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Trump insiste, Putin minaccia: Zelensky accerchiato sul piano Usa per l’Ucraina

Il presidente Usa: "Con piano vicini a pace, ma il leader ucraino dovrà farselo piacere". E lo 'zar' evoca la conquista di Kupyansk lanciando il monito a Kiev

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
22 Novembre 2025
in Esteri
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Trump insiste, Putin minaccia: Zelensky accerchiato sul piano Usa per l’Ucraina
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ADN KRONOS/

Il piano Usa per la pace in Ucraina? “Zelensky dovrà farselo piacere”. Parola di Donald Trump, sempre più in pressing sul presidente ucraino perché dia il suo via libera al progetto in 28 punti per mettere fine alla guerra in corso con la Russia.

E come se non bastasse l’insistenza del tycoon, per il quale la pace sarebbe vicina se solo il leader di Kiev dicesse di sì, ecco arrivare anche una nuova minaccia dello ‘zar’ Putin. Che, promette, conquisterà nuovi territori in caso di un no da parte del nemico. Nel mezzo, il sostegno totale all’Ucraina da parte dell’Europa, che reclama a gran voce un posto nei futuri negoziati per assicurare una pace giusta e senza compromessi a sfavore di Kiev. E’ in questo scenario che Zelensky appare accerchiato, diviso – ha detto – di fronte a una scelta cruciale: la “perdita della dignità o il rischio di perdere un partner chiave” come gli Stati Uniti. Che ora sembrano davvero non voler più aspettare.

Trump, l’ultimatum a Kiev: “Sei giorni per rispondere”

Zelensky quindi “dovrà farsi piacere” il piano di pace in 28 punti elaborato da Trump per porre fine alla guerra con la Russia e che prevede la cessione di territori da parte di Kiev. “Dovrà piacergli e se non gli piace, allora, dovranno semplicemente continuare a litigare“, le parole di Trump ai giornalisti nello Studio Ovale. Ma “a un certo punto dovrà accettare qualcosa”, ha aggiunto.

Trump d’altra parte ha detto di essere convinto che il piano sia “un modo per raggiungere la pace”, ma che prima dovrà essere approvato dal presidente ucraino: “Pensiamo di aver trovato un modo per raggiungere la pace, ma dovrà approvarlo“. “Penso – ha poi aggiunto il tycoon – che ci stiano andando abbastanza vicino, ma non voglio fare previsioni”.

Il presidente americano ha quindi confermato il prossimo 27 novembre – giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti – come una scadenza “appropriata” entro cui l’Ucraina dovrebbe rispondere. Il tycoon ha poi aperto a una proroga della deadline “se le cose vanno bene”, ma ha anche avvertito che Kiev perderà ancora territori “nel breve termine”.

Gli Stati Uniti, ha continuato il leader Usa, “sono coinvolti” nella proposta di pace per l’Ucraina “per un unico motivo: vogliamo che le uccisioni cessino”. Quanto ai timori che la Russia possa, in futuro, rappresentare una minaccia per il Baltico o altre parti dell’Europa, Trump ha affermato che “loro saranno fermati”, per poi assicurare: “Non stanno cercando un’altra guerra“.

Il presidente ha quindi assicurato che non revocherà le “sanzioni molto pesanti” contro il petrolio russo che entreranno in vigore “molto presto”.

La reazione di Zelensky

Dal canto suo, il sempre più pressato Zelensky ha assicurato che non “tradirà il Paese” e che presenterà “alternative” al piano Usa. Le sue parole sono arrivate poco dopo un colloquio con il vicepresidente americano Jd Vance per discutere il progetto in 28 punti. “Presenterò argomenti, convincerò e proporrò alternative. Non abbiamo tradito l’Ucraina nel 2022, non la tradiremo ora”, ha aggiunto, anticipando che Kiev “potrebbe trovarsi di fronte a una scelta molto difficile: la perdita della dignità o il rischio di perdere un partner chiave“.

Nel corso della giornata, il leader di Kiev ha però corretto il tiro, accennando a un’apertura: “L‘Ucraina ha sempre rispettato e continua a rispettare la volontà del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di porre fine allo spargimento di sangue e consideriamo in modo positivo ogni proposta realistica“.

“Abbiamo affrontato molti dettagli delle proposte americane per porre fine alla guerra e stiamo lavorando per fare in modo che la strada davanti a noi sia dignitosa e realmente efficace per arrivare a una pace duratura”, ha poi aggiunto precisando che “abbiamo concordato di lavorare con gli Stati Uniti e l’Europa a livello di consiglieri per la sicurezza nazionale per far sì che il percorso verso la pace sia davvero fattibile“.

“Abbiamo concordato di mantenere contatti costanti e i nostri staff sono pronti a lavorare 24 ore su 24“, ha quindi assicurato il presidente ucraino.

Il monito di Mosca a Kiev e la minaccia di Putin

Per Mosca, però, “è meglio negoziare e farlo ora piuttosto che successivamente. L’efficace lavoro delle forze armate russe dovrebbe convincere Zelensky”. Questo il monito lanciato dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov al presidente ucraino che – ha detto – rischia di perdere altro territorio se non avvia negoziati “ora”. “Lo spazio per la libertà decisionale si sta riducendo per lui, con la perdita di territori durante le azioni offensive dell’esercito russo”, ha aggiunto.

D’altra parte la Russia si continua a dire “totalmente aperta a colloqui di pace” sul conflitto ucraino, ha spiegato ancora Peskov, precisando che Mosca è pronta a portare avanti i colloqui sulla base delle intese raggiunte al summit di Anchorage. Peskov non ha commentato le notizie uscite sui media relative ad una possibile firma del piano di pace entro il 27 novembre. “Non sappiamo su cosa i media basino la pubblicazione di queste notizie. Quindi, non c’è niente da condividere qui”, ha gelato chi gli chiedeva se il Cremlino condividesse questo ottimismo.

Alle parole di Peskov, si sono poi aggiunte quelle dello ‘zar’ Vladimir Putin. “Il nuovo piano di Trump può essere posto alla base della soluzione definitiva sulla questione ucraina“, la frase durante una riunione operativa con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza russo.

Putin ha poi spiegato che il piano statunitense “non è stato discusso pubblicamente, se non a grandi linee”, ma ha confermato che, durante l’incontro ad Anchorage di Ferragosto, Mosca ha ribadito che “nonostante le difficoltà, la Russia concorda con le proposte di risoluzione avanzate dalla parte americana.” Secondo il leader del Cremlino, “la nuova versione del piano di Trump è emersa a causa della pausa nel processo negoziale”.

Putin ha inoltre reso noto di aver ricevuto il testo del piano in 28 punti di Trump “attraverso i canali di comunicazione esistenti con l’amministrazione americana”.

Poi ecco arrivare la minaccia. “Se Kiev non vuole parlare delle proposte del presidente Donald Trump – il monito -, allora sia Kiev che i guerrafondai europei devono capire che gli eventi che si sono verificati a Kupyansk si ripeteranno inevitabilmente in altre aree chiave del fronte“, ha detto il leader russo dopo che le forze russe hanno rivendicato la conquista di Kupyansk, città nell’est dell’Ucraina.

Il sostegno dell’Europa a Zelensky

A supporto totale di Kiev e del suo leader, resta intanto l’Europa. ”L’Ucraina può contare su di noi. Insieme a Emmanuel Macron e a Keir Starmer ho ribadito il nostro pieno sostegno al presidente ucraino Volodymyr Zelensky”, ha scritto su ‘X’ il cancelliere tedesco Friedrich Merz. ”Ci coordineremo con l’Europa e gli Stati Uniti, il cui impegno nei confronti della sovranità dell’Ucraina accogliamo con favore. La linea di contatto deve rimanere la base per qualsiasi colloquio”, la frase.

Quindi il messaggio dei presidenti di Commissione e Consiglio Ue, Ursula von der Leyen e Antonio Costa  dopo la chiamata con Zelensky: “Dal primo giorno, l’Europa è al fianco dell’Ucraina di fronte all’aggressione russa. Abbiamo lavorato, e continuiamo a lavorare, per una pace giusta e duratura, con l’Ucraina e per l’Ucraina, insieme ai nostri amici e partner”.

“Abbiamo discusso della situazione attuale e abbiamo ribadito con chiarezza che non deve esserci ‘nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina‘”, hanno poi aggiunto, spiegando che “come prossimi passi, i leader europei si incontreranno domani a margine del G20 e poi in Angola, in occasione del vertice tra l’Unione europea e l’Unione africana”.

I punti del piano

Ma cosa contiene il piano in 28 punti? Secondo la bozza, l’Ucraina cederebbe la regione del Donbass alla Russia. “Crimea, Luhansk e Donetsk saranno riconosciute come di fatto russe, anche dagli Stati Uniti”, si legge nel piano. Kiev detiene ancora una parte di Luhansk e Donetsk, che insieme costituiscono la cintura industriale del Donbass, sulla linea del fronte. La Crimea è stata annessa alla Russia nel 2014. Secondo il piano, le aree da cui l’Ucraina si è ritirata a Donetsk sarebbero considerate zone demilitarizzate, nelle quali le forze russe non entreranno.

Le regioni meridionali di Kherson e Zaporizhzhia – che la Russia afferma falsamente di aver annesso – saranno “congelate lungo la linea di contatto”. Il piano per Donbass, Kherson e Zaporizhzhia corrisponde alle precedenti richieste di Mosca. Secondo quanto riportato nella bozza, la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, occupata dalle forze russe dal marzo 2022, sarebbe sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e l’elettricità prodotta sarebbe condivisa tra Russia e Ucraina.

Il piano sostenuto dagli Stati Uniti prevede anche che l’Ucraina riduca il suo esercito a 600.000 effettivi, una riduzione di centinaia di migliaia di unità rispetto alle sue dimensioni attuali. La Nato accetterebbe di non schierare truppe in Ucraina – vanificando le speranze di Kiev di una forza di pace europea – e al Paese verrebbe impedito di aderire alla Nato. Ciò è in linea con le precedenti richieste russe rese pubbliche e contrasta con le precedenti dell’Ucraina. L’Ucraina riceverebbe “garanzie di sicurezza affidabili”, si legge nel piano, senza però specificare altro. Tuttavia, i jet europei sarebbero di stanza nella vicina Polonia.

In base all’accordo proposto, la Russia verrebbe “reintegrata nell’economia globale” dopo quasi quattro anni di dure sanzioni e le sarebbe consentito di rientrare nel G8. “Ci si aspetta che la Russia non invaderà i paesi vicini e che la Nato non si espanderà ulteriormente”, si legge nel documento. Ma tutte le sanzioni verrebbero ripristinate se la Russia invadesse nuovamente l’Ucraina, “oltre a una risposta militare coordinata e decisa”. Inoltre, 100 miliardi di dollari di asset russi congelati verrebbero destinati alla ricostruzione dell’Ucraina, ma altri sarebbero investiti in un fondo di investimento separato tra Stati Uniti e Russia, “mirato a rafforzare le relazioni e ad aumentare gli interessi comuni per creare un forte incentivo a non tornare al conflitto”.

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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