Caffè della VerGOGNA – edizione del 25 Agosto 2026
La quinta ondata di caldo dell’anno è arrivata come un creditore che bussa alla porta nel pomeriggio di Ferragosto, e il meteorologo Lorenzo Tedici ha scelto parole di cautela: fiammata africana breve ma intensa, una cupola di calore che dall’Algeria si è allungata sul Sud, sul Lazio e sul Medio Adriatico, portando temperature oltre la media stagionale fino a sabato ventinove agosto. Per Marche, Abruzzo e quasi tutto il Meridione potrebbe essere l’ondata più forte della stagione, e la notizia è stata data con la stessa puntualità con cui si annuncia un temporale improvviso: due fasi di tuoni e fulmini, la prima fino a martedì pomeriggio, la seconda venerdì sulle Alpi e sulla Pianura Padana. Il Nord ha appena ripreso fiato, e già la cappa africana torna a premere sul petto dell’estate.
Nella stessa giornata, a Kiev, i leader della Coalizione dei Volenterosi hanno parlato di esercitazioni su larga scala da ottobre a novembre, e l’Italia ha scelto di restare fuori. Macron ha annunciato la prova di prontezza operativa, Burnham ha presieduto la sessione, Merz è intervenuto da remoto, e Meloni ha ribadito il sostegno italiano alla sovranità ucraina insieme all’invio di generatori per l’inverno. La dichiarazione finale condanna gli attacchi russi, promette più armi, più sanzioni, più cooperazione industriale, e accoglie con favore gli sforzi del Senato americano per aumentare la pressione su Mosca. Il documento ha la solennità di una promessa che nessuno sa quando potrà essere mantenuta, e l’assenza italiana dalle esercitazioni aggiunge una crepa sottile a un fronte che si vorrebbe compatto.
Washington, dal canto suo, ha scelto la via del registro dei conti correnti. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha lanciato l’operazione «Economic Outcast», con sanzioni su asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporto marittimo, e ha avvertito che chiunque ricicli denaro per conto di Teheran uscirà dal sistema del dollaro. Trump sta telefonando personalmente ai leader mondiali, e Bessent ha invitato i soldati iraniani a chiedersi se i comandanti li stiano conducendo al trionfo o alla rovina, citando il Muro di Berlino e i soldati semplici che decisero di non sparare. La retorica è potente, ma la diplomazia telefonica di un presidente che disegna confini con il pennarello non promette nulla di buono.
Il caso Garlasco ha riaperto la sua vecchia ferita con l’esposto di Stefania Cappa, e la trasmissione «Verità Nascoste – Il Diario» ha mostrato il contenuto dell’atto che ipotizza una regia ai danni della famiglia della vittima. L’ingegner Reale e l’avvocato Tizzoni hanno replicato con una nota seccata, rivendicando la legittimità della loro comunicazione e ricordando che la notizia della nomina di De Rensis era già di dominio pubblico. Il legale di Stasi ha parlato di scherzo, di pagine che non corrispondono alla realtà, e ha preannunciato azioni giudiziarie durissime, aggiungendo che la Procura di Pavia potrebbe avere motivo di interessarsi. Il giallo di Garlasco, a distanza di quasi vent’anni, continua a produrre puntate, sospetti e veleni, e la verità somiglia sempre di più a un quaderno a quadretti dove ognuno scrive la propria versione con inchiostri diversi.
A Malpensa, infine, i funzionari delle Dogane hanno sequestrato a un viaggiatore in arrivo da Tokyo seicentocinque carte da collezione tra Pokémon e One Piece, per un valore di ventisettemila euro. L’uomo aveva scelto il varco «nulla da dichiarare» e ha risposto di non trasportare merci soggette a dichiarazione; l’ispezione di valigia, trolley e zaino ha rivelato il piccolo tesoro nascosto tra gli effetti personali. I diritti doganali evasi ammontano a circa seimilanovecento euro, e la merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo. La notizia, nella sua apparente leggerezza, ha il merito di ricordare che il valore si annida anche nei pezzi di cartone colorato, e che la frontiera, anche quella del collezionismo, ha le sue regole.
Il caffè della vergogna, stamattina, sa di polvere sahariana e di inchiostro da tipografia, di promesse militari e di carte lucide infilate in un raccoglitore. Il caldo stringe, le esercitazioni si preparano, il dollaro esclude, il giallo si riapre e i mostriciattoli giapponesi finiscono sotto sequestro. L’estate declina, ma la commedia non accenna a finire.
Italo Calvino, *Il castello dei destini incrociati*, Einaudi, Torino, 1973
Hannah Arendt, *La banalità del male*, Feltrinelli, Milano, 2001
Zygmunt Bauman, *La solitudine del cittadino globale*, Feltrinelli, Milano, 2000
Susan Sontag, *Davanti al dolore degli altri*, Mondadori, Milano, 2003
John Mearsheimer, *La tragedia delle grandi potenze*, LUISS University Press, Roma, 2005
Umberto Eco, *Apocalittici e integrati*, Bompiani, Milano, 1964
Pierre Bourdieu, *La distinzione*, Il Mulino, Bologna, 1983

The Heat Dome and the Treasure Cards
Coffee of Shame, edition of August 25, 2026
The fifth heat wave of the year arrived like a creditor knocking on the door on the afternoon of Ferragosto, and meteorologist Lorenzo Tedici chose cautious words: brief but intense African flare-up, a heat dome stretching from Algeria over the South, Lazio and the Middle Adriatic, bringing temperatures above seasonal average until Saturday twenty-ninth August. For Marche, Abruzzo and almost all of the South it could be the strongest wave of the season, and the news was given with the same punctuality with which one announces an unexpected thunderstorm: two phases of thunder and lightning, the first until Tuesday afternoon, the second Friday on the Alps and Po Valley. The North has just caught its breath, and already the African blanket returns to press on summer’s chest.
On the same day, in Kyiv, leaders of the Coalition of the Willing spoke of large-scale exercises from October to November, and Italy chose to stay outside. Macron announced operational readiness trials, Burnham presided the session, Merz intervened remotely, and Meloni reiterated Italian support for Ukrainian sovereignty along with sending generators for winter. The final declaration condemns Russian attacks, promises more weapons, more sanctions, more industrial cooperation, and welcomes efforts by the American Senate to increase pressure on Moscow. The document has the solemnity of a promise nobody knows when it can be kept, and Italy’s absence from exercises adds a thin crack to a front that one wanted compact.
Washington, for its part, chose the path of bank account registers. Treasury Secretary Scott Bessent launched operation “Economic Outcast,” with sanctions on digital assets, technology, gold, aviation and maritime transport, and warned that anyone recycling money on behalf of Tehran will exit the dollar system. Trump is personally calling world leaders, and Bessent invited Iranian soldiers to wonder if their commanders are leading them to triumph or ruin, citing the Berlin Wall and ordinary soldiers who decided not to shoot. The rhetoric is powerful, but the telephone diplomacy of a president who draws borders with a marker promises nothing good.
The Garlasco case reopened its old wound with Stefania Cappa’s complaint, and the program “Hidden Truths – The Diary” showed the content of the act hypothesizing orchestration against the victim’s family. Engineer Reale and Lawyer Tizzoni replied with an annoyed note, claiming legitimacy of their communication and remembering that news of De Rensis’s appointment was already public knowledge. Stasi’s lawyer spoke of a joke, pages not corresponding to reality, and announced harsh judicial actions, adding that Pavia Prosecutor’s Office might have reason to take interest. The Garlasco mystery, nearly twenty years later, continues to produce episodes, suspicions and poisons, and truth looks more and more like a squared notebook where everyone writes their own version with different inks.
At Malpensa, finally, Customs officials seized six hundred and fifteen collectible cards from a traveler arriving from Tokyo between Pokémon and One Piece, valued at twenty-seven thousand euros. The man had chosen the “nothing to declare” channel and replied he carried no goods subject to declaration; inspection of suitcase, trolley and backpack revealed the small treasure hidden among personal effects. Evaded customs duties amount to about six thousand nine hundred euros, and merchandise was placed under administrative seizure. The news, in its apparent lightness, deserves credit for reminding that value hides even in colored cardboard pieces, and that the frontier, even that of collecting, has its rules.
This coffee of shame today tastes of Saharan dust and printing ink, of military promises and glossy cards tucked in a binder. Heat presses, exercises are prepared, the dollar excludes, the mystery reopens and Japanese monsters end up under seizure. Summer declines, but the comedy doesn’t hint at ending.
Italo Calvino, The Castle of Crossed Destinies, Einaudi, Turin, 1973 Hannah Arendt, Eichmann in Jerusalem, Feltrinelli, Milan, 2001 Zygmunt Bauman, The Individualized Society, Feltrinelli, Milan, 2000 Susan Sontag, Regarding the Pain of Others, Mondadori, Milan, 2003 John Mearsheimer, The Tragedy of Great Power Politics, LUISS University Press, Rome, 2005 Umberto Eco, Apocalyptics and Integrates, Bompiani, Milan, 1964 Pierre Bourdieu, Distinction, Il Mulino, Bologna, 1983




















