Fonte: Adnkronos
L’accordo tra Stati Uniti e Iran per mettere fine alla crisi potrebbe arrivare già venerdì con la firma prevista a Ginevra. Ma dietro gli annunci e l’ottimismo delle ultime ore restano ancora diversi punti da chiarire.
Il dossier più delicato è quello del programma nucleare iraniano. Dopo l’intesa, Washington e Teheran dovrebbero aprire un nuovo negoziato destinato a durare circa 60 giorni. Secondo la versione fornita dalle autorità iraniane, però, il confronto potrà partire soltanto a determinate condizioni: la fine delle operazioni militari, la rimozione del blocco navale e lo scongelamento dei fondi iraniani bloccati all’estero.
Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che emergono le maggiori divergenze. Fonti statunitensi, citate dalla CNN, hanno infatti smentito l’ipotesi di uno sblocco automatico delle risorse economiche di Teheran, spiegando che eventuali trasferimenti saranno legati al rispetto degli impegni previsti dall’accordo.
Resta aperta anche la questione delle sanzioni. Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha ribadito la richiesta di revocare tutte le misure restrittive contro la Repubblica islamica, comprese quelle collegate alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.
Insomma, l’intesa sembra aver aperto una strada diplomatica che fino a poche settimane fa appariva impensabile. Ma la partita è tutt’altro che chiusa: i dettagli più delicati devono ancora essere definiti e saranno proprio i prossimi negoziati a stabilire se l’accordo potrà trasformarsi in una vera svolta nei rapporti tra Washington e Teheran.



















