Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 5 luglio 2026
Roma brucia. Milano sanguina. E il Venezuela, a dieci giorni dal terremoto che ha sconvolto il paese, continua a contare i suoi morti, che hanno ormai superato quota tremila. La domenica del 5 luglio si apre con un bollettino di guerra che non ha nulla da invidiare a un campo di battaglia, eppure queste non sono guerre.
Sono incendi di sterpaglie che divorano la periferia della Capitale, aggressioni a coltellate in pieno giorno davanti a un bar di Milano, scosse di terremoto che hanno ridotto in polvere intere città del Venezuela. Sono frammenti di un mondo che si sgretola, e che continua a girare come se nulla fosse successo.
A Roma, il caldo ha trasformato la Capitale in un forno. Le sterpaglie della Pineta Sacchetti sono andate in fiamme, e con loro vaste aree del Parco del Pineto. Le squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per contenere il rogo, e per fortuna la fascia tagliafuoco realizzata nei giorni scorsi ha evitato che le fiamme raggiungessero le abitazioni. Ma la paura è rimasta, e l’odore di bruciato si è mescolato all’aria pesante di un’estate che sembra non voler finire. L’assessore Battaglia ha ringraziato gli operatori, ma la domanda che resta è: quante altre zone della città sono a rischio? E quanto sarà lunga l’estate?
A Milano, la storia è diversa, ma altrettanto inquietante. Un uomo di cinquantacinque anni è stato accoltellato alla schiena mentre parlava con il padre davanti a un bar. Venti coltellate, una ventina di volte che il coltello si è conficcato nella carne, senza un motivo, senza una parola, senza un perché. L’aggressore, un ragazzo di ventidue anni, è stato bloccato dai clienti del locale e consegnato alla polizia. Ma il gesto resta inspiegabile. Una violenza cieca, che lascia l’amaro in bocca e la sensazione che il mondo stia diventando un luogo in cui le regole non contano più.
E poi c’è il Venezuela. Il terremoto del 24 giugno ha lasciato dietro di sé un paesaggio da film apocalittico: quasi tremila morti, oltre sedicimila feriti, centinaia di edifici ridotti in polvere. Eppure, in mezzo a questa devastazione, una piccola luce è riuscita a filtrare. Un uomo di quarantatré anni, Hernán Gil, è stato estratto vivo dalle macerie dopo essere rimasto intrappolato per più di cento ore. Un bambino di tre anni è stato salvato poche ore prima. Sono storie che sfidano ogni statistica, che riaccendono la speranza in un Paese che ne ha disperatamente bisogno. Ma il numero dei dispersi è ancora altissimo, e le autorità parlano di una corsa contro il tempo che non si è ancora conclusa.
Nel frattempo, l’Iran si prepara ai funerali della Guida Suprema Ali Khamenei. Milioni di persone sono attese per le esequie dell’ayatollah, che si concluderanno il 9 luglio a Mashhad. Il regime ha blindato la città, ha chiuso lo spazio aereo, ha allestito ospedali da campo. E, secondo il quotidiano tedesco Die Welt, si sta preparando anche all’eventualità che le cerimonie possano causare fino a tremila morti, a causa della folla e del caldo estremo. Un’eventualità che fa rabbrividire, e che riporta alla mente le calche mortali dei funerali di Soleimani e Khomeini. Trump, intanto, ha commentato con la sua solita ironia tagliente: “Un solo colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo più nessuno con cui negoziare”. Parole che lasciano il tempo che trovano, ma che ricordano quanto sia fragile l’equilibrio in quella parte del mondo.
E mentre il mondo si divide tra incendi, coltellate, terremoti e funerali di Stato, il Papa ha scelto di stare a Lampedusa. Il 4 luglio, nel giorno in cui l’America festeggiava la sua indipendenza, Leone XIV varcava la Porta d’Europa. Si è inginocchiato sulle tombe dei migranti, ha incontrato le famiglie di chi è sopravvissuto al mare, ha celebrato la messa in un campo sportivo trasformato in cattedrale a cielo aperto. E ha detto una cosa che dovrebbe far riflettere tutti: “I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”. Un messaggio che suona come una condanna, ma anche come un appello. Perché il mondo, con tutte le sue contraddizioni, ha ancora bisogno di qualcuno che si ricordi degli ultimi.
Bibliografia
Adnkronos, “Roma, da via Pineta Sacchetti a Cinecittà: diversi incendi nella Capitale e dintorni”, 4 luglio 2026.
Adnkronos, “Milano, aggressione in strada e 20 coltellate a uno sconosciuto”, 5 luglio 2026.
Adnkronos, “Terremoto in Venezuela, bilancio vittime continua a salire: i morti sono quasi 3mila”, 5 luglio 2026.
Adnkronos, “Iran-Usa, colloqui in pausa per i funerali di Khamenei: attese milioni di persone”, 5 luglio 2026.
Adnkronos, “Papa Leone XIV varca la Porta d’Europa a Lampedusa”, 5 luglio 2026.
Die Welt, “Iran: preparativi per i funerali di Khamenei e rischio di vittime di massa”, 5 luglio 2026.

Fires, Stabbings, and State Funerals
Il Caffè della VerGOGNA – July 5, 2026 Edition
Rome burns. Milan bleeds. And Venezuela, ten days after the earthquake that shook the country, continues counting its dead, now exceeding three thousand. Sunday, July 5 opens with a war bulletin nothing lacking compared to a battlefield, yet these are not wars. These are brush fires devouring the capital’s outskirts, daytime stabbings before a Milan bar, earthquake tremors reducing entire Venezuelan cities to dust. Fragments of a world crumbling, continuing to spin as if nothing happened.
In Rome, heat transformed the capital into an oven. Brush fires at Pineta Sacchetti went up in flames, along with vast areas of Parco del Pineto. Firefighting teams worked without pause containing the blaze, and fortunately the firebreak created in previous days prevented flames from reaching residences. But fear remained, smell of burning mixed with heavy air of summer seemingly unwilling to end. Councilor Battaglia thanked operators, but question remaining is: how many other city zones are at risk? And how long will summer be?
In Milan, story differs, yet equally disturbing. A fifty-five-year-old man was stabbed in the back while talking with his father outside a bar. Twenty stab wounds, around twenty times knife plunged into flesh, without reason, without word, without why. The attacker, a twenty-two-year-old boy, was stopped by establishment customers and handed to police. But gesture remains inexplicable. Blind violence leaving bitter taste and sensation world becoming place where rules no longer matter.
And then there is Venezuela. June 24 earthquake left apocalyptic landscape behind: nearly three thousand dead, over sixteen thousand injured, hundreds of buildings reduced to powder. Yet amidst devastation, small light managed filtering through. Forty-three-year-old Hernán Gil extracted alive from rubble after being trapped for over one hundred hours. Three-year-old child rescued few hours earlier. Stories defying every statistic, rekindling hope in country desperately needing it. But number of missing still extremely high, authorities speak race against time not yet concluded.
Meanwhile, Iran prepares for Supreme Guide Ali Khamenei’s funeral. Millions expected for ayatollah’s obsequies concluding July 9 in Mashhad. Regime fortified city, closed airspace, set up field hospitals. And according to German newspaper Die Welt, also preparing possibility ceremonies could cause up to three thousand deaths due to crowds and extreme heat. Circumstance sending shivers down spines, bringing to mind deadly stampedes of Soleimani and Khomeini funerals. Trump meanwhile commented with customary sharp irony: “One shot and we could eliminate them all, but we won’t because otherwise we would have no one left negotiating with.” Words leaving things as they find them, reminding how fragile balance in that part of world truly is.
And while world divides between fires, stabbings, earthquakes, and state funerals, Pope chose standing in Lampedusa. On July 4, day America celebrated independence, Leo XIV crossed Europe Gate. Knelt upon migrants’ graves, met families of those surviving sea, celebrated mass in sports field transformed open-air cathedral. Said something all should reflect on: “Dead in this sea are victims both of decisions made and decisions not taken.” Message sounding as condemnation but also appeal. Because world, with all contradictions, still needs someone remembering the last ones.
Bibliography
Adnkronos, “Rome, From Via Pineta Sacchetti to Cinecittà: Several Fires in Capital and Surroundings,” July 4, 2026.
Adnkronos, “Milan, Street Assault and 20 Stab Wounds on Stranger,” July 5, 2026.
Adnkronos, “Venezuela Earthquake, Victim Toll Continues Rising: Dead Nearly 3 Thousand,” July 5, 2026.
Adnkronos, “Iran-US: Talks Paused for Khamenei Funeral: Millions Expected,” July 5, 2026.
Adnkronos, “Pope Leo XIV Crosses Europe Gate at Lampedusa,” July 5, 2026.
Die Welt, “Iran: Preparations for Khamenei Funeral and Risk of Mass Casualties,” July 5, 2026.



















