Il presidente Xi Jinping ha sottolineato, attraverso un importante intervento pubblicato sulla rivista ufficiale del Partito Comunista, la necessità che lo yuan diventi una valuta forte e riconosciuta a livello internazionale. Per raggiungere questo obiettivo, Xi ha indicato come fondamentali una banca centrale robusta, istituzioni finanziarie solide e centri finanziari internazionali competitivi.
Secondo osservatori economici, come Kelvin Lam di Pantheon Macroeconomics, questa strategia riflette una percepita rottura dell’ordine economico globale, in cui le potenze emergenti — tra cui Cina, Russia e India — cercano di ridurre l’influenza degli Stati Uniti nelle dinamiche globali.
Il progetto non punta a sostituire immediatamente il dollaro come valuta di riserva dominante, ma a creare un contrappeso strategico che limiti il ruolo egemonico del biglietto verde nell’economia mondiale.
In questo contesto, la Cina sta anche promuovendo lo sviluppo e la diffusione dello yuan digitale (e-CNY), con nuove regole che permettono alle banche commerciali di offrire interessi sui depositi in moneta digitale. Questo passo è pensato per aumentare l’uso internazionale dello yuan moderno e integrarlo nei sistemi finanziari globali.
Parallelamente, alcune banche centrali di vari paesi stanno diminuendo la loro esposizione al dollaro, mentre aumentano gli acquisti di oro come asset di riserva, riflettendo una crescente sfiducia nella valuta statunitense.
Infine, la strategia cinese si inserisce nella più ampia iniziativa di de-dollarizzazione promossa anche da paesi emergenti e gruppi come i BRICS, che cercano alternative al sistema finanziario tradizionale dominato dallo SWIFT e dal dollaro.



















