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Spari alla cena di Trump, chi è l’attentatore. Il presidente pubblica la foto

L'uomo che ha aperto il fuoco è un 31enne della California. Trump: "E' una persona malata"

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
26 Aprile 2026
in Esteri
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Spari alla cena di Trump, chi è l’attentatore. Il presidente pubblica la foto
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ADN KRONOS/

Si chiama Tom Allen, ha 31 anni e vive a Torrance, in California. E’ l’uomo che ha aperto il fuoco alla cena tra il presidente Donald Trump e i corrispondenti della Casa Bianca. Il nome dell’attentatore, come riferisce il Washington Post, è stato reso noto da 3 fonti delle forze dell’ordine. Trump, dal proprio profilo su Truth, ha diffuso l’immagine dell’uomo preso in custodia dagli agenti dopo l’attacco. Gli investigatori, si legge sul Washington Post, hanno recuperato un documento di identità. Trump, scortato dagli agente e condotto in salvo durante l’emergenza, ha tenuto una conferenza stampa alla Casa Bianca. “Credo che viva in California, ed è una persona malata, una persona molto malata, e non vogliamo che cose del genere accadano”, ha detto Trump, affermando che – secondo gli investigatori – l’uomo avrebbe agito da solo.

In seguito all’arresto, il direttore dell’FBI Kash Patel ha esortato i cittadini a condividere “qualsiasi informazione relativa a questo evento”. L’FBI sta esaminando la balistica e un’arma da fuoco rinvenuta sul luogo dell’accaduto e sta interrogando i testimoni, ha dichiarato Patel. “Nessuna informazione è troppo insignificante, nessuna informazione è inadeguata”, ha affermato. “Valuteremo tutto. Interrogheremo anche le persone presenti e, se qualcuna di loro avesse informazioni utili, la preghiamo di rivolgersi alle forze dell’ordine: l’Fbi e il Dipartimento di Polizia Metropolitana”. Ha aggiunto che gli investigatori indagheranno “a fondo” sul passato del sospettato.

Il presidente Usa Donald Trump è stato rapidamente scortato fuori dal palco dagli agenti dei Servizi Segreti e portato al sicuro dopo che si sono uditi degli spari durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca al Washington Hilton. Anche il vicepresidente JD Vance e i membri del Gabinetto di Trump presenti all’evento sono stati fatti uscire di corsa.

Gli spari e l’allarme

Diversi agenti del Secret Service hanno gridato “spari” durante la cena dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, secondo quanto riportato dai giornalisti presenti, compreso il collaboratore dell’Adnkronos Iacopo Luzi. Un agente ha poi annunciato via radio l’arresto di un uomo armato. Secondo quanto riferito da diverse fonti delle forze dell’ordine informate sugli ultimi sviluppi, si tratterebbe di un uomo di 30 anni proveniente dalla California, che è in procinto di essere incriminato. Durante la sparatoria, un agente è stato colpito da un proiettile ma si è salvato grazie al giubbotto antiproiettile ed è stato trasportato in un ospedale locale non in pericolo di vita.

Trump: “L’attentatore è una persona malata”

“Che serata a Washington! Il Secret Service e le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro fantastico. Hanno agito con rapidità e coraggio. L’attentatore è stato arrestato e ho raccomandato di ‘lasciare che lo spettacolo continui’, ma ci atterremo completamente alle indicazioni delle forze dell’ordine. Prenderanno una decisione a breve. Indipendentemente da tale decisione, la serata sarà molto diversa da come l’avevamo programmata e, semplicemente, dovremo rifarla“, ha scritto poco dopo su Truth il presidente Usa Donald Trump, rientrato alla Casa Bianca.

“Le forze dell’ordine ci hanno chiesto di lasciare la struttura, come previsto dal protocollo, cosa che faremo immediatamente”, ha scritto Trump in un altro post annunciando una conferenza stampa dalla Sala Stampa della Casa Bianca. “La First Lady, il Vicepresidente e tutti i membri del Gabinetto sono in perfette condizioni. Vi parleremo tra mezz’ora. Ho parlato con tutti i responsabili dell’evento e lo riprogrammeremo entro 30 giorni”.

In conferenza stampa, Trump ha poi spiegato che il sospettato è “stato catturato” e le forze di polizia “stanno andando al suo appartamento. Credo che viva in California, ed è una persona malata, una persona molto malata, e non vogliamo che cose del genere accadano”. Affiancato dai membri del suo Gabinetto, il presidente ha descritto le azioni del sospetto che hanno portato alla sparatoria. “Un uomo ha assaltato un posto di blocco di sicurezza, armato di diverse armi, ed è stato neutralizzato da alcuni coraggiosi membri dei Servizi Segreti”. Il presidente ha fatto riferimento a precedenti attentati alla sua vita, citando i tentativi di assassinio a Butler, in Pennsylvania, e a Palm Beach, in Florida, e invitando gli americani a “risolvere le nostre divergenze”.

La testimonianza del collaboratore Adnkronos

“La cena era organizzata nella sala più grande del Washington Hilton, ci sono due entrate laterali e una centrale con una scalinata che porta anche al piano superiore. Io ero al lato della porta, al tavolo 219. A un certo punto, si sente un colpo, poi altri tre colpi secchi. Ho pensato a qualcosa che fosse caduto, perché stavano servendo la cena, stavamo aspettando l’aragosta. Invece iniziano a scappare tutti, gente che da fuori entra dentro, si scatena il panico totale. Trump viene portato via e noi rimaniamo bloccati in lockdown per mezz’ora”. E’ il drammatico racconto all’Adnkronos del giornalista italiano Iacopo Luzi, collaboratore dell’agenzia che si trovava alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca quando si sono verificati gli spari.

Wolf Blitzer della Cnn si trovava “a pochi metri da (un uomo armato) mentre sparava”, ha dichiarato in diretta. “All’improvviso un uomo con un’arma, un’arma molto, molto seria, ha iniziato a sparare, e io mi trovavo a pochi metri da lui proprio in quel momento”, ha detto Blitzer.

Per Donald Trump, dalla campagna elettorale al suo secondo mandato, quello del Washington Hilton è già il terzo incidente di sicurezza.

Durante un comizio elettorale a Butler, in Pennsylvania, nel luglio 2024, un uomo armato sparò diversi colpi contro Trump, uno dei quali, a suo dire, gli sfiorò l’orecchio. Cinque agenti dei Secret Service si precipitarono sul palco e protessero il tycoon, mentre il crepitio di altri due colpi di arma da fuoco risuonava nel parco del Butler Farm Show.

Quasi due mesi dopo, a settembre, Trump subì un secondo apparente tentativo di assassinio, quando un uomo armato si appostò sul campo da golf di Mar-a-Lago. Gli unici colpi sparati provenivano dalla pistola di un agente che proteggeva Trump, ma quest’ultimo fu portato in salvo illeso.

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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