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Inferno di fuoco a Crans-Montana: le vittime, i testimoni, l’inchiesta sulla strage di Capodanno

Almeno 40 morti e 119 feriti. La procuratrice conferma: "Fuoco partito da candele su bottiglie di champagne"

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
3 Gennaio 2026
in Esteri
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Inferno di fuoco a Crans-Montana: le vittime, i testimoni, l’inchiesta sulla strage di Capodanno
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ADN KRONOS/

Si indaga sul devastante incendio che ha spezzato le vite di tanti ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera. Si dovrà fare luce su cause e responsabilità dell’inferno di fuoco che la notte di Capodanno ha provocato una strage all’interno del locale Le Constellation: il bilancio al momento è di 40 morti e 119 feriti, di cui 80 in gravi condizioni. Nel rogo risultano tuttora dispersi sei italiani.

L’inchiesta

“Tutto lascia pensare che il fuoco” che ha causato la tragedia “sia partito da alcune candele che erano sopra le bottiglie di champagne” e che hanno provocato un incendio “del soffitto di legno del locale”, ha confermato in conferenza stampa la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud, aggiungendo che “nessuna ipotesi viene esclusa nell’indagine”.

“Sembra che il fuoco sia partito dalle candele scintillanti, conosciute anche come flare, che erano state piazzate sulle bottiglie di champagne. Erano troppo vicine al soffitto e questo ha causato quello che viene definito un flashover, con le fiamme che si diffondono molto rapidamente”, ha aggiunto la procuratrice.

Pilloud ha spiegato che per l’inchiesta “sono stati ottenuti e analizzati dei video”. Sono già state interrogate “molte” persone, inclusi i due gestori del locale, che sono stati ascoltati “in qualità di persone chiamate a fornire informazioni”, ma “per il momento non è stata accertata alcuna responsabilità penale”. Gli interrogatori, ha precisato, “hanno permesso di chiarire la configurazione interna dei locali, i lavori effettuati e la capienza”.

“Saremo in grado di indagare se qualcuno abbia responsabilità penali per questo incidente. E se così fosse, e se queste persone fossero ancora in vita, verranno avviate tutte le indagini per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose”, ha detto Pilloud.

Restano da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e delle uscite di emergenza. La procuratrice ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione.

Proprietario Le Constellation: “Tre controlli in 10 anni, tutto a norma”

In una breve dichiarazione alla ‘Tribune de Geneve’, Jacques Moretti, proprietario insieme alla moglie Jessica del locale andato a fuoco, ha affermato che Le Constellation era stato controllato “tre volte in 10 anni e tutto era stato fatto secondo le norme”.

Lo stesso giornale fa sapere poi di aver chiesto un commento alle autorità comunali sui controlli a Le Constellation, ma di non aver avuto risposta, con il presidente del consiglio comunale che ha rinviato alla polizia.

Gli italiani feriti e dispersi

“Al momento risultano 13 cittadini italiani feriti, per i quali si stanno organizzando i trasferimenti, al fine di assicurare le più adeguate cure. Risultano, al momento, sei dispersi. Non sono ancora noti i dati sui deceduti”, ha comunicato Palazzo Chigi in una nota diffusa ieri nel primo pomeriggio.

“Dopo i primi soccorsi, prestati con elicotteri della Protezione civile dalla Regione Valle d’Aosta e personale sanitario e tecnico del soccorso alpino valdostano, è stata attivata la Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario (Cross) per il trasferimento in Italia dei feriti (non solo italiani)”, prosegue la nota. Palazzo Chigi ha ricordato che è stato decretato lo Stato di mobilitazione del Servizio nazionale della protezione civile.

In serata l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha fatto il punto sul ponte aereo che sta portando i feriti a Milano, al Niguarda. Con i due pazienti in arrivo nelle prossime ore, e altri quattro che potrebbero arrivare da Zurigo, “non ci saranno più feriti italiani in Svizzera causati da questa tragedia di Crans-Montana”, ha spiegato Bertolaso.

Tajani sul luogo della strage

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è giunto ieri a Crans-Montana per visitare le famiglie dei connazionali rimasti coinvolti nell’incendio e per portare la solidarietà del governo italiano. “Io non conoscevo il locale” ma “l’utilizzo di fuochi d’artificio, sia pure piccoli, in un locale così, mi sembra veramente una scelta direi poco responsabile”, ha detto il titolare della Farnesina.

A margine di un punto stampa il ministro ha spiegato: “Abbiamo messo a disposizione la polizia scientifica per aiutare con le identificazioni. Abbiamo dato disponibilità anche per un gruppo di psicologi, come richiesto dai familiari, per assistere le persone vicine ai feriti e agli scomparsi”.

Ed ha ribadito: “Mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici al chiuso, con ragazzi che salgono sulle spalle di altri, senza controllo. Evidentemente qualcosa non ha funzionato negli impianti antincendio. Le immagini del disastro mi portano a pensare che qualcosa non abbia funzionato. Toccherà alla magistratura individuare quali siano le responsabilità”.

Il racconto dei testimoni: “Un inferno”

Prima le urla, poi le fiamme e la calca. Tutti che si affrettano verso l’uscita, mentre il fuoco divampa. “Sembrava l’inferno. Abbiamo visto persone con la pelle bruciata e senza i capelli. Vedevamo persone uscire in condizioni inumane: tanta calca, tante persone stese a terra e tante che correvano”, ha raccontato all’Adnkronos Jacopo Bucci, ragazzo che nella sera tra il 31 dicembre e l’1 gennaio si trovava a Crans-Montana con gli amici per festeggiare il Capodanno. Jacopo è uno dei testimoni che ha visto Le Constellation, locale nel centro della città, avvampare divorato dalle fiamme.

“Quando siamo passati la prima volta davanti al locale andava tutto bene, era intatto. Come la sera prima, quando siamo entrati – ha continuato -. Noi siamo andati in un altro bar, ma abbiamo visto che costava troppo, e siamo tornati indietro”. Jacopo e i suoi amici sono rimasti all’esterno “perché abbiamo sentito odore di gas e abbiamo creduto che all’interno saremmo stati in pericolo”. Poi hanno notato l’incendio. Repentina la risposta dei soccorsi elvetici, giunti sul posto in pochi minuti. “Non si può descrivere a parole. C’erano anche tanti genitori che urlavano, quella è stata la parte peggiore di tutte”.

La sala dove è scaturito il rogo è un seminterrato, Jacopo riferisce di non aver visto finestre né estintori la sera precedente: “In Italia se ne vedono tanti ed è difficile non farci caso”. Il cartello dell’uscita di emergenza, poi, “portava a quella scala angusta”. Dietro la sala principale, da massimo 200 persone, “c’era un privé. Non sappiamo se lì ci fossero uscite di sicurezza, non siamo entrati”.

“Sembrava un film dell’orrore“, ha raccontato un altro testimone, Adrien, descrivendo quello che ha visto dall’esterno del locale. “Ho visto fumo, un fumo bianco, grande e molto denso” uscire da Le Constellation, ha detto a Bfmtv.

“Abbiamo visto le fiamme dopo cinque, dieci minuti e la gente uscire in preda al panico, rompendo le finestre, uomini sofferenti e donne con i vestiti bruciati, che piangevano, urlavano, persone che non sapevano se i loro cari fossero dentro”, ha continuato parlando di “genitori arrivare in auto a tutta velocità, preoccupati di dove fossero i loro figli”.

“In pochi secondi, l’intera discoteca è stata avvolta dalle fiamme”, le parole di Emma e Albane che si trovavano all’interno del locale quando è scoppiato l’incendio e hanno visto il soffitto “in legno” prendere fuoco. “Siamo corsi fuori tutti urlando e correndo”, hanno raccontato descrivendo “il panico più totale”. Cadute durante la calca, “qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente” e hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel giro di pochi minuti.

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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