Benvenuti. Oggi il menù è ricco: lobi che cadono, tasse che si semplificano, sub che affogano e politici che si dimettono. Ma nessuno di questi piatti sazia. Perché la vera fame è quella di senso. E qui, oggi, di senso ce n’è poco.
Orecchie e filler: la medicina estetica che ti salva il cuore (a pagamento)
La Sime, Società italiana di medicina estetica, ha scoperto l’acqua calda: l’orecchio invecchia. Il lobo si assottiglia, gli orecchini pendono tristemente, il trago si ruga. La soluzione? Acido ialuronico morbido e tossina botulinica. Non un lifting chirurgico, ma microdosi di bellezza per “riequilibrare i vettori muscolari auricolari”. Parole che suonano come poesia, ma che costano come un mutuo. E già che ci sono, gli esperti ricordano che il “segno di Franck” – quella piega diagonale sul lobo – potrebbe nascondere un rischio cardiovascolare. Per fortuna, il medico estetico è prima di tutto un medico, e quindi consiglierà un check-up. Peccato che il check-up non lo paghi la Sime. Peccato che l’acido ialuronico non lo rimborsi il Servizio Sanitario Nazionale. Ma la salute, si sa, è un affare. E l’orecchio, che per secoli è stato solo un organo per sentire, oggi è diventato una vetrina per spendere.
730 precompilato: la semplificazione che non semplifica un bel niente
Quattro milioni di accessi, l’80% sceglie il modello semplificato. L’Agenzia delle Entrate esulta. Ma chiediamoci: perché il cittadino deve ancora passare ore a decifrare codici, scaricare certificazioni, controllare che il fisco non abbia già sbagliato? La precompilata doveva essere la fine dell’incubo. Invece è solo un incubo con interfaccia più graziosa. E poi l’assistenza telefonica potenziata il sabato mattina. Grazie, davvero. Perché il sabato mattina, invece di stare con la famiglia, uno dovrebbe stare al telefono con un consulente fiscale a spiegare perché l’anno scorso ha fatto quella dichiarazione. La vera riforma non sarebbe semplificare il modulo, ma semplificare le tasse. Ridurle, renderle trasparenti, progressive. Ma quello è un sogno. Qui si parla di “assistenza straordinaria”. Parole che sanno di presa in giro.
Maldive, cinque morti: il silenzio assordante sul business delle immersioni
Cinque italiani morti in una grotta a sessanta metri di profondità. Ricercatori, una madre e la figlia, un ex banchiere, un istruttore. Persone che amavano il mare e che ora giacciono sul fondo dell’oceano. Le autorità indagano: ipossia, tossicità da ossigeno, panico. Un’allerta gialla per maltempo era stata diramata, ma le immersioni sono comunque partite. E la “Duke of York”, nave di lusso per crociere subacquee, non ha interrotto il programma? Questo non lo sapremo mai. Perché il business delle Maldive – resort, voli, immersioni – vale miliardi. E quando i miliardi sono in gioco, le vittime diventano numeri. Non ci sarà nessuna inchiesta parlamentare, nessuna messa in mora dei tour operator. Solo il cordoglio di rito e la promessa di “massima attenzione”. Poi, il silenzio. Fino alla prossima tragedia.
Regno Unito: il Labour si taglia le vene in diretta
Wes Streeting si dimette dal governo britannico, il ministro della Salute scappa perché non ha più fiducia in Keir Starmer. Angela Rayner, dopo lo scagionamento fiscale, è pronta a tornare in sella. E il Labour, che avrebbe dovuto essere l’alternativa ai conservatori, è una polveriera. Sondaggi in caduta, elezioni locali disastrose, parlamentari che chiedono la testa del premier. Ma intanto i giornali ci raccontano i profili dei possibili successori: Streeting, l’ala moderata; Rayner, l’ala sindacale. Due visioni, un solo partito. Che però non sa più cosa vuole essere. E mentre loro si scannano, il Paese aspetta risposte sul costo della vita, sulla sanità, sull’immigrazione. Ma quelle sono questioni noiose. Meglio parlare di leadership e di futuri congressi. Il teatrino della politica è sempre più triste. E il pubblico, stanco, cambia canale.
Oggi, cari lettori, abbiamo assistito all’ennesima parata di ipocrisie. L’orecchio che diventa status symbol, il fisco che promette semplificazioni e non le mantiene, il mare che uccide e nessuno si chiede perché, la politica che litiga mentre il paese affonda. RVSCB non si stanca di guardare. Ma voi, cari lettori, dovreste stancarvi di subire. Spegnete i notiziari, accendete la coscienza. È l’unico filtro che funziona ancora.
RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 15 maggio 2026
“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”




















