Foto: Donald Trump – Afp
Fonte: ADNkronos
TEHERAN – La firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto potrebbe arrivare già nel fine settimana o, al più tardi, lunedì 16 giugno. A confermarlo è stato il presidente americano Donald Trump, che ha definito «molto positivo» il messaggio lanciato dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo il quale l’intesa «non è mai stata così vicina».
Secondo fonti diplomatiche, i negoziati sarebbero entrati nella fase conclusiva. Da Teheran si parla di una firma iniziale da remoto nei prossimi giorni, seguita da ulteriori passaggi tecnici per l’attuazione dell’accordo.
Araghchi ha descritto l’attuale fase come «il momento migliore per porre fine alla guerra», sostenendo che l’Iran si trovi in una posizione favorevole dopo aver «resistito quaranta giorni contro una superpotenza». Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre accusato Israele di tentare di ostacolare l’intesa, affermando che il governo di Gerusalemme sarebbe alla ricerca di pretesti per far naufragare il negoziato.
Hormuz, cambia il regime di navigazione
Uno dei punti più discussi riguarda il futuro dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transita una quota significativa del commercio energetico mondiale.
Secondo il ministro iraniano, il sistema precedente alla guerra non verrà ripristinato. Teheran intende introdurre tariffe obbligatorie per i servizi marittimi nello stretto, finora gratuiti. Araghchi ha inoltre ribadito che la sovranità sull’area appartiene esclusivamente a Iran e Oman, escludendo l’esistenza di un corridoio marittimo internazionale indipendente.
Una posizione destinata a suscitare dibattito tra le principali potenze commerciali e gli operatori del settore energetico.
Sblocco degli asset e fine del blocco navale
Tra le misure previste nel memorandum d’intesa figurerebbe lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero. «Nessuno dei nostri asset potrà restare congelato», ha dichiarato Araghchi, aggiungendo che il governo ha già predisposto un piano di ricostruzione per affrontare i danni causati dal conflitto.
La bozza dell’accordo prevederebbe inoltre la revoca del blocco navale statunitense nei confronti dei porti iraniani, indicata da Teheran come il primo punto dell’intesa.
Libano e nucleare tra i dossier più delicati
Secondo il ministro degli Esteri iraniano, la fine della guerra dovrebbe includere anche il ritiro delle forze israeliane dalle aree occupate nel sud del Libano. Una richiesta che rappresenta uno dei nodi più sensibili del negoziato e che potrebbe incontrare forti resistenze da parte del governo israeliano.
Sul fronte nucleare, invece, non sarebbe stata ancora raggiunta una soluzione definitiva. Teheran ha precisato che la questione verrà affrontata in una seconda fase del processo negoziale, una volta consolidato il cessate il fuoco e avviata l’applicazione delle prime misure previste dall’accordo.
Netanyahu scettico, Washington ottimista
Le indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti indicano che Trump avrebbe informato il premier israeliano Benjamin Netanyahu dell’imminente conclusione dell’intesa. Secondo alcune ricostruzioni, il leader israeliano avrebbe preso atto di non poter impedire il raggiungimento dell’accordo, pur mantenendo forti riserve sui suoi contenuti.
A Gerusalemme cresce il timore che Teheran possa sfruttare la tregua per rallentare i negoziati sul nucleare e rafforzare la propria influenza regionale. La Casa Bianca, tuttavia, continua a mostrarsi fiduciosa e ritiene che Israele finirà per accettare l’intesa una volta formalizzata.
Dopo mesi di tensioni e di scontri che hanno destabilizzato l’intero Medio Oriente, le prossime ore potrebbero quindi rivelarsi decisive. Se la firma dovesse arrivare entro lunedì, si aprirebbe una nuova fase diplomatica destinata a ridefinire gli equilibri della regione.



















