Il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato nuovi documenti sullo scandalo pedopornografico Jeffrey Epstein, tra quali i colloqui dell’Fbi con una donna del South Carolina che ha accusato di abusi e molestie sessuali contro il finanziere pedofilo e l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. Nel 2019 la donna aveva dichiarato ai federali di essere stata vittima di violenza sessuale da parte di Jeffrey Epstein e di essere stata aggredita da Donald Trump negli anni ’80, quando aveva tra i 13 e i 15 anni.

Scandalo Epstein Files, le accuse di violenze sessuali contro Donald Trump
Nel secondo interrogatorio all’Fbi la donna ha raccontato agli investigatori che il pedofilo Jeffrey Epstein “l’ha accompagnata in auto e/o in aereo a New York o nel New Jersey” quando lei aveva soltanto tra i 13 e i 15 anni, e l’ha portata in un “edificio molto alto”. Ed è lì, secondo la sua versione, che Epstein l’ha presentata a Trump. Una volta arrivata davanti a lui, l’attuale presidente chiese a chi era nella stanza di uscire e “disse qualcosa del tipo: ‘Lasciate che vi insegni come dovrebbero essere le bambine’”. Poi, toha racconta la testimone, si sbottonò i pantaloni e le mise la testa “sul pene”.
La donna ha raccontato agli agenti di averlo morso e a quel punto il tycoon, dopo averle dato un pugno, ha detto “parole del tipo: ‘Portate questa piccola stronza fuori di qui’”.
Inoltre ha dichiarato agli agenti “di aver sentito Trump ed Epstein parlare di come Epstein ricattasse le persone” e di aver sentito anche Trump “parlare di riciclaggio di denaro attraverso i casinò“.
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Tre settimane dopo è arrivato il terzo interrogatorio, sempre all’Fbi: la donna ha dichiarato di avere ricevuto minacce al telefono che, a suo dire, avevano a che fare con Epstein o Trump, nonché diversi incidenti in cui era stata “quasi spinta fuori strada” da altre auto. Infine, l’ultimo incontro che avviene quasi due mesi dopo. Per la prima volta si presenta all’Fbi sola, senza avvocato. Diceva di sentirsi a disagio ad essere registrata e si domandava quale fosse il motivo per continuare a parlare perché forse era già tutto caduto in prescrizione. Nel promemoria si legge che gli agenti la incoraggiavano “ad andare a casa e a prendersi tutto il tempo necessario per pensare a parlare ulteriormente”.
Non si sa quale sia stato il seguito delle dichiarazioni della presunta vittima: secondo una mail tra gli agenti che risale all’estate 2025 “una vittima identificata ha affermato di aver subito abusi da parte di Trump, ma alla fine si è rifiutata di collaborare”.
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Donald Trump ha sempre respinto ogni accusa, definendole infondate e prive di prove. La Casa Bianca ha ribadito che le dichiarazioni contenute nei documenti non sarebbero state corroborate da elementi investigativi concreti.
Scandalo Jeffrey Epstein: Pam Bondi chiamata a testimoniare
La commissione di vigilanza della Camera dei rappresentanti ha deciso di convocare l’attorney general Pam Bondi per chiarire la gestione dei cosiddetti Epstein Files: la possibile omissione o classificazione errata di alcuni documenti e la presenza di file mancanti oppure oscurati.
Secondo alcuni parlamentari, potrebbero mancare decine di migliaia di documenti e migliaia di video relativi al caso.
La convocazione ha ricevuto il sostegno sia dei democratici sia di una parte dei repubblicani.
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Le polemiche sulla gestione dei documenti
Il Dipartimento di Giustizia ha spiegato che alcuni file erano stati erroneamente classificati come duplicati, motivo per cui non erano stati pubblicati nella prima tranche di documenti.
La correzione dell’errore ha portato alla diffusione di ulteriori documenti, tra cui quelli contenenti le accuse contro Trump.
I presunti legami di Jeffrey Epstein con il Mossad
Una delle piste più discusse riguarda le ipotetiche connessioni di Epstein con servizi di intelligence internazionali, tra cui il Mossad israeliano.
Le ipotesi emerse da rapporti e testimonianze
Alcuni rapporti dell’FBI citati dalla stampa suggeriscono che Epstein potrebbe aver avuto contatti con ambienti dell’intelligence, ipotizzando persino un possibile addestramento da parte del Mossad.
Secondo queste ricostruzioni:
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il finanziere avrebbe avuto relazioni con figure vicine alla sicurezza israeliana;
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avrebbe finanziato progetti tecnologici collegati all’ex premier israeliano Ehud Barak;
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alcune fonti sostengono che usasse la sua rete di contatti per attività di influenza.
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Scandalo Epstein Files: impatti politici e risonanza mediatica

In merito allo scandalo Epstein Files le critiche del repubblicano Thomas Massie contro Donald Trump e Israele stanno suscitando attenzione anche tra elettori indipendenti e giovani repubblicani, che vedono nella vicenda un simbolo di potenziale insabbiamento politico piuttosto che di rendicontazione completa.
Lo scontro tra Massie e Trump sul caso Epstein Files rimane uno degli esempi più significativi di dissenso interno al GOP, con potenziali effetti sulle dinamiche elettorali future e sulla fiducia pubblica nelle istituzioni statunitensi.
Sia Thomas Massie che la deputata del Partito Democratico Ro Khanna hanno accusato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America di aver oscurato il nome di almeno “sei uomini” probabilmente implicati nel grave e terribile scandalo internazionale degli Epstein files. La denuncia dei due deputati è arrivata dopo che entrambi hanno avuto accesso ai documenti non censurati sul pedofilo finanziere e imprenditore statunitense Jeffrey Epstein.
Intanto la fanbase di Donald Trump, il popolo Maga, è in subbuglio. I sondaggi lo danno in caduta libera. L’ultimo dato della rinomata società di sondaggi Gallup, pubblicato a dicembre 2025, mostra che solo il 36 % degli americani approvava l’operato di Trump, con una netta maggioranza di disapprovazione. Questo valore è tra i più bassi di sempre per un presidente in tempo di pace dal dopoguerra a oggi.
Epstein files, la denuncia di una delle vittime del finanziere pedofilo: “Trump ci ha traditi”
Haley Robson aveva solo 16 anni quando fu abusata dal finanziere. “Venni invitata con una scusa a casa di Jeffrey. Ci andai con la mia macchina. Non avevo idea di che cosa mi aspettasse lì. Mi dissero tutt’altro. Al mio arrivo, Epstein mi portò al piano di sopra. Abusò di me per un’ora intera”. Lo ha raccontato lei stessa in un’intervista al Corriere della Sera nella quale Robson ha ripercorso alcuni terribili momenti di quegli anni.
La donna, oggi 40enne, ha poi puntato il dito contro Donald Trump: “È coinvolto in una certa misura, non so se fosse direttamente coinvolto o se sapesse che cosa stesse accadendo. Il problema che abbiamo negli Stati Uniti è questo: dovremmo avviare delle indagini concrete per capire la complicità di certe persone, incluso il nostro presidente, in questa storia. Ma il governo ha detto chiaramente che non succederà. Trump ha mentito, ci ha traditi”.
Rula Jebreal sullo scandalo Epstein Files: “Coinvolge Donald Trump”
In Italia si parla pochissimo dello scandalo del secolo, poiché viene censurato e sminuito a dovere dalla maggior parte dei media filo-americani e filo-israeliani. Qualche giorno fa la giornalista e scrittrice Rula Jebreal ha dichiarato in collegamento con Accordi&Disaccordi, il programma condotto da Luca Sommi con la partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi, in onda ogni sabato sul Nove: “Questa vicenda si lega a doppio filo all’amministrazione di Donald Trump, che starebbe cercando di affossare e, in qualche modo, insabbiare il caso per via dei suoi legami con Israele”.
Per poi concludere: “Persone come Howard Lutnick, segretario al Commercio di questo governo Usa, hanno detto che Jeffrey Epstein era il più grande ricattatore e che così ha fatto i suoi soldi: invitava nella sua casa uomini ricchi e potenti, aveva telecamere ovunque e filmava ciò che accadeva. Non sappiamo se, in questo momento, questi filmati siano tutti nelle mani dell’FBI. Secondo molti analisti, e in particolare secondo agenti dell’FBI, Epstein sarebbe stato un facilitatore, un agente del Mossad reclutato da un ex primo ministro israeliano, un frequentatore assiduo delle residenze di Epstein: Ehud Barak, citato da Virginia Giuffre – l’accusatrice principale di Epstein che ha fatto causa a lui e al principe Andrea – per averla stuprata, torturata e aver poi cercato di strangolarla”.



















