Nel giorno del suo 66esimo compleanno l’ex principe Andrea d’Inghilterra è stato arrestato dalla polizia britannica con l’accusa di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein nella sua ex veste di emissario commerciale del governo di Londra. L’arresto del terzogenito della regina Elisabetta II è avvenuto dopo che il premier britannico Keir Starmer aveva dichiarato che “nessuno è al di sopra della legge” e dopo che nei giorni scorsi lo stesso re Carlo III, suo fratello, aveva preso ulteriormente le distanze da lui facendo sapere di essere pronto a collaborare con le indagini di polizia se richiesto.

“Nell’ambito di indagini, abbiamo arrestato un uomo sulla sessantina di Norfolk con l’accusa di abuso d’ufficio e stiamo effettuando delle perquisizioni presso alcuni indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk”, si legge nella nota diffusa dalla BBC e in cui si sottolinea che l’uomo è ancora in custodia.
EPSTEIN FILES, THOMAS MASSIE DEI REPUBBLICANI ACCUSA ISRAELE E DONALD TRUMP
“Non faremo il nome dell’uomo arrestato, come previsto dalle linee guida nazionali. Vi ricordiamo inoltre che il caso è attualmente in corso, quindi qualsiasi pubblicazione deve essere effettuata con cautela per evitare di incorrere in oltraggio alla corte”, specifica il comunicato.
“A seguito di un’attenta valutazione, abbiamo avviato un’indagine su questa accusa di abuso nell’esercizio della funzione pubblica”, ha dichiarato il vice capo della polizia Oliver Wright. “E’ importante proteggere l’integrità e l’obiettività della nostra indagine mentre lavoriamo con i nostri partner per indagare su questo presunto reato”, aggiunge, “comprendiamo il notevole interesse pubblico per questo caso e forniremo aggiornamenti al momento opportuno”.
Scandalo Epstein Files: il commento di re Carlo III d’Inghilterra

Re Carlo III d’Inghilterra ha preso posizione e ha diffuso un comunicato stampa: “Ho appreso con la più profonda preoccupazione le notizie riguardanti Andrew Mountbatten-Windsor e il sospetto di condotta illecita nell’esercizio di una funzione pubblica”.
“Ciò che ora ne deve seguire – ha proseguito re Carlo – è un approfondito, equo ed appropriato processo investigativo condotto nei modi dovuti e dalle autorità legittime. In relazione a questo, come ho già detto in precedenza, esse hanno il nostro sincero sostegno e la nostra cooperazione”.
“Lasciatemi essere chiaro: la legge deve fare il suo corso”, ha asserito re Carlo III, non senza sottolineare come le indagini siano in corso e come quindi “non sia giusto” da parte sua “fare ulteriori commenti al riguardo”.
Il monarca ha concluso ribadendo il suo impegno e quello “della mia famiglia” a “continuare a svolgere il nostro dovere e a garantire il servizio” dell’istituzione monarchica verso il popolo britannico.
Scandalo Epstein Files: esulta la famiglia di Virginia Giuffre
Virginia Giuffre è stata una delle vittime più eminenti del pedofilo finanziere americano Jeffrey Epstein. Prima della sua morte aveva affermato di essere stata vittima di tratta sessuale per il principe Andrea d’Inghilterra. Si è tolta la vita nell’aprile del 2025 a 41 anni.
“Finalmente, oggi i nostri cuori spezzati sono stati sollevati dalla notizia che nessuno è al di sopra della legge, nemmeno la famiglia reale”. Lo ha dichiarato, in una nota, la famiglia di Virginia Giuffre dopo l’arresto di Andrew Mountbatten-Windsor.
Per poi concludere: “A nome di nostra sorella, esprimiamo la nostra gratitudine alla polizia della valle del Tamigi del Regno Unito per le indagini e l’arresto di Andrew Mountbatten-Windsor. Non è mai stato un principe. Per tutte le sopravvissute nel mondo, Virginia ha fatto questo per voi”.
Scandalo Epstein Files: impatti politici e risonanza mediatica
In merito allo scandalo Epstein Files le critiche del repubblicano Thomas Massie contro Donald Trump e Israele stanno suscitando attenzione anche tra elettori indipendenti e giovani repubblicani, che vedono nella vicenda un simbolo di potenziale insabbiamento politico piuttosto che di rendicontazione completa.
Lo scontro tra Massie e Trump sul caso Epstein Files rimane uno degli esempi più significativi di dissenso interno al GOP, con potenziali effetti sulle dinamiche elettorali future e sulla fiducia pubblica nelle istituzioni statunitensi.
Sia Thomas Massie che la deputata del Partito Democratico Ro Khanna hanno accusato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America di aver oscurato il nome di almeno “sei uomini” probabilmente implicati nel grave e terribile scandalo internazionale degli Epstein files. La denuncia dei due deputati è arrivata dopo che entrambi hanno avuto accesso ai documenti non censurati sul pedofilo finanziere e imprenditore statunitense Jeffrey Epstein.
Intanto la fanbase di Donald Trump, il popolo Maga, è in subbuglio. I sondaggi lo danno in caduta libera. L’ultimo dato della rinomata società di sondaggi Gallup, pubblicato a dicembre 2025, mostra che solo il 36 % degli americani approvava l’operato di Trump, con una netta maggioranza di disapprovazione. Questo valore è tra i più bassi di sempre per un presidente in tempo di pace dal dopoguerra a oggi.
Epstein files, la denuncia di una delle vittime del finanziere pedofilo: “Trump ci ha traditi”
Haley Robson aveva solo 16 anni quando fu abusata dal finanziere. “Venni invitata con una scusa a casa di Jeffrey. Ci andai con la mia macchina. Non avevo idea di che cosa mi aspettasse lì. Mi dissero tutt’altro. Al mio arrivo, Epstein mi portò al piano di sopra. Abusò di me per un’ora intera”. Lo ha raccontato lei stessa in un’intervista al Corriere della Sera nella quale Robson ha ripercorso alcuni terribili momenti di quegli anni.
La donna, oggi 40enne, ha poi puntato il dito contro Donald Trump: “È coinvolto in una certa misura, non so se fosse direttamente coinvolto o se sapesse che cosa stesse accadendo. Il problema che abbiamo negli Stati Uniti è questo: dovremmo avviare delle indagini concrete per capire la complicità di certe persone, incluso il nostro presidente, in questa storia. Ma il governo ha detto chiaramente che non succederà. Trump ha mentito, ci ha traditi”.
Rula Jebreal sullo scandalo Epstein Files: “Coinvolge Donald Trump”
In Italia si parla pochissimo dello scandalo del secolo, poiché viene censurato e sminuito a dovere dalla maggior parte dei media filo-americani e filo-israeliani. Qualche giorno fa la giornalista e scrittrice Rula Jebreal ha dichiarato in collegamento con Accordi&Disaccordi, il programma condotto da Luca Sommi con la partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi, in onda ogni sabato sul Nove: “Questa vicenda si lega a doppio filo all’amministrazione di Donald Trump, che starebbe cercando di affossare e, in qualche modo, insabbiare il caso per via dei suoi legami con Israele”.
Per poi concludere: “Persone come Howard Lutnick, segretario al Commercio di questo governo Usa, hanno detto che Jeffrey Epstein era il più grande ricattatore e che così ha fatto i suoi soldi: invitava nella sua casa uomini ricchi e potenti, aveva telecamere ovunque e filmava ciò che accadeva. Non sappiamo se, in questo momento, questi filmati siano tutti nelle mani dell’FBI. Secondo molti analisti, e in particolare secondo agenti dell’FBI, Epstein sarebbe stato un facilitatore, un agente del Mossad reclutato da un ex primo ministro israeliano, un frequentatore assiduo delle residenze di Epstein: Ehud Barak, citato da Virginia Giuffre – l’accusatrice principale di Epstein che ha fatto causa a lui e al principe Andrea – per averla stuprata, torturata e aver poi cercato di strangolarla”.


















