“Una pace giusta e duratura è ciò che tutti desideriamo. Ed è per questo che l’Europa sostiene tutti gli sforzi in favore dell’Ucraina. Una pace che ponga fine alle uccisioni, che eviti di creare un precedente pericoloso, che garantisca la sicurezza di Kiev e i diritti sovrani del Paese a lungo termine”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante la sessione plenaria di Strasburgo nel corso del dibattito sul piano di pace in 19 punti proposto da Trump a Zelensky. “Grazie al lavoro svolto dall’Ucraina, dagli Stati Uniti e da noi europei negli ultimi giorni a Ginevra, ora abbiamo un punto di partenza.Il nostro fronte unito, la nostra voce unica e il senso comune di determinazione devono continuare a guidare il lavoro a livello europeo” ha aggiunto la numero uno di palazzo Berlaymont.
Il piano diviso in diciannove punti prevede, tra le proposte, un accordo totale e completo di non aggressione tra Russia, Ucraina ed Europa, il ridimensionamento delle forze armate ucraine a 600mila unità e che la Russia sancisca legislativamente una politica di non aggressione verso l’Ucraina. Zelensky si è detto pronto ad accettare l’accordo promosso da Washington ma di volere discutere di alcuni “punti sensibili” del piano con Trump e gli alleati europei. Dalla Russia il consigliere presidenziale russo per la politica estera Yuri Ushakov ha invece dichiarato che alcuni aspetti del piano di Donald Trump possono essere considerati positivamente ma richiedono una discussione tra esperti.
Per quanto riguarda la possibile confisca dei beni russi congelati nei Paesi occidentali, discussa in sede di plenaria per finanziare il sostegno all’Ucraina, la presidente Von der Leyen ha dichiarato che “nell’ultimo Consiglio europeo ci siamo impegnati a coprire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per gli anni 2026 e 2027. Su questo tema la Commissione Ue ha presentato un documento sulle opzioni possibili, incluso l’utilizzo degli beni russi congelati e conservati a Euroclear”. Infine, l’inquilina del Berlaymont ha voluto rimarcare che non vede “alcuno scenario possibile in cui i contribuenti europei pagheranno da soli il conto in Ucraina. Non è accettabile”.



















