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Messaggio al Venezuela e Groenlandia nel mirino, la doppia minaccia di Trump

Dopo l'avvertimento a Delcy Rodriguez, il tycoon è tornato a parlare delle mire Usa sul territorio autonomo danese scatenando l'ira di Copenaghen

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
5 Gennaio 2026
in Esteri
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Messaggio al Venezuela e Groenlandia nel mirino, la doppia minaccia di Trump
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ADN KRONOS/

Prima l’avvertimento alla presidente ad interim del Venezuela dopo la cattura di Maduro e i raid sul Paese, poi le parole sulla Groenlandia, ritenuta necessaria per la difesa Usa tanto da averne “bisogno”. E’ una doppia minaccia quella lanciata da Donald Trump all’indomani dell’attacco su Caracas, operazione che ha destato più di qualche allarme tra i Paesi del mondo, Danimarca in testa.

Venezuela, l’avvertimento del tycoon

Sul fronte venezuelano, in un’intervista telefonica a The Atlantic, il presidente Trump ha lanciato la minaccia contro la nuova leader venezuelana, Delcy Rodriguez, affermando che “se non farà la cosa giusta, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”, catturato sabato scorso dagli Usa a Caracas.

La “ricostruzione” in Venezuela e “il regime change o come volete chiamarlo, è meglio di quello che c’è in questo momento. Non può andare peggio di così”, ha continuato il presidente Usa. I commenti segnano un netto allontanamento dalla sua precedente avversione per il cambio di regime e il ‘nation building’ (“costruzione di una nazione”), come rileva la testata statunitense, che evidenzia la distanza tra le parole di Trump e le posizioni comuni nella base trumpiana del Partito repubblicano, il movimento MAGA. “La ricostruzione non è una cosa negativa nel caso del Venezuela”, ha poi ribadito Trump, parlando di un “Paese andato all’inferno”, “totalmente fallito” e “un disastro sotto ogni punto di vista”.

Trump ha poi negato che l’operazione militare contro il Venezuela abbia come obiettivo il controllo statunitense dell’emisfero occidentale, nel solco della cosiddetta Dottrina Monroe, che egli stesso ha fatto sua (soprannominandola “Dottrina Donroe”). “Non si tratta dell’emisfero. Si tratta del Paese. Si tratta dei singoli Paesi”, ha affermato per poi precisare che la decisione di catturare il presidente venezuelano “non è stata presa semplicemente per ragioni geografiche”, come scrive la testata.

Gli Stati Uniti non considerano Rodriguez presidente legittima, aveva chiarito in precedenza il segretario di Stato americano Marco Rubio, parlando con Abc News e sottolineando di non ritenerla legittima perché “non crediamo che questo regime sia legittimo in quanto frutto di elezioni… E non siamo solo noi. Sono circa 60 i paesi in tutto il mondo che condividono questa opinione”. “In definitiva – aveva sottolineato – la legittimità del loro sistema di governo deriverà da un periodo di transizione e da elezioni reali, che finora non hanno avuto”.

Trump sta avendo conversazioni “molto concrete e molto chiare” con la presidente ad interim del Venezuela, in cui le ha detto di “guidare” il Paese “o farsi da parte”, ha poi spiegato la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem nel corso di un’intervista a Fox News. “Puoi governare o puoi farti da parte. Non ti permetteremo di continuare a sovvertire la nostra influenza americana“, avrebbe detto Trump secondo Noem.

Alla domanda se Maduro – che oggi comparirà con la moglie in tribunale a New York – possa essere estradato dopo il processo, la segretaria ha risposto: “Penso che dobbiamo vedere e lasciare che il processo faccia il suo corso”.

Groenlandia, le mire di Trump e l’ira danese

Quindi, nella medesima intervista, ecco spuntare nuovamente il capitolo Groenlandia che ha suscitato ancora una volta l’ira della Danimarca. Tutto però è iniziato qualche ora prima, quando la moglie di uno dei suoi più stretti consiglieri aveva postato una mappa della Groenlandia colorata a ‘stelle e strisce’ accompagnata da una sola parola, ossia “presto”.

“Abbiamo bisogno della Groenlandia, assolutamente“, le parole del tycoon, descrivendo il territorio autonomo danese come un’isola “circondata da navi russe e cinesi”. Alla domanda se l’attacco al Venezuela possa indicare la volontà di intraprendere un’azione militare per assumere il controllo della Groenlandia, Trump ha affermato che spetta ad altri decidere cosa significhi l’azione militare Usa per quanto riguarda il territorio danese, riporta The Atlantic. “Dovranno valutarlo da soli. In realtà non lo so. È stato molto generoso con me, Marco, ieri”, ha detto il presidente, riferendosi a quanto detto dal segretario di Stato Marco Rubio.

Nel corso di una conferenza stampa congiunta, Rubio aveva infatti affermato che il mondo dovrebbe “prestare attenzione” dopo l’operazione a Caracas (con particolare riferimento a Cuba) e sottolineato che quando Trump “vi dice che farà qualcosa, quando vi dice che affronterà un problema, dice sul serio”. “Non mi riferivo alla Groenlandia in quel momento”, ha però puntualizzato il presidente Usa nell’intervista, “ma abbiamo bisogno della Groenlandia, assolutamente. Ne abbiamo bisogno per la difesa“.

Alle parole del tycoon ha risposto la premier danese Mette Frederiksen, esortando “con forza” gli Usa “a fermare le minacce contro uno storico alleato e contro un altro Paese e un altro popolo che hanno detto molto chiaramente di non essere in vendita“.

“Devo dirlo in modo molto diretto agli Usa: è assolutamente insensato parlare della necessità che gli Usa prendano il controllo della Groenlandia”, e Washington non ha alcun titolo per annettere il territorio autonomo danese, recita il comunicato di Frederiksen, sottolineando che l’intero regno, Groenlandia inclusa, fa parte della Nato ed è quindi coperto dalla garanzia di sicurezza dell’alleanza.

Inoltre, ha evidenziato la premier danese, esiste già oggi un accordo di difesa tra la Danimarca e gli Stati Uniti che garantisce agli Usa “ampio accesso” alla Groenlandia. “E da parte del Regno abbiamo investito significativamente nella sicurezza nell’Artico”, le parole della premier.

Intanto la Danimarca aveva manifestato già in precedenza il proprio disappunto dopo che la moglie del consigliere più influente del presidente Usa aveva pubblicato sui social media un’immagine della Groenlandia dipinta con i colori della bandiera degli Stati Uniti. Katie Miller, sposata con il vicecapo dello staff di Trump, Stephen Miller, ha caricato l’immagine del territorio autonomo danese sul suo profilo X nella notte di sabato, giorno in cui si è svolta l’operazione militare Usa contro il Venezuela. Il post di Miller, che ha lavorato come addetta stampa al Dipartimento di Sicurezza interna e per l’allora vicepresidente Mike Pence nel primo mandato di Trump, riportava appunto una la sola parola “presto” sopra l’immagine.

L’ambasciatore della Danimarca negli Usa, Jesper Moeller Soerensen, aveva quindi reagito con un proprio post affermando che il Paese si aspetta “il pieno rispetto per l’integrità territoriale” danese, ricondividendo il link all’immagine di Katie Miller. “Solo un promemoria amichevole sugli Usa e il Regno di Danimarca: siamo stretti alleati e dovremmo continuare a lavorare insieme come tali. La sicurezza degli Usa è anche la sicurezza della Groenlandia e della Danimarca”, aveva scritto, sottolineando che il territorio autonomo fa già parte della Nato, che Copenaghen e Washington collaborano per garantire la sicurezza nell’Artico, e che il regno “ha potenziato significativamente i suoi sforzi per la sicurezza nell’Artico: solo nel 2025 abbiamo stanziato 13,7 miliardi di dollari che possono essere utilizzati nell’Artico e nel Nord Atlantico. Perché prendiamo sul serio la nostra sicurezza comune”.

Nel corso del primo anno del suo secondo mandato, Trump ha più volte parlato del proprio desiderio di vedere la Groenlandia annessa agli Usa. Le mosse del suo governo verso tale obiettivo, tra cui la recente nomina di un inviato presidenziale nel territorio danese, hanno suscitato l’ira sia di Copenaghen che dell’Unione europea. Inoltre, l’operazione condotta sabato contro Caracas e la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro ha scosso gli alleati europei degli Usa: Trump ha infatti dichiarato che gli Usa “gestiranno” il Venezuela a tempo indeterminato e sfrutteranno le sue enormi riserve di petrolio. In passato il presidente Usa ha sostenuto che annettere la Groenlandia servirebbe gli interessi di sicurezza nazionale Usa, data la sua posizione strategica nell’Artico e la sua ricchezza di minerali critici per i settori high-tech. E ora, dopo i raid su Caracas, il timore di una nuova, pericolosa mossa del tycoon sembra sempre più reale.

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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