loro, è solo l’inizio di un nuovo dolore, quello di sapere che la giustizia, quando arriva, è sempre troppo tardi. L’avvocato di Moretti ha parlato di sentenza “profondamente ingiusta”, ma per chi ha perso un figlio, un marito, un padre, la giustizia è solo una parola, un’eco lontana di un dolore che nessuna condanna potrà mai sanare.

Il caffè di questa mattina è un composto di caldo torrido, violenza e ingiustizia. Mentre Caronte infuria e il Venezuela trema, la giustizia italiana fatica a farsi strada, e una donna coraggiosa denuncia la sua violenza. Il mondo, come sempre, è un luogo complicato, dove il bene e il male si mescolano in un intreccio che spesso sembra senza soluzione. Ma forse, proprio in queste storie, c’è un filo di speranza: il coraggio di chi denuncia, la tenacia di chi cerca giustizia, la forza di chi ricomincia. Il resto, come al solito, è rumore.

Bibliografia

Adnkronos, “Fiammata dell’anticiclone nel weekend, picchi di 40°C all’ombra: le previsioni meteo”, 26 giugno 2026.

Adnkronos, “Denunciare fa paura, ma è la cosa giusta: il racconto della 31enne molestata nel bagno di un locale a Milano”, 25 giugno 2026.

Adnkronos, “Terremoto in Venezuela, il day after: l’elicottero in volo sulle zone colpite”, 25 giugno 2026.

Adnkronos, “Strage ferroviaria di Viareggio, condanne definitive: Moretti andrà in carcere”, 25 giugno 2026.

RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 26 giugno 2026

“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”

Caronte Rages, Viareggio Counts the Cost, and Venezuela Trembles Again: The Menu of the Absurd

Il Caffè della VerGOGNA – June 26, 2026 Edition

Anticyclone Caronte, that heat monster holding Italy hostage for weeks, has decided to grant one final, scorching solo before yielding. Over the weekend, temperatures will reach forty degrees Celsius in the shade across half of Italy, with the bioclimatic index reaching the maximum “Danger” level on the Po Valley, Tuscany, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Sicily, and Sardinia. Nights will be “super tropical,” with lows not dropping below twenty-seven to twenty-eight degrees, turning sleep into a mirage. But, as always, there is light at the end of the tunnel: between Monday and Tuesday, the first thunderstorms will arrive, and by Wednesday, July 1st, an Atlantic depression should finally breach Caronte’s defenses, bringing some relief. Pity that in this country, relief always arrives only after the damage is done, and the bill of heat victims, as every summer, will be paid in silence, without trials, without compensation, without justice.

Still in Milan, but in a very different context, a thirty-one-year-old woman chose to report violence suffered in a downtown venue. The courage to speak out, to go to the police station, to transform a wound into an act of justice, is a gesture deserving respect. Unfortunately, her story is the same one thousands of women live every day, in silence, fearing they will not be believed, will be judged, or will have to relive the trauma before a judge. Her voice is a call, a warning: reporting is frightening, but it is the right thing to do. Yet, while one woman fights for justice, another, Kathy Andreoni, was shot dead by her husband in Camaiore, and her son Mirko died with her, a victim of hatred that even death cannot explain. Two stories, two violences, the same identical indifference from a society that looks away.

Meanwhile, in Venezuela, the earth continues to tremble. After the two tremors of magnitude 7.2 and 7.5 that devastated Caracas, the toll is already thirty-two dead and seven hundred injured, but it is destined to rise. Images of collapsed buildings, streets turned into piles of rubble, and people wandering through the ruins remind us that nature, when unleashed, spares no one, and that international solidarity often arrives only after the worst has passed. Trump has offered aid, but politics, as always, intertwines with pain, and an outstretched hand is not always disinterested.

Finally, the news that closes the circle: the Court of Cassation has confirmed the convictions for the Viareggio railway massacre, where thirty-two people lost their lives on June 29, 2009. Mauro Moretti, former CEO of Ferrovie dello Stato, will serve five years in prison. A sentence arriving after sixteen years of trials, waiting, and legal battles. Victims’ families spoke of “full stop,” but that end, for them, is only the beginning of new pain: knowing that justice, when it arrives, is always too late. Moretti’s lawyer called the sentence “deeply unjust,” but for those who lost a child, a husband, a father, justice is merely a word, a distant echo of pain that no conviction can ever heal.

This morning’s coffee is a blend of scorching heat, violence, and injustice. While Caronte rages and Venezuela trembles, Italian justice struggles to find its way, and a courageous woman reports her violence. The world, as always, is a complicated place, where good and evil mix in an entanglement that often seems unsolvable. But perhaps, just in these stories, there is a thread of hope: the courage of those who report, the tenacity of those seeking justice, the strength of those starting anew. The rest, as usual, is noise.

Bibliography

Adnkronos, “Anticyclone Heatwave in the Weekend, Peaks of 40°C in Shade: Weather Forecasts,” June 26, 2026.

Adnkronos, “Reporting is Frightening, but It Is the Right Thing: The Story of the 31-Year-Old Harassed in a Bar Bathroom in Milan,” June 25, 2026.

Adnkronos, “Earthquake in Venezuela, The Day After: Helicopter Flying Over Affected Zones,” June 25, 2026.

Adnkronos, “Viareggio Railway Massacre, Final Convictions: Moretti Will Go to Prison,” June 25, 2026.

RVSCB – Archive of Uncomfortable Truths, June 26, 2026

“I am not interested in being loved. I am interested in being read after they have hated me.”

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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