Un sermone del noto sacerdote copto ortodosso Padre Daoud Lamei ha acceso un ampio dibattito in Egitto e sui social media dopo alcune dichiarazioni riguardanti Israele e il cosiddetto sionismo cristiano.
Durante una predica pronunciata in una chiesa egiziana, il sacerdote – considerato una delle figure religiose cristiane più conosciute del Paese – ha criticato l’idea, diffusa in alcuni ambienti religiosi, secondo cui i cristiani dovrebbero sostenere lo Stato di Israele perché gli ebrei sarebbero il “popolo eletto”.
Secondo Padre Lamei, il cosiddetto sionismo cristiano rappresenterebbe una visione “estranea al cristianesimo”, sostenendo che l’interpretazione teologica che collega il sostegno politico a Israele a presunte obbligazioni religiose rischia di confondere fede e geopolitica.
Nel suo intervento il sacerdote ha anche criticato il tentativo, a suo dire, di presentare i conflitti in corso in Medio Oriente come una guerra religiosa.
“Dire che questa guerra sia nell’interesse dei cristiani e cercare di mettere cristiani ed ebrei dalla stessa parte è un tentativo malvagio. Noi non siamo fautori della guerra”, ha dichiarato durante la predica.
Le parole del sacerdote hanno provocato reazioni contrastanti, soprattutto nel contesto della crescente tensione regionale e delle dinamiche legate ai conflitti mediorientali.
Una parte dei commentatori ha elogiato il sermone, definendolo uno degli interventi più significativi della Chiesa copta negli ultimi anni, perché affronta apertamente l’influenza del sionismo cristiano nel dibattito religioso contemporaneo.
Altri, invece, hanno criticato le sue dichiarazioni, sostenendo che possano essere interpretate come un attacco a cristiani che sostengono politicamente Israele e accusando il sacerdote di mescolare eccessivamente religione e geopolitica.
Un terzo gruppo di osservatori ha invece denunciato la campagna di attacchi online contro il sacerdote, criticando le richieste – avanzate da alcuni utenti sui social – di espellerlo dalla Chiesa.
Secondo diversi analisti, il caso riflette anche le tensioni tra i copti residenti in Egitto e una parte della diaspora copta, spesso più influenzata dal dibattito politico occidentale e talvolta portatrice di posizioni diverse sul conflitto mediorientale.
La polemica riaccende così il dibattito sul sionismo cristiano, una corrente teologica diffusa soprattutto in ambienti evangelici occidentali che sostiene lo Stato di Israele sulla base di specifiche interpretazioni bibliche.
Nelle Chiese storiche del Medio Oriente, tra cui la Chiesa copta ortodossa, questa visione è frequentemente contestata e considerata una lettura politicizzata della fede cristiana, poco radicata nella tradizione teologica orientale.
Il sermone di Padre Daoud Lamei ha quindi aperto una discussione più ampia sul rapporto tra religione, identità cristiana e conflitti regionali, in un momento in cui il Medio Oriente continua a essere attraversato da profonde tensioni politiche e religiose.



















