Lo scandalo internazionale degli Epstein Files continua a tenere banco a livello mondiale. Dopo l’arresto e il successivo rilascio del principe Andrea d’Inghilterra e le dimissioni di Sultan Ahmed bin Sulayem, ora è la scrittrice e psicologa statunitense Mary Trump a puntare il dito contro l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America nonché suo zio Donald Trump. Mary ha rilasciato un’intervista al programma di LA7, In altre parole, in cui ha rivelato che il comportamento del capo della Casa Bianca sta distorcendo la percezione della realtà negli Stati Uniti. Al centro della discussione, ancora una volta, i cosiddetti Epstein Files e le polemiche sui rapporti molto pericolosi e inquietanti tra figure dell’élite americana e mondiale e il finanziere pedofilo statunitense Jeffrey Epstein, arrestato nel 2019 con accuse legate alla pedofilia e al traffico sessuale di minori.

Mary Trump a LA7: accuse e posizionamento pubblico
Mary Lea Trump, psicologa clinica americana, commentatrice politica e autrice del bestseller “Sempre troppo e mai abbastanza. Come la mia famiglia ha creato l’uomo più pericoloso del mondo”, è figlia di Fred Trump Jr., il fratello maggiore di Donald Trump, che è morto prematuramente nel 1981.
Durante l’intervista televisiva su LA7, Mary Trump ha ribadito la sua posizione critica nei confronti dello zio Donald Trump, sottolineando la necessità di maggiore trasparenza sui documenti legati al caso Epstein.
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Nel corso dell’intervento televisivo, l’autrice ha collegato il dibattito sugli Epstein Files a un tema più ampio: la responsabilità delle élite e la richiesta di pubblicazione completa dei documenti giudiziari.

“Quello che sta cercando di fare adesso Donald Trump – ha spiegato Mary Trump – è convincere gli americani a credere a lui invece che ai propri occhi e alle loro esperienze concrete. Ma questo non funzionerà, perché gli effetti negativi delle sue politiche economiche sono evidenti e il Paese sta perdendo rispetto a livello internazionale”.
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Ha attaccato Donald Trump perché continua a nascondere informazioni importanti: “Gli americani se ne stanno accorgendo e non gli credono più. Non si può mistificare la realtà all’infinito”.
Ha infine citato alcune promesse tradite, come quella di non coinvolgere gli Stati Uniti in nuovi conflitti militari, con riferimento alla delicata e travagliata situazione in Iran.
Il rapporto tra Donald Trump e Jeffrey Epstein
Il rapporto tra Donald Trump e Jeffrey Epstein è stato oggetto di attenzione giornalistica per anni. I due si conoscevano negli ambienti sociali di New York negli anni ’90 e primi 2000.
Donald Trump ha dichiarato in più occasioni di aver interrotto i rapporti con Epstein molto prima delle indagini penali.
Mary Trump ha utilizzato il tema come elemento politico e simbolico nelle sue critiche più ampie alla figura dell’attuale presidente degli USA.
Mary Trump ha espresso un giudizio molto duro sullo stato di salute del presidente americano nel corso dell’intervista: “Lui è sicuramente un bullo, il che gli consente chiaramente di raggiungere i suoi obiettivi. Ma i bulli, in realtà, sono deboli: loro se la prendono su persone sulle quali possono esercitare un potere. È un matto? Pur essendo una psicologa, non ho mai formato una diagnosi su mio zio, però siamo giunti a un punto per cui abbiamo così tante prove dei suoi comportamenti che non credo sia necessaria una diagnosi per affermare che chiaramente è un uomo che non sta bene dal punto di vista emotivo, psicologico, cognitivo e anche sempre di più sul piano fisico”.
E poi ancora: “Donald Trump è la persona più debole, ma anche peggiore che io abbia mai conosciuto. Non ha nessuna caratteristica che lo possa riscattare in alcun modo”.
Mary L. Trump ha avvertito l’Europa: “Se lui perdesse le elezioni, non accetterebbe mai il risultato. Lui non se ne andrà mai. Lo dissi già nel 2020: se Donald si sente affondare, ci farà affondare con lui. Ieri, infatti, quando la Corte suprema si è pronunciata contro la sua politica economica dei dazi, lui ha detto espressamente che può distruggere questo Paese. Mi pare chiaro quale sia il suo intendimento: noi dobbiamo essere pronti. E indubbiamente la Ue in particolare deve prepararsi a questo scenario“.
Mary Trump ha spiegato che il modo in cui lo zio esercita il potere, spesso attraverso atteggiamenti aggressivi e intimidatori, riflette a suo avviso fragilità profonde. Una posizione che si inserisce in una lunga serie di critiche pubbliche mosse nei confronti del presidente.
Ha lanciato anche una frecciata alla presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e alla sua deferenza nei confronti del presidente americano: “Uno dei motivi principali per cui ci troviamo in questa situazione è che le persone non hanno mai preso posizione contro di lui quando potevano. Questo è un errore, perché un simile comportamento gli dà il permesso di agire in maniera ancora peggiore. La cosa più importante da capire – ha asserito la psicologa clinica – è che Donald Trump peggiorerà sempre, non c’è un fondo. Bisogna smetterla di dargli l’opportunità di causare ulteriori danni. I danni che finora ha causato sono incalcolabili. Donald Trump deve essere fermato“.
Scandalo Epstein Files: impatti politici e risonanza mediatica

In merito allo scandalo Epstein Files le critiche del repubblicano Thomas Massie contro Donald Trump e Israele stanno suscitando attenzione anche tra elettori indipendenti e giovani repubblicani, che vedono nella vicenda un simbolo di potenziale insabbiamento politico piuttosto che di rendicontazione completa.
Lo scontro tra Massie e Trump sul caso Epstein Files rimane uno degli esempi più significativi di dissenso interno al GOP, con potenziali effetti sulle dinamiche elettorali future e sulla fiducia pubblica nelle istituzioni statunitensi.
Sia Thomas Massie che la deputata del Partito Democratico Ro Khanna hanno accusato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America di aver oscurato il nome di almeno “sei uomini” probabilmente implicati nel grave e terribile scandalo internazionale degli Epstein files. La denuncia dei due deputati è arrivata dopo che entrambi hanno avuto accesso ai documenti non censurati sul pedofilo finanziere e imprenditore statunitense Jeffrey Epstein.
Intanto la fanbase di Donald Trump, il popolo Maga, è in subbuglio. I sondaggi lo danno in caduta libera. L’ultimo dato della rinomata società di sondaggi Gallup, pubblicato a dicembre 2025, mostra che solo il 36 % degli americani approvava l’operato di Trump, con una netta maggioranza di disapprovazione. Questo valore è tra i più bassi di sempre per un presidente in tempo di pace dal dopoguerra a oggi.
Epstein files, la denuncia di una delle vittime del finanziere pedofilo: “Trump ci ha traditi”
Haley Robson aveva solo 16 anni quando fu abusata dal finanziere. “Venni invitata con una scusa a casa di Jeffrey. Ci andai con la mia macchina. Non avevo idea di che cosa mi aspettasse lì. Mi dissero tutt’altro. Al mio arrivo, Epstein mi portò al piano di sopra. Abusò di me per un’ora intera”. Lo ha raccontato lei stessa in un’intervista al Corriere della Sera nella quale Robson ha ripercorso alcuni terribili momenti di quegli anni.
La donna, oggi 40enne, ha poi puntato il dito contro Donald Trump: “È coinvolto in una certa misura, non so se fosse direttamente coinvolto o se sapesse che cosa stesse accadendo. Il problema che abbiamo negli Stati Uniti è questo: dovremmo avviare delle indagini concrete per capire la complicità di certe persone, incluso il nostro presidente, in questa storia. Ma il governo ha detto chiaramente che non succederà. Trump ha mentito, ci ha traditi”.
Rula Jebreal sullo scandalo Epstein Files: “Coinvolge Donald Trump”
In Italia si parla pochissimo dello scandalo del secolo, poiché viene censurato e sminuito a dovere dalla maggior parte dei media filo-americani e filo-israeliani. Qualche giorno fa la giornalista e scrittrice Rula Jebreal ha dichiarato in collegamento con Accordi&Disaccordi, il programma condotto da Luca Sommi con la partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi, in onda ogni sabato sul Nove: “Questa vicenda si lega a doppio filo all’amministrazione di Donald Trump, che starebbe cercando di affossare e, in qualche modo, insabbiare il caso per via dei suoi legami con Israele”.
Per poi concludere: “Persone come Howard Lutnick, segretario al Commercio di questo governo Usa, hanno detto che Jeffrey Epstein era il più grande ricattatore e che così ha fatto i suoi soldi: invitava nella sua casa uomini ricchi e potenti, aveva telecamere ovunque e filmava ciò che accadeva. Non sappiamo se, in questo momento, questi filmati siano tutti nelle mani dell’FBI. Secondo molti analisti, e in particolare secondo agenti dell’FBI, Epstein sarebbe stato un facilitatore, un agente del Mossad reclutato da un ex primo ministro israeliano, un frequentatore assiduo delle residenze di Epstein: Ehud Barak, citato da Virginia Giuffre – l’accusatrice principale di Epstein che ha fatto causa a lui e al principe Andrea – per averla stuprata, torturata e aver poi cercato di strangolarla”.



















