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Iran-Israele, la tregua regge; Netanyahu: “Vittoria storica”; Pezeshkian: “Finita la guerra dei 12 giorni”

Iran-Israele, la tregua regge; Netanyahu: “Vittoria storica”; Pezeshkian: “Finita la guerra dei 12 giorni”

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
25 Giugno 2025
in Esteri
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Iran-Israele, la tregua regge; Netanyahu: “Vittoria storica”; Pezeshkian: “Finita la guerra dei 12 giorni”

BENJAMIN NETANYAHU PRIMO MINISTRO ISRAELIANO

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ROMA -ll presidente iraniano Pezeshkian ha dichiarato la “fine della guerra dei 12 giorni” con Israele, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un discorso ai cittadini, ha annuncia che nei 12 giorni dell’operazione “Am Kalavi” è stata ottenuta “una vittoria che resterà impressa nelle memorie di generazioni”. Insomma, dopo un avvio decisamente accidentato, il cessate il fuoco tra Israele e Iran – sotto la regia americana- sembra reggere al termine di 12 giorni di guerra.

GLI INCIAMPI INIZIALI E L’IRA DI TRUMP

La tregua, annunciata da Trump e scattata dalle 6 del mattino- ora italiana- poche ore dopo è stata violata da entrambi i fronti, innescando l’ira di Donald Trump. Il presidente Usa si era speso pubblicamente annunciando la fine dei raid ed è dovuto poche ore dopo intervenire per frenare la nuova escalation e richiamare Netanyahu ai suoi posti. Dopo un avvio pieno di inciampi, sembra che la tregua, seppur incerta, per ora tenga.

PEZESHKIAN ANNUNCIA LA FINE DELLA GUERRA

Per lo meno a parole queste sembrano le intenzioni. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato la “fine della guerra dei 12 giorni” con Israele. “Oggi, dopo l’eroica resistenza della nostra grande nazione, la cui determinazione fa la storia, assistiamo all’istituzione di una tregua e alla fine di questa guerra di 12 giorni imposta dall’avventurismo e dalle provocazioni” di Israele, ha dichiarato Pezeshkian, secondo l’agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA. A citarla è Al Jazeera.

IL MINISTRO ARAGHCHI PROMETTE: “L’IRAN NON RINUNCIA AL NUCLEARE”

Anche se le parole successive del ministro degli Esteri iraniano, riportate dalla stessa emittente, non lasciano presagire nulla di buono. “Nessuno in Iran rinuncerà alla tecnologia nucleare”: è infatti la promessa di Abbas Araghchi che fa capire che Teheran resta determinata a mantenere il suo programma nucleare, anche dopo l’attacco israeliano durato 12 giorni. Al Jazeera cita le dichiarazioni di Araghchi al sito di notizie Al-Araby al-Jadeed: “Abbiamo compiuto enormi sforzi per acquisire questa tecnologia- motiva il ministro- I nostri scienziati hanno fatto enormi sacrifici e hanno persino perso la vita per questo obiettivo”. E ancora: “Il nostro popolo ha sopportato sfide per questo, e una guerra è stata imposta alla nostra nazione per questo. È certo- ribadisce- che nessuno in Iran rinuncerà a questa tecnologia”.

NETANYAHU: “SVENTATA LA MINACCIA IRANIANA DI ANNIENTAMENTO”

Di altro avviso è il premier israeliano che ai cittadini annuncia il raggiungimento di una vittoria storica: “Abbiamo rimosso due minacce esistenziali immediate- spiega infatti Netanyahu- la minaccia di annientamento da parte di bombe nucleari e la minaccia di annientamento da parte di 20.000 missili balistici. Se non avessimo agito ora, lo Stato di Israele si sarebbe trovato presto ad affrontare la minaccia di annientamento. Ma ciò non accadrà, perché nel momento decisivo ci siamo sollevati come un leone”.

IL BILANCIO DI ISRAELE

“In un colpo solo, abbiamo eliminato l’alto comando iraniano, inclusi tre capi di stato maggiore e molti altri alti funzionari. E in quei momenti, abbiamo eliminato anche i principali scienziati nucleari iraniani”, è l’inizio dell’elenco dei successi ottenuti. “Abbiamo distrutto l’impianto principale di arricchimento di Natanz, l’impianto di conversione dell’uranio di Isfahan e l’impianto di acqua pesante di Arak”.
“Il nostro amico, il Presidente Trump- prosegue il premier- si è schierato al nostro fianco in un modo senza precedenti. Sotto la sua direzione, l’esercito statunitense ha distrutto il sito di arricchimento dell’uranio in profondità a Fordow”. E ancora: “Abbiamo attaccato decine di altre strutture del programma nucleare iraniano, inclusi laboratori e impianti di produzione di centrifughe”.

“STOP AL PROGETTO NUCLEARE IRANIANO”

“Oggi, con questa operazione, abbiamo colpito l’intero archivio nucleare segreto iraniano che conteneva al suo interno tutta la conoscenza dell’Iran per creare bombe atomiche”-assicura ancora Netanyahu- abbiamo bloccato il progetto nucleare iraniano”.

“DISTRUTTA LA PRODUZIONE MISSILISTICA”

Parimenti, “abbiamo distrutto l’industria missilistica iraniana. Abbiamo distrutto decine di impianti di produzione missilistica- è la ciliegina sulla torta dei successi di Tel Aviv- Abbiamo gravemente danneggiato l’arsenale missilistico. Abbiamo distrutto la maggior parte dei lanciatori”. Per quanto riguarda il regime iraniano, “abbiamo inferto colpi devastanti al regime malvagio”, tra cui l’eliminazione di centinaia di agenti del regime in un attacco devastante.

LA ‘SVIOLINATA’ A TRUMP, “ISRAELE NON HA MAI AVUTO AMICO PIÙ GRANDE“

Parole d’obbligo infine verso gli alleati: “Ringrazio te, mio ​​amico, il Presidente Trump, e gli Stati Uniti, per il loro contributo alla difesa di Israele e all’eliminazione della minaccia nucleare iraniana”. Di fatto, “l’adesione degli Stati Uniti alla campagna, non solo sul fronte difensivo, ma anche su quello offensivo, è un evento storico- riconosce- Non era mai accaduto prima”. “Israele- continua la sviolinata- non ha mai avuto un amico più grande del Presidente Trump alla Casa Bianca”.

LE OMBRE DELL’INTELLIGENCE: “IL PROGRAMMA NUCLEARE DELL’IRAN RITARDATO DI POCHI MESI”

Dopo gli inni di vittoria, però arrivano i dubbi dell’intelligence Usa e israeliana. Primala Cnn, poi il New York Times spiegano che, secondo un rapporto degli 007 statunitensi, l’attacco dei 12 giorni ha ritardato il programma nucleare iraniano di soli pochi mesi. “L’attacco ha isolato gli ingressi di due impianti nucleari, ma non ha causato il crollo degli edifici sotterranei”, secondo quanto indicato da documenti definiti ‘classificati’. Il rapporto in definitiva, secondo il quotidiano americano, “suggerisce che la precedente dichiarazione del Presidente Trump sul successo dell’attacco sia stata esagerata”.

 

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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