Nel corso di un’intervista al talk show In altre parole di Massimo Gramellini, la psicologa e scrittrice statunitense Mary L. Trump ha espresso parole molto dure nei confronti dello zio nonché presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, commentando lo scandalo internazionale pedopornografico legato agli Epstein Files basato su cannibalismo, macabri rituali, traffico internazionale di minori e violenze sessuali su bambine e bambini. Durante la trasmissione in onda su LA7, Mary L. Trump ha descritto il comportamento dello zio come quello di “un uomo disperato”, pronto a fare qualsiasi cosa pur di difendersi dalle accuse e dalle conseguenze politiche e giudiziarie.

Scandalo Epstein Files: le dichiarazioni di Mary L. contro lo zio Donald Trump

Nel corso dell’intervista, Mary L. Trump ha offerto una lettura psicologica della situazione che coinvolge Donald Trump e il dibattito pubblico attorno ai cosiddetti Epstein Files, i documenti collegati all’inchiesta sul finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni.
EPSTEIN FILES, NUOVE ACCUSE DI VIOLENZE SU MINORENNE CONTRO DONALD TRUMP
Secondo la nipote dell’ex presidente, Trump si troverebbe in una fase di forte pressione politica e personale. Questo, a suo avviso, lo renderebbe disposto ad adottare strategie sempre più aggressive per difendere la propria immagine e il proprio potere: “La sua condotta appare sempre più quella di qualcuno colpevole, reale o percepito, e anche se solo metà dei documenti è stata pubblicata, è difficile credere che tutti i riferimenti siano innocenti”.
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Mary L. Trump ha dichiarato che il comportamento dell’ex presidente appare quello di una persona che “non ha più nulla da perdere”, sottolineando come una simile mentalità possa portare a decisioni pericolose.
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Scandalo Epstein Files: “Donald Trump vuole diventare un dittatore”
Nel suo intervento, la psicologa ha evidenziato come Donald Trump sia storicamente incline a reagire agli attacchi con strategie di contrattacco e delegittimazione degli avversari.
Secondo Mary L. Trump, questo atteggiamento potrebbe intensificarsi nel contesto dello scandalo legato ai documenti su Jeffrey Epstein, diventando ancora più estremo.
“DONALD TRUMP E’ BULLO E BUGIARDO”, IL DURO ATTACCO DI SUA NIPOTE MARY L. TRUMP
La scrittrice ha spiegato che, quando una figura pubblica percepisce una minaccia esistenziale al proprio potere o alla propria reputazione, può arrivare a compiere azioni drastiche pur di proteggersi.
Secondo Mary, suo zio Donald Trump ammira leader autoritari come Benjamin Netanyahu, Vladimir Putin, Xi Jinping e Kim Jong-un e desidera esercitare un potere praticamente incontrastato, andando oltre le regole democratiche.
“La verità è che vuole diventare un dittatore”, ha spiegato la nipote di Trump, ricordando come già nel suo libro lo aveva definito “l’uomo più pericoloso del mondo”. Alcune recenti azioni di Trump, secondo Mary, sembrano allineate agli interessi di Netanyahu e Putin, confermando le sue preoccupazioni sulle ambizioni autoritarie del presidente.
Scandalo Epstein Files: impatti politici e risonanza mediatica

In merito allo scandalo Epstein Files le critiche del repubblicano Thomas Massie contro Donald Trump e Israele stanno suscitando attenzione anche tra elettori indipendenti e giovani repubblicani, che vedono nella vicenda un simbolo di potenziale insabbiamento politico piuttosto che di rendicontazione completa.
Lo scontro tra Massie e Trump sul caso Epstein Files rimane uno degli esempi più significativi di dissenso interno al GOP, con potenziali effetti sulle dinamiche elettorali future e sulla fiducia pubblica nelle istituzioni statunitensi.
Sia Thomas Massie che la deputata del Partito Democratico Ro Khanna hanno accusato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America di aver oscurato il nome di almeno “sei uomini” probabilmente implicati nel grave e terribile scandalo internazionale degli Epstein files. La denuncia dei due deputati è arrivata dopo che entrambi hanno avuto accesso ai documenti non censurati sul pedofilo finanziere e imprenditore statunitense Jeffrey Epstein.
Intanto la fanbase di Donald Trump, il popolo Maga, è in subbuglio. I sondaggi lo danno in caduta libera. L’ultimo dato della rinomata società di sondaggi Gallup, pubblicato a dicembre 2025, mostra che solo il 36 % degli americani approvava l’operato di Trump, con una netta maggioranza di disapprovazione. Questo valore è tra i più bassi di sempre per un presidente in tempo di pace dal dopoguerra a oggi.
Epstein files, la denuncia di una delle vittime del finanziere pedofilo: “Trump ci ha traditi”
Haley Robson aveva solo 16 anni quando fu abusata dal finanziere. “Venni invitata con una scusa a casa di Jeffrey. Ci andai con la mia macchina. Non avevo idea di che cosa mi aspettasse lì. Mi dissero tutt’altro. Al mio arrivo, Epstein mi portò al piano di sopra. Abusò di me per un’ora intera”. Lo ha raccontato lei stessa in un’intervista al Corriere della Sera nella quale Robson ha ripercorso alcuni terribili momenti di quegli anni.
La donna, oggi 40enne, ha poi puntato il dito contro Donald Trump: “È coinvolto in una certa misura, non so se fosse direttamente coinvolto o se sapesse che cosa stesse accadendo. Il problema che abbiamo negli Stati Uniti è questo: dovremmo avviare delle indagini concrete per capire la complicità di certe persone, incluso il nostro presidente, in questa storia. Ma il governo ha detto chiaramente che non succederà. Trump ha mentito, ci ha traditi”.
Rula Jebreal sullo scandalo Epstein Files: “Coinvolge Donald Trump”
In Italia si parla pochissimo dello scandalo del secolo, poiché viene censurato e sminuito a dovere dalla maggior parte dei media filo-americani e filo-israeliani. Qualche giorno fa la giornalista e scrittrice Rula Jebreal ha dichiarato in collegamento con Accordi&Disaccordi, il programma condotto da Luca Sommi con la partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi, in onda ogni sabato sul Nove: “Questa vicenda si lega a doppio filo all’amministrazione di Donald Trump, che starebbe cercando di affossare e, in qualche modo, insabbiare il caso per via dei suoi legami con Israele”.
Per poi concludere: “Persone come Howard Lutnick, segretario al Commercio di questo governo Usa, hanno detto che Jeffrey Epstein era il più grande ricattatore e che così ha fatto i suoi soldi: invitava nella sua casa uomini ricchi e potenti, aveva telecamere ovunque e filmava ciò che accadeva. Non sappiamo se, in questo momento, questi filmati siano tutti nelle mani dell’FBI. Secondo molti analisti, e in particolare secondo agenti dell’FBI, Epstein sarebbe stato un facilitatore, un agente del Mossad reclutato da un ex primo ministro israeliano, un frequentatore assiduo delle residenze di Epstein: Ehud Barak, citato da Virginia Giuffre – l’accusatrice principale di Epstein che ha fatto causa a lui e al principe Andrea – per averla stuprata, torturata e aver poi cercato di strangolarla”.

















