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Salute mentale di Donald Trump: crescono i dubbi tra gli americani

La CNN ha rivelato che per il 61% degli intervistati il presidente degli Stati Uniti d'America è diventato più imprevedibile con l’età.

Domenico Giampetruzzi by Domenico Giampetruzzi
28 Febbraio 2026
in Esteri
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Salute mentale di Donald Trump: crescono i dubbi tra gli americani

Donald Trump - Foto: Screenshot da video

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Negli Stati Uniti d’America cresce la preoccupazione per la salute mentale di Donald Trump dopo la vittoria alle elezioni presidenziali seguita al ritiro di Joe Biden, che aveva lasciato la corsa a causa delle preoccupazioni legate all’età e alla lucidità mentale. Oggi, però, l’attenzione degli elettori si concentra proprio su Donald Trump. Un sondaggio Reuters–Ipsos, riportato da CNN, mostra che il 61% degli americani ritiene che il presidente sia “diventato più imprevedibile con l’età”. Il dato include non solo gli elettori di opposizione ma anche circa il 30% dei sostenitori repubblicani.

Donald Trump – Foto: Screenshot da video

Sondaggi su Trump: cala la fiducia nelle sue capacità mentali

La percentuale di cittadini che descrivono Trump come “mentalmente acuto e in grado di gestire sfide complesse” è scesa al 45%, rispetto al 54% registrato nel settembre 2023.

Indagini separate del Pew Research Center evidenziano inoltre che la quota di persone “molto fiduciose” nelle capacità mentali del presidente è diminuita dal 39% al 32% nell’ultimo anno.

Secondo CNN, anche la percentuale di americani che ritiene Trump dotato della “resistenza e perspicacia per servire efficacemente come presidente” è calata: dal 53% alla fine del 2023 al 46% più recentemente. Tendenze simili emergono anche rispetto alla fiducia nella salute fisica.

“DONALD TRUMP E’ BULLO E BUGIARDO”, IL DURO ATTACCO DI SUA NIPOTE MARY L. TRUMP


Età di Trump e dibattito politico sulla salute del presidente

Questi dati arrivano mentre Trump si avvicina agli 80 anni, rendendolo il presidente più anziano nella storia degli Stati Uniti. Il tema dell’età e della salute mentale del presidente USA è da tempo centrale nel dibattito politico e mediatico.

EPSTEIN FILES, THOMAS MASSIE DEI REPUBBLICANI ACCUSA ISRAELE E DONALD TRUMP

La questione è stata particolarmente discussa durante le elezioni, quando l’età avanzata dei candidati ha attirato l’attenzione di opinione pubblica ed esperti. Il dibattito si è intensificato non solo per i sondaggi ma anche per alcune performance pubbliche del presidente, definite da osservatori imbarazzanti o incoerenti, che hanno contribuito ad alimentare i timori sull’adeguatezza cognitiva di chi guida il Paese.


Campagna elettorale 2024 e percezione della lucidità mentale

Durante la campagna presidenziale del 2024, diversi sondaggi — anche dopo eventi come l’assalto a Campidoglio degli Stati Uniti del 6 gennaio 2021 — indicavano che una parte consistente degli elettori metteva in dubbio la lucidità mentale del presidente.

In alcune rilevazioni circa il 50% degli intervistati lo considerava “mentalmente instabile”. Commentatori, biografi e critici politici hanno inoltre evidenziato episodi di errori nel linguaggio o comportamenti pubblici ritenuti anomali per un presidente, contribuendo ad alimentare i dubbi sulla sua prontezza cognitiva.

L’accusa di NPR: documenti mancanti sugli Epstein Files

Secondo l’inchiesta giornalistica, oltre 50 pagine di interviste dell’FBI e appunti investigativi sarebbero state inizialmente escluse dal database pubblico dei documenti su Epstein.  L’occultamento dei file è stato scoperto a seguito del confronto effettuato “tra il set di dati iniziale del 30 gennaio e i metadati dei documenti di quei file attualmente presenti sul sito web del Dipartimento di Giustizia“.

Tali materiali riguarderebbero la testimonianza di una donna che ha accusato Trump di abusi sessuali quando era minorenne, fatti che — secondo il racconto — risalirebbero ai primi anni ’80.

Le verifiche sui metadati dei documenti avrebbero evidenziato discrepanze tra il dataset originale e quello pubblicato online, alimentando sospetti di omissioni o rimozioni temporanee di parti sensibili dell’inchiesta.

Altri report giornalistici indicano che le pagine mancanti includerebbero note di colloqui con la presunta vittima e verbali di interrogatori dell’FBI che citano Trump tra le persone menzionate nell’indagine su Epstein. Ha evidenziato poi che il governo ha tentato di proteggere Donald Trump rimuovendo dai registri pubblici testimonianze e accuse.


Il contenuto delle accuse

La testimonianza citata dai media descrive un presunto episodio in cui la donna, allora tredicenne, sarebbe stata presentata a Trump da Epstein e avrebbe riferito un’aggressione sessuale.

L’adolescente, ricostruisce CNN, ha contattato per la prima volta l’Fbi il 10 luglio 2019, 4 giorni dopo l’arresto di Jeffrey Epstein (poi morto il 10 agosto), testimoniando di esserne stata vittima. Raccontò che il finanziere pedofilo la presentò a Trump, “che successivamente le forzò la testa verso il suo pene scoperto, che lei poi morse. In risposta, Trump le diede un pugno in testa e la cacciò fuori”.

Parole contro il presidente Usa che non compaiono in un documento in originale, ma solo nelle copie dell’elenco delle accuse dell’Fbi e nella presentazione del Dipartimento di Giustizia.

EPSTEIN FILES, RULA JEBREAL CRITICA DONALD TRUMP

Gli elementi forniti da questa testimonianza e la descrizione degli abusi subiti coincidono – scrive CNN – “anche con i dettagli di una causa intentata da una vittima. Nel fascicolo del dicembre 2019, ‘Jane Doe 4′ non menziona Trump, e la donna ha volontariamente respinto le sue accuse contro gli eredi di Epstein nel dicembre 2021″. Racconta di essere stata abusata da Epstein in South Carolina dopo che lei aveva offerto servizi di babysitter. I suoi legali avevano poi scritto che il finanziere l’aveva fatta volare a New York City tre o quattro volte per portarla “a incontri intimi con altri uomini importanti e facoltosi” che l’avevano violentata. Uno di loro, di cui non viene specificato il nome, l’ha costretta a praticare sesso orale, l’ha schiaffeggiata e l’ha violentata, secondo quanto dichiarato dagli avvocati.

Scandalo Epstein Files: le accuse di un’altra donna contro Donald Trump

Altri file spariti dal sito del dipartimento di Giustizia e poi parzialmente ricomparsi, continua Npr nella sua indagine, riguardano un’altra donna, testimone chiave dell’accusa nel processo penale contro la complice del finanziere pedofilo, Ghislaine Maxwell, che sta scontando una condanna a 20 anni di carcere per traffico sessuale.

Intervistata sei volte dall’Fbi tra settembre 2019 e settembre 2021, ha raccontato nei dettagli come gli abusi di Epstein e Maxwell siano iniziati quando aveva circa 13 anni, nel 1994, e frequentava l’Interlochen Center for the Arts. Ha descritto come, a un certo punto, Epstein l’abbia portata al Mar-a-Lago Club di Trump per incontrarlo. “EPSTEIN disse a TRUMP: ‘Questa è una buona idea, eh?’”, si legge nel resoconto dell’intervista. Entrambi, ha detto, ridevano, e lei “si sentiva a disagio, ma, all’epoca, era troppo giovane per capirne il motivo”. Secondo i metadati del documento, l’intervista è stata rimossa dagli archivi pubblici del Dipartimento di Giustizia dopo la pubblicazione iniziale, avvenuta il 30 gennaio, ed è stata ripubblicata il 19 febbraio.

L’episodio, per quanto risalga anch’esso al 1994, non è da confondere con quello denunciato nel 2016, che riguardava sempre un’accusa di stupro a Trump. Parliamo del caso di una giovane che aveva denunciato abusi avvenuti nell’appartamento di Epstein a Manhattan. All’epoca anche questa ragazzina aveva 13 anni e venne reclutata con la promessa di lavorare come modella. Aveva dichiarato di essere stata abusata da Trump ed Epstein durante diverse feste “a tema”. Ha descritto di essere stata legata a un letto e violentata. La causa fu intentata nel 2016 e poi ritirata per “paura delle minacce”.

Tags: AmericaDonald TrumpDonald Trump salute mentaleStati Uniti d'AmericaUSA
Domenico Giampetruzzi

Domenico Giampetruzzi

Giornalista web, addetto stampa e docente appassionato di spettacolo, tv, moda, calcio, lifestyle, cronaca rosa e nera, cinema e attualità. Dal 2010 è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Puglia. Scrive per diverse testate giornalistiche digitali e cartacee, siti e blog di carattere nazionale. Ha svolto il ruolo di giurato per diversi contest e concorsi di bellezza di rilievo regionale e italiano, da Miss Reginetta d'Italia 2019 in Puglia a Top Kids Model Italy 2019 fino a Top Model of the World Italy 2019. É addetto stampa di molti brand di abbigliamento e accessori, calendari senza veli ed eventi di moda, come il Bari Fashion Red Carpet 2016 e 2019. É laureato alla triennale in SPRISE all'Università degli Studi di Bari e alla magistrale in Relazioni Internazionali per lo Sviluppo Economico all'Universitas Mercatorum. Inoltre ha conseguito il master in HRM e tre master in discipline economico-giuridiche. Il suo motto è: "Libertà, laicità, legalità, eguaglianza e meritocrazia".

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