Caffè della VerGOGNA – edizione del 27 Agosto 2026
Roberto Vannacci ha trovato nella bestemmia una nuova frontiera della sua crociata morale. Il programma di Futuro Nazionale, alla pagina ottantatré, invoca l’applicazione puntuale dell’articolo 724 del codice penale, quello che punisce le invettive contro la Divinità e le manifestazioni oltraggiose verso i defunti con una sanzione da cinquantuno a trecentonove euro. L’ex generale ha spiegato che la mancata sanzione per assuefazione o buonismo ideologico rappresenta un fattore di disgregazione delle virtù, e ha aggiunto un dettaglio che suona come una rivelazione involontaria: i proventi delle multe potrebbero finire al sociale e ad iniziative utili. La bestemmia, insomma, come cespite di bilancio, una tassa occulta sulla disperazione verbale degli italiani. Se le forze dell’ordine dovessero davvero segnalare ogni imprecazione udita per strada, le casse dello Stato si riempirebbero in una settimana, e il Paese intero diventerebbe un immenso ufficio di riscossione.
Mentre Vannacci contava le multe, il Nepal contava i morti. L’alluvione che ha travolto la zona di confine con la Cina ha fatto almeno centosessantacinque vittime e ottocentoventitré dispersi, di cui cinquecentosettantanove turisti e trecentonovantatré stranieri. Il crollo di una massa glaciale ha ostruito il fiume Bhote Koshi, e l’onda di piena ha sommerso villaggi, infrastrutture e pellegrini diretti al Monte Kailash. Le autorità cinesi hanno segnalato altre cinquecentocinquantotto persone disperse sul loro territorio, e le immagini diffuse sui social mostrano un torrente di fango che inghiotte il valico di Gyirong. Daniele Giordan, dirigente di ricerca del Cnr, ha spiegato che lo scenario più accreditato è quello di un Glof, un Glacial Lake Outburst Flood, un evento improvviso la cui prevedibilità è quasi pari a zero. Ha aggiunto che nelle Alpi i ghiacciai sono assai più monitorati, e che fenomeni simili, per fortuna, sarebbero di magnitudo ridotta. La bestemmia, da noi, si paga con una multa; in Nepal, la montagna che crolla non chiede contanti.
L’Iran, intanto, ha mostrato al mondo come si sopravvive quando il dollaro diventa un’arma. Il Wall Street Journal ha raccontato il sistema clandestino messo in piedi da Teheran: petrolio stoccato su petroliere al largo della Malesia, trasferimenti da nave a nave per mascherarne l’origine, yuan cinesi al posto dei dollari, criptovalute per gli scambi e le armi, società di comodo a Hong Kong e Dubai. L’operazione Economic Outcast di Trump mira a recidere ogni ancora di salvezza economica, ma il gioco del gatto e del topo prosegue da anni, e quando Washington sanziona una società di copertura, Teheran ne crea un’altra. Il blocco navale ha ridotto quasi a zero le esportazioni, eppure la Cina ha importato più di cinquecentomila barili al giorno soltanto ad agosto. Il regime sopravvive perché ha imparato a nuotare nelle acque torbide della finanza globale, e le sanzioni, come le bestemmie, colpiscono chi non sa trovare un altro canale.
Rupert Grint torna a indossare i panni di Ron Weasley a Broadway, e la notizia ha il sapore di un incantesimo riuscito. L’attore, che ha legato la propria vita al personaggio fin dagli undici anni, salirà sul palco del Lyric Theatre dal due febbraio al trenta maggio, interpretando una versione adulta del mago accanto alla nuova generazione di Hogwarts. Ha detto che c’è qualcosa di speciale nel tornare a Ron ora che entrambi sono padri, e i produttori hanno parlato di un ponte tra la storia amata dal pubblico e il racconto di famiglia, eredità e passaggio del tempo. La magia, in fondo, è l’unica tassa che nessuno prova a riscuotere.
Il caffè della vergogna, stamattina, sa di incenso e di fango, di yuan e di incantesimi. Vannacci vuole multare chi bestemmia, il Nepal piange i suoi dispersi, l’Iran gioca a scacchi con il Tesoro americano, e un mago inglese torna a Broadway. Il mondo, come sempre, è un teatro dove ognuno recita la propria parte: chi impreca, chi prega, chi specula, chi incanta.
Robert Kagan, The Jungle Grows Back, Mondadori, Milano, 2019
Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri, Mondadori, Milano, 2003
Zygmunt Bauman, La solitudine del cittadino globale, Feltrinelli, Milano, 2000
Jared Diamond, Collasso, Einaudi, Torino, 2005
Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi, Torino, 1972
Hannah Arendt, La banalità del male, Feltrinelli, Milano, 2001
Elias Canetti, Massa e potere, Adelphi, Milano, 1981
Primo Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino, 1986

The Blasphemy and the Glacier
Coffee of Shame, edition of August 27, 2026
Roberto Vannacci has found in blasphemy a new frontier of his moral crusade. The Futuro Nazionale program, on page eighty-three, calls for the timely application of Article 724 of the penal code, which punishes invectives against Divinity and outrageous manifestations towards the deceased with a fine from fifty-one to three hundred and nine euros. The former general explained that the failure to impose fines due to habituation or ideological goodwilling represents a factor of disintegration of virtues, and added a detail that sounds like an involuntary revelation: the proceeds from fines could go to social services and useful initiatives. Blasphemy, in short, as a budget asset, a hidden tax on Italians’ verbal despair. If law enforcement were truly to report every expletive heard on the streets, the state coffers would fill in a week, and the entire country would become an immense collection office.
While Vannacci counted the fines, Nepal counted the dead. The flood that swept through the border area with China left at least one hundred and sixty-five victims and eight hundred and twenty-three missing persons, of whom five hundred and seventy-nine tourists and three hundred and ninety-three foreigners. The collapse of a glacial mass blocked the Bhote Koshi river, and the flood wave submerged villages, infrastructure and pilgrims heading to Mount Kailash. Chinese authorities reported another five hundred and fifty-eight people missing on their territory, and images shared on social media show a mud torrent swallowing the Gyirong pass. Daniele Giordan, research director at CNR, explained that the most accredited scenario is that of a Glof, a Glacial Lake Outburst Flood, an sudden event whose predictability is almost equal to zero. He added that in the Alps glaciers are much more monitored, and that similar phenomena, fortunately, would be of reduced magnitude. Blasphemy, here, is paid with a fine; in Nepal, the collapsing mountain doesn’t ask for cash.
Iran, meanwhile, has shown the world how to survive when the dollar becomes a weapon. The Wall Street Journal described the clandestine system set up by Tehran: oil stored on tankers off Malaysia, ship-to-shore transfers to disguise their origin, Chinese yuan instead of dollars, cryptocurrencies for trades and weapons, shell companies in Hong Kong and Dubai. Trump’s Economic Outcast operation aims to cut every economic lifeline, but the cat-and-mouse game continues for years, and when Washington sanctions a cover company, Tehran creates another. The naval blockade has reduced exports to almost zero, yet China imported more than five hundred thousand barrels per day only in August. The regime survives because it has learned to swim in the murky waters of global finance, and sanctions, like blasphemies, strike those who cannot find another channel.
Rupert Grint returns to wear the robes of Ron Weasley on Broadway, and the news has the flavor of a successful spell. The actor, who has tied his life to the character since eleven years old, will take the stage at the Lyric Theatre from February second to May thirtieth, playing an adult version of the wizard alongside the new generation of Hogwarts. He said there is something special about returning to Ron now that both are fathers, and producers spoke of a bridge between the story beloved by the public and the family tale, heritage and passage of time. Magic, ultimately, is the only tax nobody tries to collect.
This coffee of shame today tastes of incense and mud, of yuan and spells. Vannacci wants to fine those who blaspheme, Nepal weeps for its missing, Iran plays chess with the American Treasury, and an English wizard returns to Broadway. The world, as always, is a theater where everyone plays their part: those who curse, those who pray, those who speculate, those who enchant.
Robert Kagan, The Jungle Grows Back, Mondadori, Milan, 2019 Susan Sontag, Regarding the Pain of Others, Mondadori, Milan, 2003 Zygmunt Bauman, The Individualized Society, Feltrinelli, Milan, 2000 Jared Diamond, Collapse, Einaudi, Turin, 2005 Italo Calvino, Invisible Cities, Einaudi, Turin, 1972 Hannah Arendt, Eichmann in Jerusalem, Feltrinelli, Milan, 2001 Elias Canetti, Crowds and Power, Adelphi, Milan, 1981 Primo Levi, The Drowned and the Saved, Einaudi, Turin, 1986




















